«Dolcetto o occhiali?», lo strano Halloween dei bimbi bitontini
A Bitonto, tutto diventa bitontino.
Sì, nel senso che ogni rito, che abbia una sua tradizione, quando piove quaggiù, assume caratteristiche peculiari tutte nostre.
E, siccome non siamo propriamente oxoniani, il rischio è che il cattivo gusto finisca per imperare ovunque.
Tramonta ottobre e appare novembre.
E’ la notte tra il 31 d’un mese ed il 1° di quello seguente.
Dagli Yankees arriva una versione un po’ macabra della Festività di Ognissanti.
Chiamasi Halloween e traducesi appunto in Vigilia della Festa suddetta.
Le sue origini sono celtiche e precristiane.
Insomma, che non c’entri una mazza con la nostra cultura è quasi certo.
Tuttavia, da qualche anno a questa parte, non di più, s’è diffusa questa moda.
Dappertutto zucche sinistramente sorridenti – le vedi e pensi che di vuote, nella nostra città, ce ne siano già troppe. Comunque… – e persino qualche scheletro penzoloni.
Una gioia, in pratica.
Immediatamente confusa col Carnevale, dove ogni scherzo vale (è persino una interpretazione tarocca del termine che dagli Usa hanno provato a spacciarci: business is business?), in questa imperdibile ricorrenza, vedi sciamare frotte di ragazzini vestiti di nero per confondersi con le tenebre della sera, che, complice lo spostamento delle lancette, rapida scende.
Nell loro mani, fanno bella mostra buste colme di farina e uova, possibilmente andate.
Pigiano sui campanelli e propongono il trito aut aut: "Dolcetto o scherzetto".
Se non ti trovi manco un cioccolatino in casa, è finita. Il portone sarà adornato di giallastro tuorlo e impanato di bianca polvere appiccicosa.
Bitontini essendo i pargoli, i bersagli loro preferiti sono inermi anziani o bimbi più piccoli di loro.
Ieri sera, dunque.
Corro in Cattedrale per salvare mia madre, che potrebbe uscire da un momento all’altro, visto che il sacerdote sta per proferire in italiano "l’ite, missa est" dei latini.
Mi viene incontro il consueto nugolo di eroici fanciulli.
Uno di loro, il più vispo anche se non il più alto, una carinissima maschera di teschio indossata di sghimbescio – il Griso di manzoniana memoria doveva essere più simpatico -, mi si avvicina ed esclama: "Dolcetto o occhiali?".
Lo guardo un attimo e sul suo naso non scorgo alcuna lente, ergo sono le mie in pericolo come scherzosa (!?) opzione.
"Màin u Mè, dammirr!", incalza con cortesia.
L’impegno filiale m’impedisce d’assecondare l’invito gentile.
Non so se per fretta o per fortuna, le mie protesi visive sono ancora qui, dinanzi allo schermo del pc.
La banda, tra spintoni e balsfemità varie, ha proseguito indisturbata il suo cammino, funestando vicoli e corti del centro storico…
Commenti
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veramente li prenderei e li getterei in un forno crematorio! hanno combinato lo schifo in città! basta guardare le vetrine dei negozi di via repubblica tutte sporche di sputi farciti di farina….
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ma che notizia è?
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la notte di hallowen dovetti andare da casa mia (pressi della stazione centrale) fino a mia nonna ( presso chiesa del crocifisso) era sera, e bene non vi dico le scene non solo di portoni e scuole imbrattate da farina e ouva ma anche chiamiamoli e aiutatemi a chiamarli bambini che facevano di tutto e di piu
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Ragazzi, a Bitonto non c’è più nulla da difendere (visto che oramai rubano gli attrezzi anche agli spazzini mentre lavorano), ma queste scene di ordinaria imbecillità le ho viste anche altrove.. Non ero a Bitonto in questo week end, ma leggendo l’articolo del mitico Mario, mi son reso conto di aver visto le stesse identiche scene altrove, cambiava soltanto il dialetto..
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Sono d’accordo….Questi ragazzi e ragazetti sono il prodotto della nostra cultura……..purtroppo
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Ma perché ve la prendete tanto con questi ragazzi se sono il prodotto della nostra cultura.
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forno crematorio….
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ieri sera il mio portone era una pattumiera cartoni di salsa scatolette di tonno complete aperte ecc………..prima o poi mi incazzo e sono c….i amari
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Fossero solo i ragazzini….io ho visto un padre che aiutava il proprio figliolo ad imbrattare i vari portoni cittadini tendo aperta una busta ove dentro c’era della farina e da dove il figliolo attingeva. La cosa tragica era che il padre si compiaceva di quello che andava facendo il suo degno figliolo. Purtroppo questa è Bitonto.
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E si signor ferdinando8 il signor Mario è davvero bravo. L’educazione della massa dei bitontini è da 70 bandiere nere! (Il massimo delle bandiere blu, mi pare che sia 7 in altro campo) l’educazione della massa dei bitontini è da 7, che dico 70 bandiere nere….Che c’entrano le uova marce?….Così è troppo sporco…
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Io ho assistito ad una scena di stupidi cretini convinti di essere bitontini grezzi, quello che adesso va di moda a questo paese grezzatura . Dal momento che lanciavano uova,a macchine e signori anziani su via matteotti i vigili andavano avanti e dietro e non se ne accorgevano di nulla. Ma i genitori di queste persone dov’erano in quel momento a buttarsi la farina………………………………..
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Purtroppo si sfruttano queste stupide feste per emergere e dimostrare il grado d’inciviltà che vige nella nostra Bitonto.
L’aspetto che più mi colpisce è che gli autori che animano la serata come quella di ieri sera sono i ragazzi della Bitonto BENE.
Io li prenderei a schiaffi, poiché ieri seri ci sono andato molto vicino non so chi mi ha fermato, qualche stella. -
sig. Sicolo, anche se non la conosco, volevo dirle di cuore che fa degli articoli che sono semplicemente fantastici per mix di triste realtà e fortissima leggerezza e simpatia . . . davvero bravo . . .
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Vergogna per i genitori di questi cialtroni. Mario,complimenti per la tua pacatezza,io avrei reagito con modi piu’ duri e repressivi.
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sabato sera vidi un signore con il giubbotto sporco d’uovo,purtroppo questo rito che non ha nulla a che vedere con le nostre usanze le trasformano in azioni barbare.
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that’s Bitonto!
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Certo, avrebbe fatto più notizia “dolcetto o ti pulisco gli occhiali”. Oppure “dolcetto o ti do un uovo sodo”







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