L’avv. Valla replica a De Santis: «Non è colpa mia se lui non è più assessore»
Dall’avvocato Giacomo Valla riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Mi è stato segnalato e ho letto l’articolo apparso in data odierna (ieri per chi legge, ndr) su codesta testata on line, a firma di Michele Cotugno Depalma, dal titolo “Nuovo, durissimo attacco di De Santis al sindaco Valla”.
L’articolo riporta alcune dichiarazioni dell’avv. Vito De Santis, già assessore del Comune di Bitonto, che – sorprendentemente – mi chiamano in causa.
In particolare, il precitato De Santis avrebbe fornito, con tali dichiarazioni, “la vera motivazione della sua epurazione”, con una “rivelazione scioccante” (addirittura!).
Avrebbe cioè dichiarato l’ex assessore: “La verità è che il mio allontanamento è stato dovuto e voluto dal fratello avvocato del sindaco, che proprio Valla stesso ci ha fatto conoscere nell’aprile scorso per accelerare la pratica ed il regolamento della 167: ebbene, questo suo fratello avvocato ci realizzò 4-5 articoletti che però non prendemmo in considerazione perchè mal si incastravano nell’intera ossatura del progetto e, esattamente dal giorno dopo il nostro rifiuto, il sindaco ha iniziato a comportarsi in modo ostile e sempre più distante nei nostri confronti”.
La dichiarazione è frutto di pura fantasia.
Devo innanzitutto premettere che, totalmente dedito all’esercizio della mia attività professionale e residente a Bari da oltre dieci anni, sono del tutto estraneo all’attività politico-amministrativa di mio fratello.
Lo stesso De Santis potrà testimoniare di avermi visto nelle stanze del Palazzo Municipale forse solo in un paio di circostanze da quando mio fratello ha assunto la carica di sindaco, una delle quali proprio in occasione della redazione del regolamento per l’assegnazione delle aree della 167, su cui tornerò tra un istante.
Non è un mistero, d’altra parte, che sin dall’inizio della campagna elettorale sono rimasto volontariamente e dichiaratamente estraneo all’attività politica di mio fratello.
Sollecitato in più occasioni a partecipare attivamente alla redazione del programma e ad intervenire nella campagna elettorale a sostegno di mio fratello, declinai garbatamente i plurimi inviti, pur dichiaratomi sempre disponibile a mettere a disposizione la mia pur modesta competenza nel campo del diritto amministrativo ove se ne fosse presentata la necessità per la soluzione di problemi concreti.
I dottori Nicola Antuofermo, Antonio Giammarelli, Vincenzo Fiore e Gaetano Granieri, che all’epoca mi avevano personalmente interpellato, conservano certo memoria di ciò.
Ed essi conservano certo memoria della circostanza che ero fermamente contrario all’impegno in politica di mio fratello, per convincimenti personali.
Rispettoso della mia posizione, MAI mio fratello mi ha coinvolto in decisioni di natura politica.
Difatti, come non sono stato partecipe della campagna elettorale (i miei numerosissimi amici bitontini possono testimoniare che MAI sollecitai il loro voto in favore di mio fratello), non ho partecipato ad alcuna riunione politica.
Ciò precisato, avermi indebitamente coinvolto nella vicenda della “epurazione” (il termine è dell’articolo in commento) dell’avv. De Santis dalla Giunta comunale è operazione di pessimo gusto.
Veniamo ora al regolamento per l’assegnazione delle aree in zona 167.
Le false ed ingenerose espressioni attribuite all’avv. De Santis mi inducono a fare le seguenti, ulteriori precisazioni.
Molti sono a conoscenza della mia trascorsa collaborazione professionale con il Comune di Bitonto, che ho spesso difeso (quasi sempre con successo, mi si lasci aggiungere con immodestia!) in delicati giudizi.
Per tale ragione, ancora oggi avviene che alcuni Uffici comunali, con riferimento alle pratiche trattate in passato, richiedano la mia collaborazione e il mio parere per la soluzione di questioni giuridiche.
La mia gratitudine nei confronti dell’Amministrazione comunale, che ha riposto fiducia nelle mie capacità professionali, e il mio sincero amore per Bitonto, mia città natale, mi hanno indotto a fornire sempre la massima disponibilità nel prestare assistenza e consulenza.
E’ così avvenuto che il sindaco, per la prima ed unica volta, abbia richiesto i miei suggerimenti per dare avvio all’esecuzione della nuova zona 167, in quanto i vincoli normativi del “patto di stabilità” impedivano la concreta attuazione del piano urbanistico.
Come di consueto, non ho negato il mio apporto (ovviamente, a titolo gratuito) e ho fornito alcuni suggerimenti giuridici (“i 4-5 articoletti”) che hanno poi consentito all’Ufficio (e, per Ufficio, intendo l’Ing. Mario Granieri e il dott. Salvatore Bonasia, giammai l’assessore) di redigere una bozza di regolamento.
E’ vero che, una prima bozza, non recepiva integralmente taluni miei suggerimenti, condannando, a mio parere, il regolamento all’insuccesso.
Ma dopo una riunione tecnica con l’Ing. Granieri e il dott. Bonasia, Segretario Generale, e dopo una riunione con i rappresentanti e i progettisti delle cooperative, finalizzata a spiegare la “filosofia” di fondo della normativa regolamentare, la questione venne risolta.
Non conosco la versione definitiva poi approvata dal Consiglio comunale alcuni mesi dopo; ma, da ciò che mi è stato riferito, sembra che essa comunque traduca le mie indicazioni sulla esecuzione tramite comparti, sull’espletamento dei soggetti attuatori delle operazioni espropriative, sul pagamento immediato da parte delle cooperative delle indennità di espropriazione e sulla realizzazione diretta delle opere di urbanizzazione da parte delle cooperative stesse.
Ora, vorrei ricordare all’avv. De Santis che, senza quei “4-5 articoletti” e i suggerimenti giuridici in essi racchiusi – sulla scorta delle scelte di fondo compiute dall’Amministrazione – il regolamento della 167 forse non avrebbe mai visto la luce.
Le cooperative avevano spesso lamentato, peraltro, che ai frequenti proclami dell’assessore non facesse seguito uno strumento giuridico idoneo a consentire la concreta realizzazione della 167.
Comprendo che l’avv. De Santis, nella sua attività professionale, non si è mai occupato di questioni di diritto urbanistico o di lavori pubblici, se non erro.
Ma, allora, non avrebbe dovuto accettare la carica di assessore all’Urbanistica e dovrebbe avere l’umiltà di riconoscere che altri hanno competenze professionali maggiori delle sue in specifici settori del diritto.
In ogni caso, sbaglia l’avv. De Santis se pensa che io avrei voluto il suo allontanamento dalla Giunta. Sono tanto occupato che mai avrei il tempo di occuparmi di lui (e poi, perché mai?) e delle vicende della Giunta bitontina.
Se a seguito della questione innanzi riassunta, mio fratello abbia avuto la conferma che l’avv. De Santis non era forse idoneo alla carica di assessore all’Urbanistica, la responsabilità non può certo essermi addebitata.
In ultimo, mi siano consentite considerazioni personalissime.
La presunta “riconoscenza” non può giustificare scelte importanti per la città, quale la individuazione o la conferma degli assessori nei settori a spiccato carattere “tecnico”.
La “riconoscenza”, comunque, in questo caso non c’entra nulla: aver proposto il nome di mio fratello alla carica di sindaco rispondeva a precisi interessi personali e politici dei proponenti, che erano persuasi così di poter vincere le elezioni.
Dubito che l’avv. De Santis conoscesse di persona mio fratello e fosse spinto da ragioni di “amicizia” ed “affetto” nei suoi confronti.
Egli e gli altri “sponsor” intendevano tutelare gli interessi propri (della propria ambizione politica) e della propria parte politica. Se ciò è indubitabile, la “riconoscenza” non c’entra nulla.
La smetta, quindi, l’avv. De Santis di assumere le vesti di moglie tradita, esercitando la fantasia sulle ragioni del “tradimento”. Stia comunque tranquillo: io non ho mai suggerito a mio fratello la sua “epurazione”; ho ben altro a cui pensare.
Avv. Giacomo Valla
Commenti
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Ma chi se ne frega….lavate i panni in famiglia e non venite qui a tediarci.
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Bravo brancati66. Chi se ne frega. Mi piacerebbe vedere applicata questa linea anche in altre occasioni molto simili, dove invece noto molta partigianeria. Una volta per sempre cerchiamo di chiedere che si parli dei veri problemi di questa città e non delle beghe basse basse basse…







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