Nel container di Giuseppe è arrivata pure la pioggia

Mario Sicolo
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In quest’angolo di mondo, finalmente, questa sera arriva solo la luce pietosa della luna.
Qualche piccola stella trema nell’inchiostro del cielo, lassù.
Al silenzio vibrante s’alterna il brusio segreto della lama.

Siamo nella periferia più dimenticata della città: via Berlinguer.
In un fondo, che è un cantiere perennemente aperto, c’è il container nel quale passa le sue ore il signor Giuseppe Marzario.
Un letto sgarrupato, buste di medicinali ovunque, un guardaroba (si fa per dire) fatto di povere cose.
La tv s’è rotta proprio in questi giorni.

La sua storia l’abbiamo raccontata ad inizio estate.
E’ un calvario di sofferenze e di sventure l’esistenza di quest’uomo che ha lavorato tanto e sodo, pure al nord, finendo per rimanere solo con la sua triste malattia, una di quelle che sì, le puoi lenire, ma ti sbattono già sul muso lo striscione dell’arrivo.

L’angelo custode di Giuseppe si chiama Carlo Clemente, responsabile cittadino del Partito per il Sud.
Documenti, carte e fax alla mano, sta provando a combattere contro la burocrazia più bieca per assicurare almeno la dignità al signor Marzario.

Già, perchè dopo aver riottenuto la pensione, che non gli veniva recapitata per un errore d’indirizzo, ora s’attende il contributo per l’invalidità.

Altra, doverosa battaglia di Clemente: trovare un’abitazione che si possa addire ad un essere umano.
L’altra notte, infatti, la pioggia torrenziale ha fatto irruzione in quel tugurio, impregnando copiosamente il cuscino. Così, persino riposare diventa un sogno per quest’uomo che ormai non sogna più. E l’autunno s’avvicina a grandi falcate, ormai.

Il segretario nazionale della Confail, Michele Ladisa, e Clemente hanno sondato prima lo Iacp di Bari: risposta negativa.
Poi, hanno chiamato in causa il Sindaco Raffaele Valla e il Prefetto Carlo Schilardi.
Quasi commovente quell’urgentissimo riportato in grassetto sopra le missive che richidono un alloggio popolare e, purtroppo, ancora attendono una risposta.

Frattanto,Giuseppe, che ha gravi patologie cardiache ed un fegato sofferente, sta perdendo la forza di sperare.
"Io, almeno per adesso, non ne faccio una questione politica, però la pazienza ha un limite. Capisco che la crisi c’è ed è profonda, ma questa è una vicenda di disagio sociale ed esistenziale, che le Istituzioni hanno il dovere di affrontare responsabilmente", sottolinea con forza Carlo.

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Commenti

  • troduc (utente non verificato)

    a tutti i bacchettoni perbenisti bigotti:

    e questo non lo cacciamo come il resto degli zingari?

  • frency878 (utente non verificato)

    e veramente uno schifo leggere di queste notizie sul pc vorrei dire al sindaco valla che si può fare qualcosa per giuseppe dove sono finiti i soldi che sono entrati nel comune, quando vuoi un aiuto no. ti senti dire siamo in crisi una casa piccola si poteva trovare giuseppe otre al danno pure la b effa dobbiamo aiutare giuseppe a vivere meglio mi dispiace veramente per lui spero che si risolvi ciao.