Via Cele, l’ennesima, inguardabile, ignobile discarica abusiva
Diciamoci la verità: non è certamente la prima e non sarà certamente l’ultima.
Diciamoci anche un’altra verità: ormai ci siamo rotti il pacco di vederle, a destra, a sinistra, sopra, sotto, appena giri l’angolo, sulle strade urbane, extraurbane, e soprattutto sulle nostre beneamate (ma fino a che punto amate?) campagne, la bellezza della nostra città, la principale fonte di lavoro e anche di guadagno per noi bitontini.
Ci stiamo riferendo alle discariche abusive che, visto il loro numero spropositato e abnorme, vanno inserite di diritto tra gli elementi caratteristici e contraddistintivi della nostra città accanto alla criminalità, gli ulivi, la disoccupazione.
Localizziamoci geograficamente: anche questa volta siamo in periferia.
Via Cele, la parallela della Strada Provinciale 89 Bitonto- Palombaio.
La strada, per intenderci, dell’ ex mattatoio comunale e del canile cittadino.
Ebbene, proprio a circa 300 metri dall’ex mattatoio e all’altezza del bivio Palombaio- Villa Lucia, non è difficile notare uno spettacolo drammatico già visto e rivisto: una immensa discarica abusiva che costeggia le campagne della zona e dove non è assolutamente arduo fare l’elenco della spesa per l’occorrente quotidiano.
La discarica in questione (come le foto testimoniano emblematicamente) sembra veramente essere divisa in due: nella prima, quella più lontana, pullulano casse di frutta, pneumatici di camion, bottiglie di vetro e di plastica, carte, cartacce.
La solita inciviltà bitontina, insomma.
Nella seconda, quella più centrale e terminante, vediamo ancora di più lo scempio, il degrado, lo squallore: gran quantità di infissi, mattoni di tutte le dimensioni, divani, poltrone, steccati di legno con tanto di chiodi, monitor e pezzi vari di computer, un paraurti nero di una autovettura, una tazza da bagno, mensolette ed altri mobili tipicamente domestici.
In pratica, c’è qualcuno che si diverte (impresa di costruzioni e non), e senza che nessuno intervenga o faccia perlomeno finta di farlo, a riversare nelle campagne i loro “attrezzi” da buttare o comunque non più utilizzabili, scambiando il nostro bucolico paesaggio per le discariche (quelle autentiche) di Giovinazzo o Conversano.
Commenti?
Non se ne possono fare perchè certe situazioni, certi imbarazzi, certe tristezze non possono far proferire alcun verbo.
Qualche giorno fa, sempre sullo stesso argomento, avevamo paragonato Bitonto a Napoli.
Ma, se vogliamo, qui la situazione è diversa, perchè qui non c’è dietro la camorra, non c’è dietro la ditta Impregilo (la stessa del “fondamentale” ponte sullo Stretto di Messina) e non c’entrano le colpe di Bassolino, Iervolino o chi per loro: qui è soltanto un livello di barbarie ambientale, degrado culturale e basso senso di rispetto per l’igiene e per chi ci sta intorno a salire sul banco degli imputati.
Con buona pace di tutti…
Commenti
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Ma in percentuale qual’è la composizione merceologica dei rifiuti?
Se guardiamo bene probabilmente sono per la maggiorparte tutte provenienti da attività come l’ edilizia,gommisti,imbianchini, etc.
Non è il caso di generalizzare sull’ inciviltà dei bitontini. Separiamo le responsabilità. Mia madre, 90enne, e in buona salute fa abbastanza decentemente la differenziata e non intende essere accomunata a una inciviltà che ha altra origine. Una inciviltà tipica levantina… -
Per fortuna che,a parte la barbarie di qualcuno,ci sono i vigili urbani che con il solito spirito di abnegazione e alto senso del dovere contrastano questo scempio!Oh ne beccassero mai uno!







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