Il Teatro pubblico Pugliese divide il PD

Michele Cotugno

Scintille tra Masciale e Ricci, favorevole al termine della partecipazione del Comune

0 commenta

A Bitonto il consiglio comunale non finisce mai di stupire. Una semplice discussione sull’opportunità di continuare o interrompere la partecipazione del Comune di Bitonto nell’ente Regionale “Teatro Pubblico Pugliese” innesca un’aspra diatriba tra consiglieri. Non è la prima volta, d’altronde, che la cultura diventa un terreno di battaglia tra le forze politiche bitontine.

“Solita lite tra maggioranza ed opposizione”, direte voi. E invece no. Protagonisti dell’incandescente momento sono stati i consiglieri del Partito Democratico, Francesco Paolo Ricci e Vito Masciale, discordi sulla necessità di continuare la partnership con l’ente che fa capo all’assessore regionale Godelli.

Gestione poco chiara e monopolistica dei palinsesti teatrali sono le accuse che Ricci muove nei confronti dell’ente, mostrando alcuni articoli di giornale che riportano le lamentele di altri Comuni, tra cui quello di Bari.
“Il Teatro Pubblico Pugliese è troppo potente. Cambiamolo”, riporta uno di questi articoli, estratti in data 10 novembre 2010 dalla Gazzetta del Mezzogiorno, a firma di Dino Signorile.

“La questione è stata più volte oggetto di discussione in quarta commissione ed in svariate occasioni è stato chiesto un confronto con il presidente del TPP. Un incontro che finora non ha mai avuto luogo”, ha lamentato Ricci, assicurando che il problema non riguarda la cultura e il teatro a Bitonto.
“Non dico no al teatro, ma voglio solo capire cosa accade nel TPP, come avviene la gestione e che ricadute ha sul territorio. Non mi sono mai piaciuti i regimi monopolistici”, ha aggiunto, esortando i Comuni ad esercitare un controllo nel consorzio ed invitando l’amministrazione a trovare un altro strumento che vada nella direzione della rivalutazione del Teatro comunale di Bitonto.

In sintonia con le perplessità espresse da Ricci anche Michele Muschitiello, Marcello Formisano e il sindaco Valla, che ha espresso la volontà di dare spazio alle associazioni culturali cittadine, e non ad esterni.
Ma le posizioni di Ricci non hanno trovato d’accordo gli altri esponenti della suo partito. A cominciare da Vito Masciale, che ha sottolineato come in questi anni il TPP sia diventato “uno dei maggiori circuiti di teatro, portando grande innovazione”.

“Non aderire significa chiudere il nostro teatro – ha concluso Masciale – Dobbiamo affidare la cultura teatrale in mano ad esperti, senza interrompere l’esperienza ma facendo valere il nostro punto di vista in sede opportuna”.
Una discordanza di vedute che ha infiammato l’animo di Ricci, che uscendo dall’aula, ha annunciato le sue dimissioni da membro della quarta commissione.
Pur condividendo le perplessità espresse da Ricci, il segretario del PD Francesco Fallacara si è espresso a favore del mantenimento della partecipazione, in mancanza di un soggetto competitore. “Non me la sento di fare un salto nel buio nel pieno della stagione teatrale”, ha commentato Fallacara.

Solo dopo la votazione, che ha visto i consiglieri schierarsi in maggioranza per la dismissione della partecipazione, gli animi si sono calmati e Ricci è tornato sui suoi passi, ritirando quanto annunciato in precedenza e scusandosi con il suo compagno di partito.

Michele Cotugno

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!