“Sakineh. Bitonto contro la pena di morte”. Finalmente qualcosa per cui sono tutti d’accordo
Bitonto dunque non dimentica chi sta lottando per uno dei pochi diritti che ci rimane a ciascun essere umano, la vita
“Sakineh. Bitonto contro la pena di morte”.
6 parole. Più semplici e chiare di così non esistono.
Questo il contenuto del manifesto che da un paio di giorni è affisso fuori a Palazzo di Città e che, in attesa della sistemazione delle luci natalizie anche lungo tutto Corso Vittorio Emanuele, “allieta” la via centrale cittadina in questi giorni dal clima prenatalizio.
Bitonto dunque non dimentica Sakineh, la 43enne donna iraniana condannata alla lapidazione prima e pena di morte poi per adulterio e concorso in omicidio e su cui tutti i media internazionali con tutto il mondo occidentale (Brasile, Francia ed Italia su tutti) si sono interessati per ottenerne la miracolosa salvezza.
Bitonto dunque non dimentica chi sta lottando per uno dei pochi diritti che ci rimane a ciascun essere umano, la vita, ed al tempo stesso condanna chi vigliaccamente vorrebbe togliercela in nome di leggi tutt’altro che condivisibili.
Bitonto dunque non dimentica i valori della solidarietà, della vita umana, della dignità e dell’onore. Indiscutibili e sopra ogni altra cosa.
Decisione giusta del Comune, quella di ricordare Sakineh? Manifesto legittimo?
I più “apocalittici” potrebbero pensare, autoreferenzialmente, che la questione è troppo complicata e troppo grande perchè un Comune di 60000 abitanti possa annullare una decisione che, seppur rimandata, sarebbe già stata presa. E sempre questi apocalittici potrebbero pensare, egoisticamente, che tra i tanti problemi che affliggono questo benedetto paese, non c’è tempo per pensare alla vita di una ragazza a migliaia di chilometri di distanza.
Per una volta lasciamo perdere gli apocalittici. Vogliamo essere “integrati” e vedere positivamente la cosa perchè l’iniziativa è interessante e lodevole, più che altro per l’originalità della stessa, per la grande sensibilità mostrata verso una donna che adesso i media stessi hanno cancellato dalle loro notizie, per ricordare ai bitontini che c’è chi deve lottare ancora per i diritti umani.
Poi, ovviamente, si può discutere sulla tempistica della iniziativa: troppo tempo è passato, infatti, dalla discussione della mozione Sakineh in Consiglio Comunale (Ottobre scorso) alla esposizione del manifesto; troppo tempo è passato, infatti, dalla genesi della vicenda Sakineh (luglio 2010) alla esposizione del manifesto.
Ma lasciamo perdere le polemiche: a Natale si è tutti più buoni anche perchè le polemiche servirebbero soltanto a quelli che vogliono “seppellire” per sempre la giovane iraniana.
Commenti
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Chi ha deciso per me?
La pena di morte tanto invocata quanto temuta.
Se alla gente venisse chiesto: Se foste i genitori, i figli, gli amici del marito assassinato da Sakineh, sareste contro la pena di morte?.
Sakineh quando ha ucciso sapeva che andava incontro alla pena capitale, non ha avuto paura?. -
La vita di ogni essere umano è sacra e nessuno può arrogarsi il diritto di sopprimerla per nessuna ragione perchè sarebbe un atto di barbarie pari a quello che commette un comune criminale. Comunque, se il ritardo con il quale è stato esposto il manifesto in favore di Sakineh può essere stato di buon augurio (infatti stasera è stata liberata) ben venga per una volta il ritardo dei nostri politici.
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Fonte ansa parlano della sua liberazione
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ROMA – Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione per adulterio in Iran, e’ stata liberata assieme al figlio e all’avvocato. A riferire all’ANSA della liberazione di Sakineh, di suo figlio e del suo avvocato, e’ stato Taher Dyafarizd, membro della sezione italiana del Comitato antilapidazione con sede a Francoforte e responsabile dell’organizzazione Neda Days. Dyafarizd ha detto di aver appreso la notizia da fonti di Tabriz, citta’ natale di Sakineh.







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