Manca il numero legale, consiglio comunale sciolto ancora

Michele Cotugno DePalma e Michele Cotugno

La discussione è durata sino al primo pomeriggio. Bocciata la proposta del sindaco di istituire una commissione per l’Asv

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Nulla di nuovo sotto il sole a Palazzo Gentile.
Il copione non cambia e gli attori recitano sempre la stessa parte alla perfezione.

Copione che ormai sembra avere un unico finale fisso: la mancanza di numero legale da parte della maggioranza.
Anche ieri, infatti, per la quarta volta consecutiva, i “granitici” uomini del sindaco Valla hanno dato un’altra prova di grande “non compattezza”, facendo mancare il numero legale nel momento in cui si sarebbe dovuto discutere della mozione presentata dalla minoranza.
Che, dal canto suo, dopo aver salvato involontariamente la maggioranza qualche istante prima, si cala nella sua parte facendola ripiombare nel tragicomico, con tanto ancora di (drammatici per la maggioranza) problemi “fisiologici”.

Ed allora, visto che la maggioranza praticamente ad ogni assise perde pezzi (l’ultimo esule è – anzi, dovrebbe essere – Cuoccio, “Valori Sociali”), quando il sindaco verificherà concretamente in aula se esiste ancora quella coalizione che lo ha portato a vincere nell’aprile 2008?
In attesa di risposta e di atti concreti, vediamo in pillole cosa è stato il Consiglio di ieri, che ha anche visto l’approvazione di alcuni regolamenti importanti.

Dopo i minuti di raccoglimento in ricordo dell’ex deputato dc, Vito Lattanzio, e dei caduti di Nassiriya del 2003, la miccia viene accesa subito dal futurista Tassari (Fli), con la richiesta di anticipo dell’analisi della mozione sul caso Padovano-Granieri presentata dalla minoranza e da lui stesso sottoscritta, cosa “che ha portato per la prima volta in Italia la maggioranza a far passare automaticamente un loro consigliere dall’altra parte, quasi dimenticando il senso delle mozioni”, sbotta il finiano.
Tarantino gela categoricamente la volontà di Tassari (che per protesta abbandonerà l’aula), al quale arrivano in supporto dapprima Martucci (Udc), che si domanda quale fosse l’urgenza di questo Consiglio Comunale, e poi il capogruppo Pd Rossiello, secondo cui “l’ordine del giorno di oggi è frutto di concertazione unilaterale ed è tutt’altro che urgente”.
Ma Tarantino è inamovibile e la richiesta dell’opposizione viene respinta.

Si parte allora con il regolamento dei microprogetti, approvato con 17 voti favorevoli e 9 astenuti al termine di una discussione in cui l’opposizione ha sollevato alcune perplessità di carattere tecnico e politico (con tanto di emendamenti presentati da Martucci, respinti), tutti diradati (o quasi) dal segretario generale Salvatore Bonasia e dal presidente Tarantino.

Si arriva poi ad un grave fatto antidemocratico: il consigliere Lillino Labianca (Lista Schittulli) chiede all’assise di poter anticipare la discussione sul regolamento istitutivo del consiglio tributario, ufficialmente per “urgenza”.
L’opposizione sbotta e prova a riportarla alla calma il capogruppo Pdl Perrini, secondo il quale “l’approvazione del regolamento è importante perchè i provvedimenti riguardanti le casse comunali hanno sempre la precedenza”. Cosi è se vi pare e quindi, tra il kafkiano e l’incredibile, la richiesta di Labianca viene accettata all’unanimità.
La discussione fila liscio e, dopo una serie di emendamenti e di modifiche bipartisan concordate assieme alla presidenza del consiglio comunale, il regolamento è approvato all’unanimità.

Effettuata senza problemi la nomina di Domenico Incantalupo alla carica di componente della 5^ Commissione consiliare in sostituzione di Vito Palmieri, dimessosi qualche settimana fa, è tornata la naturale discordia al momento della discussione sulla ricostituzione di una commissione consiliare speciale per l’approfondimento degli scenari di sviluppo dell’Azienda Servizi Vari S.p.a.
Ricostituzione che Valla in primis sostiene, affinchè “studi le problematiche esistenti e giunga, insieme al consiglio di amministrazione ad una decisione bipartisan”.
“Non vedo un futuro roseo per l’azienda, ma credo che sia opportuno parlare dell’assetto della società. La commissione può svolgere un ottimo lavoro e non intendo rinunciare”,
ha dichiarato il capogruppo del PDL Luigi Perrini, seguito da Formisano secondo cui “riformare l’organismo non è necessariamente una scelta sbagliata, ma deve essere messo in grado di adempiere ad un preciso mandato politico, con tempi più ristretti, per arrivare poi alla discussione in consiglio monotematico”.
Ma l’opposizione proprio non ci sta, a cominciare da Saverio Martucci, che ricordando l’insuccesso della prima commissione consiliare sull’ASV, istituita nel marzo scorso e riunita in una sola occasione, “senza alcuna utilità”, ha chiesto che senso abbia ricostituirla.

“Quando un problema non si vuole risolverlo, si istituisce una commissione”, gli ha fatto eco Giovanni Rossiello, accompagnato da Emanuele Pinto che, bollando la proposta come “lo specchio del modo superficiale di far fronte alle problematiche, nonché una presa in giro, con la sola finalità di istituire nuovi oneri”, ha accusato la giunta Valla di non avere alcuna idea su come affrontare i problemi che pongono l’azienda municipalizzata di fronte ad un baratro.
“Dovrà essere il consiglio di amministrazione a venire in aula e mostrare il suo progetto. A noi spetterà la decisione sull’eventuale adesione”, ha spiegato Michele Daucelli.

Di fronte alla volontà negativa della minoranza, il sindaco non può far altro che ritirare il provvedimento, perché “non ha senso fare una commissione monca, solamente con la maggioranza”.

E’ dalla discussione sulla consulta “Ambiente e territorio” che il numero legale ha iniziato a vacillare. La minoranza ha abbandonato i lavori, ma il voto distratto di Francesco Paolo Ricci ha permesso di continuare, anche se per poco, l’assise. La maggioranza ha così riconosciuto i debiti fuori bilancio, rischiando ancora una volta l’interruzione della seduta per motivi fisiologici.

Si è così giunti alla discussione di una mozione presentata dai consiglieri di minoranza. Proprio l’assenza di questi ultimi però, ha fatto infuriare Michele Muschitiello, che, seguito da Lonardelli e da Patierno ha abbandonato l’aula, facendo venir meno il numero legale e costringendo l’assise a rimandare l’appuntamento con le interrogazioni.
“Non intendiamo fare da stampella a questa maggioranza risicata, che per la convocazione dei consigli comunali, va alla ricerca del singolo consigliere”, è stato il commento del capogruppo del PD, Giovanni Rossiello.

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Commenti

  • rimba (utente non verificato)

    Coloro i quali hanno dato loro il voto ai signori che ci governano da palazzo Gentile dovrebbero vergognarsi. Qualcuno disse che il popolo ha il governo
    che merita. Noi bitontini meritimo il sindaco “valle di lacrime” Vergognaaaa!
    Per fortuna pare che il cav (senza cavallo) dovrà dimettersi….e forse cominceranno a cambiare le cose!..

  • mf1952 (utente non verificato)

    Il nostro Berluschino sta per fare la fine di Berlusconi. Un consiglio ai politici bitontini: al prossimo Consiglio Comunale cercate di mandare i giovani, almeno, non avendo problemi prostatici, non rischieranno di mandare sotto il numento legale i consiglieri. Un consiglio ai bitontini: fate una speciale “minzione” alla nostra Amministrazione comunale.

  • fiorella55 (utente non verificato)

    pur non condividendo il pensiero di mf52, apprezzo l’arguzia e la simpatia delle espressioni…
    cmq non ci sarà nessuna andata alle urne…