E Mimmo Mancini vinse la sfida contro il Grande Fratello
Non abbiamo mai amato i numeri, men che meno quelli che non soffrono di solitudine.
E cioè i dati dell’auditel, quelli che, annunciati in pompa magna su tutti i giornali – curioso caso di sudditanza fra media –, pare decidano persino le sorti dei programmi televisivi.
Il palinsesto viene ridisegnato in virtù delle loro inappellabili sentenze.
Ci incantavano, un tempo ormai (troppo) lontano, solo quelli cuciti sulle maglie dei calciatori, dicevano tutto sulla scelta di vita del pedatore, sul suo modo di giocare, immaginavamo pure del suo modo d’essere.
Oggi che ci stampano dietro la schiena addirittura somme algebriche, non è più la stessa cosa.
Ma non divaghiamo più oltre.
C’è da parlare dell’audience, il gradimento di cui può godere un’iniziativa catodica.
Due sere fa, erano in contemporanea, quindi in aperta sfida dichiarata, il Grande Fratello e il Sorteggio.
Una contesa dal destino già scritto.
Il reality più irreality del mondo, dove tutto è truccato, dalla selezione dei partecipanti alle curve plasticamente chirurgiche di alcune concorrenti, contro una minifiction sugli anni Settanta e il terrorismo, ormai l’unico modo per tramandare la conoscenza del nostro più recente passato a ragazzi nati negli anni Ottanta e Novanta.
Dunque, da una parte gioie e dolori della Casa più spiata dello Stivale, dall’altra il dramma di un operaio sorteggiato (appunto) tra i componenti la giuria popolare di un processo contro le Brigate Rosse.
Alessia Marcuzzi con tanto di capezzolo sgattaiolante fuori da un vestito formato barbie e Beppe Fiorello, che, da quando non è più Fiorellino, sembra un attore vero.
Compagno di lotta e di classe di quest’ultimo, è un operaio battagliero e incazzato come pochi, Barbero.
Lo impersona, con la solita, mimetica grandezza, il nostro Mimmo Mancini.
Una storia, dolorosa e più che verosimile, che a tanti ragazzi sarà sembrata chiusa in un altro mondo e in un’altra epoca, ma disagi veri e odi serpeggianti ce ne sono ancora oggi, al di là di quello che ci vogliono raccontare.
Poi, il dì seguente, sfogli il giornale e, come una volta si faceva con l’oroscopo, fingi di dare una sbadata sbirciatina alle classifiche dell’auditel e scopri che il film per la tv ha bruciato il Grande Fardello (o Bordello, fate voi).
Quelli bravi comincerebbero ad esultare in un’ottica sociologica.
Noi ci limitiamo ad osservare che, ogni tanto, il buon senso ha la meglio sulla stoltezza e che noi telespettatori non siamo poi così tanto beoti, come vogliono farci passare…
Commenti
-
Bene, bene…vuol dire che certa gente comincia a risanvire!
Vi siete accorti, comunque, che anche la RAI è inquinata dal re sola che oltre a non sopportare Santoro, Report, Dandini, Ballarò, Travaglio ecc. ecc. mette il becco in tutto fra una p. e l’altra. -
Quando si parla di cose serie nessuno partecipa! Beneeeeee!!!!!!!!!!!!!1







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare