Duro colpo al commercio illegale di legna rubata, tre denunce
Sono stati ritrovati oltre cento quintali di materiale partito da Bitonto e diretto a Bari
I continui furti di legna nelle campagne, con il conseguente taglio di alberi, stanno mettendo in ginocchio il comparto economico più importante della città: l’agricoltura.
I coltivatori bitontini, esasperati, oltre a lottare con i prezzi bassi dei loro prodotti, subiscono da molto tempo queste angherie senza trovare nello Stato una spalla su cui appoggiarsi e chiedere aiuto.
Negli ultimi tempi, però, qualcosa è cambiato.
Più intensi, più numerosi si sono fatti i controlli ed i sequestri, e la lotta a chi dalle campagne cerca di trarre illegalmente beneficio s’è fatta serrata.
Venerdì scorso, ad esempio, è stata portata a termine un’operazione senza precedenti.
Gli agenti della Polizia di Stato, con la collaborazione indispensabile e preziosa delle guardie campestri de “La Vigile rurale”, sono riusciti ad intercettare e a sequestrare un camion che trasportava oltre cento quintali di legna di provenienza illecita.
Il lungo pedinamento è stato indispensabile per le scoperte fatte. Innanzitutto la base logistica bitontina, in via Abbaticchio, dove è stata caricata la refurtiva; poi, in secondo luogo, il punto di approdo della merce, una ditta in pieno centro a Bari.
L’abilità con la quale i protettori delle campagne bitontine, le guardie campestri, e gli agenti hanno seguito gli spostamenti tra Bitonto ed il capoluogo ha portato al sequestro del mezzo carico di legname, del rimorchio annesso utile a caricare la roba e di un’autovettura che scortava il camion lungo tutto il tragitto, oltre a tre motoseghe.
A seguito di questa operazione, sono state denunciate a piede libero tre persone.
Il contrasto ad ogni forma di illegalità, voluto fortemente anche dal nuovo commissario di Polizia, Francesco Triggiani, è appena cominciato.
Commenti
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bravi!!
E’ sicuramente un buon inizio. -
Ragazzi, come dice mf1952, è folclore ! E’bello cosi, ci devono essere queste cose a Bitonto, altrimenti uno incuriosito dal nome del paese e non vedendo nessuno “spettacolo folcloristico” rimarrebbe deluso ! FOLCLORE, FOLCLORE ! Se vogliamo un paese diverso, dobbiamo cambiare il nome, BISANA, in questo modo uno sa cosa gli aspetta ! BITONTO deve invece avere FOLCLORE !!
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Bene così! Finalmente le Forze dell’Ordine coadiuvano gli sforzi delle Guardie Campestri da par loro e in modo appropriato. Anche le campagne non possono rimanere terra di nessuno, gli operatori agricoli hanno il sacrosanto diritto di sentirsi cittadini come gli altri e non abbandonati nella “terra di nessuno” alla mercè di ogni sorta di vigliaccheria.
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Ricettazione, “cavallo di ritorno” ai danni anche degli stessi contadini e altro, trovano nelle campagne (di Bitonto) un ambiente ideale, un luogo dove si completano molte attività delittuose che nella città hanno solo inizio. C’è da sperare che non si rimetta di nuovo la testa sotto la sabbia e che si capisca quanto dannosa sia all’economia cittadina questo tipo di delinquenza.







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