Don Ciccio Savino: «La criminalità è stata sottovalutata»

Pasquale Scivittaro

Per il parroco della Basilica dei Santi Medici la politica bitontina vive un momento di debolezza

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Uno sguardo amaro, preoccupato, a una città in difficoltà, l’invito a fare di più, a lavorare meglio, per essere e sentirsi più comunità.
Quando parla, don Ciccio Savino, lascia il segno. E fa discutere. Dal suo osservatorio privilegiato, costantemente impegnato a fianco delle fasce più deboli – dalle donne costrette alla prostituzione ai minori a rischio, dagli indigenti ai malati terminali, al servizio delle quali è riuscito a costruire impegnativi meccanismi di assistenza e supporto – avverte il cambiamento in atto, le problematiche di una Bitonto che ha perso la sua identità, la sua storia. E un po’ avverte l’abbandono. Il disinteresse.

“Sono angustiato e sofferente per il mio paese, ma consapevole che la sofferenza deve farsi proposta, progetto, impegno concreto – dice il parroco rettore della Basilica dei Santi Medici – Chiedo a tutti di superare la rassegnazione perché peggiora la situazione, deve esserci uno scatto di responsabilità collettiva, piangersi addosso non risolve il problema”.
La drammatica escalation criminale degli ultimi mesi è uno dei suoi principali crucci: “Bitonto è vista come città della malavita, e questo perché nel corso degli anni, senza alcun dubbio, i fenomeni sono stati sottovalutati, portando le metastasi ad allargarsi a dismisura”.
Il rimedio è la prevenzione. “Va bene la repressione, ma questa deve essere assolutamente coniugata con la prevenzione dei reati, delle criticità del territorio – ammette -. Investire nella formazione, nella cultura e nel sociale potrebbe essere la scelta giusta”.

“Bisogna tornare ad abitare la città, il paese va vissuto – continua don Ciccio – E’ necessario recuperare lo stile del dialogo, dialogo tra diverse parti, senza sospetti, importante è ascoltare ed ascoltarsi”.
Una forma di prevenzione potrebbe essere la maggior offerta di lavoro, e quindi l’invito agli imprenditori “a non abbandonare questo paese, ad investire nel territorio, magari con il sostegno della politica che deve valorizzare quelle imprese che operano nella legalità”.

L’appello, quindi, è ad uno sforzo comune. “Devono cadere i pregiudizi che attivano processo di non riconoscimento reciproco, nessuno deve considerarsi più bravo, più onesto degli altri – insiste il sacerdote -. E’ necessario un passo indietro di tutti affinchè prevalga il bene della città”.
“Bitonto deve recuperare l’identità che in questi anni ha smarrito, l’identità di comunità – ripete don Ciccio –La nostra sfida è ricostruire la comunità, adesso ci sono troppi individualismi, non siamo più capaci di vivere insieme nella convivialità delle differenze”.

Ed ecco l’altro invito: “Faccio un appello agli uomini di buona volontà, alle forze politiche, a noi cristiani, affinchè questo paese capace di tolleranza, rispetto, torni ad essere città ospitale e vivibile”.
La politica, probabilmente, è la responsabile principale di una situazione che sembra peggiorare di giorno in giorno.
“La politica deve fare la sua parte, deve essere una politica di valori al servizio del bene comune – prosegue -. I partiti non devono essere scatole vuote, che servono a gestire posti di potere, ma scuole di formazione capaci di aprirsi alla società e al territorio”.

La classe dirigente bitontina non sfugge quindi a un giudizio severo: “La politica bitontina, nel suo complesso, vive un momento di debolezza, per usare un metafora: mancano le ali, si vola troppo basso, e non si capisce quale sia l’idea di città, cosa si voglia fare, quali sono le priorità”.

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Commenti

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    PAROLE SANTE !! COMUNQUE E’ UN PO QUELLO CHE SI “RESPIRA” DA TUTTE LE PARTI……

  • sniper1956 (utente non verificato)

    don ciccio…
    don ciccio….
    anche l’ospedale è stato sottovalutato!!!!!
    ma come si suol dire
    MORS TUA VITA MEA

  • brancati66 (utente non verificato)

    ahahahah….fra qualche giorno ne verranno fuori delle belle…….

  • deade6 (utente non verificato)

    ANCHE LUI PER CERTI VERSI E’ UN POLITICO……

  • rasputinba (utente non verificato)

    Non c’è più supervisione della criminalità.

  • flightman (utente non verificato)

    in poche parole….. siamo in piena campagna elettorale!!
    poche parole a buon intenditore

  • flightman (utente non verificato)

    in poche parole….. siamo in piena campagna elettorale!!
    poche parole a buon intenditore

  • bradd (utente non verificato)

    …da che pulpito viene la predica…

  • steveO (utente non verificato)

    La vera mafia si chiama I.O.R.

  • ilsole (utente non verificato)

    penso ke un Cristiano, in quanto tale, dovrebbe confidare nelle parole della Bibbia che legge e spiega al popolo, non tendere ad una corrente politica piuttosto che ad un’altra, visto che questo connubio politica/religione è ormai palese

  • lantonio (utente non verificato)

    sono i 10 anni di politica della sinistra a far crescere le metastasi, il sindaco valla ha in un certo senso migliorato la cancrena, ma siamo sempre al di sotto della media, serve un impegno dei cittadini e della società civile

  • cicciodostai (utente non verificato)

    ma di chi è la colpa ? dei mostri politici che non fanno un c… x creare lavoro mentre a qualcun’altro fa comodo fungere da ufficio di collocamento x aumentare la propria popolarirità