Il Procuratore distrettuale antimafia di Bari, Antonio Laudati: «Ora i cittadini collaborino di più»

La Redazione
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"Costruire una legalità organizzata contro una criminalità organizzata" è l’appello che il Procuratore distrettuale antimafia di Bari, Antonio Laudati, a margine dell’operazione della Polizia che ha portato in carcere Domenico Conte, capo indiscusso e pericoloso dell’omonimo clan di Bitonto.
Insomma "un’antimafia sociale che collabori con l’antimafia investigativa", aggiunge.

"I cittadini, in modo particolare quelli di Bitonto e Bari dove sono state condotte diverse operazioni di polizia e sgominati interi clan e azzerati i loro vertici – continua il procuratore –, hanno avuto modo di constatare come lo Stato abbia immediatamente risposto all’offensiva lanciata dalle organizzazioni criminali. A loro posso solo garantire un impegno sempre maggiore anche sul piano dell’organizzazione della giustizia, ma se accanto all’antimafia investigativa e repressiva, fatta di arresti e sequestri, non si crea un’antimafia sociale, fatta di collaborazione di denuncia, i risultati saranno sì efficaci, ma non definitivi. Noi possiamo arrestare tutti i boss e i loro affiliati, ma se poi non cambia il tessuto sociale nel quale loro operano altri prenderanno il loro posto".

Il Procuratore non ha dubbi l’antimafia investigativa e quella sociale possono trovare una convergenza operativa: "Fatta la premessa che la guerra di mafia è legata al traffico di stupefacenti, i clan hanno organizzato veri e propri ‘market’ delle droghe. Sono in grado di soddisfare qualsiasi richiesta: la coca per i ricchi, l’eroina per i meno ricchi, l’hashish e la marjuana per i giovani. Chi controlla il mercato diventa il gruppo criminale non solo più ricco, ma anche più forte perché poi è in grado di comprare armi e affiliati e quindi controllare più fette di territorio. La sfida della società civile deve lanciare alla criminalità organizzata è sullo stesso piano. Come? Diminuendo il consumo di droga. Non è un modo di dire, né intende essere un invito scontato. I cittadini spesso assistono alla vendita delle dosi sotto la propria finestra, nelle belle piazze del barese, nei vicoli dei centri storici… Non devono girare lo sguardo, non devono avere paura, devo trovare la forza di denunciare. Devo restituire quelle piazze, quelle vie, quei vicoli, ora sotto il controllo della mafia, alla scocietà civile. Devono restituire quei luoghi ai loro bambini non solo per giocare, ma per crescere sani".

Ma protagonisti dell’antimafia sociale sono per il Procuratore Laudati anche i commercianti "Anche loro devono trovare il coraggio di denunciare i fenomeni estorsivi che li riguardano personalemente o dei quali vengono a conoscenza. Se alla mafia togliamo il controllo del traffico della droga e quello sugli esercizi commerciali li avremo messi nelle condizioni di non poter più esercitare nessun potere sulla società civile. La loro forza, infatti, è soprattutto nella consapevolezza che la paura del cittadino è più concreta della loro fiducia nella Stato. Dopo le risposte che abbiamo dato in questi giorni non ci sono più alibi. Uno degli slogan che sono solito riportare è che ‘noi dobbiamo catturare non solo i criminali, ma anche la fiducia dei cittadini’. In questi giorni, credo, che lo Stato, sia gli inquirenti sia gli investigatori, hanno assolto egregiamente al primo punto, ma abbiamo lanciato le reti anche per catturare la fiducia di coloro che avevano la convizione che lo Stato li avesse lasciati soli. Ora chiedo a loro di non lasciare soli noi"

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Commenti

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    Ok, belle parole ! Ma chi tutela “il cittadino” da eventuali rivendicazioni della mala ? Ma se a Bitonto ti permetti di riprendere un ragazzino che getta le carte o qualcos’altro per strada rischi l’incolumità fisica ! Ma se vai nella villa comunale per far divertire i bambini e tiritrovi circondato da bande di microdelinquenti e rischi l’incolumità solo per far fare un giro sulla giostra ! Ma se a Bitonto non si conosce l’uso della cintura di sicurezza in auto….

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    …e non parlo slo della mala, ma di tutti indistintmente, ma se a Bitonto rischi vieni investito sulle strisce pedonali perchè ignorate dai conducenti, ma se a Bitonto il casco sulle motociclette viene portato a braccio nel migliore dei casi e non solo dalla mala, ma se a Bitonto richiami qualcuno con il cane che defeca sul marciapiede e rischi l’icolumità fisica e non è solo la mala, ma se … mi sono stancato di evidenziare l’inciviltà di questo paese non solo della mala !

  • apollo2010 (utente non verificato)

    complimenti al dott. Laudati, con il suo discorso ha racchiuso il male completo Bitontino fatto non solo da delinquenza ma da tutto quel contorno da lei citato.Ora noi cittadini non abbiamo più alibi dobbiamo crescere socialmente e cercare di riprenderci la nostra città diamo vita ad un nuovo “clan” quello della vera gente onesta che prende le distanze da questi “clan” di pezzenti, pagliacci, codardi, zingari,e chi più ne ha più ne metta perchè sono schifato

  • westmoreland (utente non verificato)

    non per altro Laudati auspica il cambiamento del tessuto sociale di Bitonto, cioè chiama noi in causa, per primi, quei cittadini che combinano tutte quelle cose descritte da Vendicatore. Però quelli strombazzano la vuvuzela della legalità, con tanto di marce, striscioni e bandiere, devono capire che se non dicono chiaramente NO ALLA DROGA, commettono un clamoroso autogol: ora che lo ha detto il Procuratore della Repubblica, ci credete che i mali maggiori vengono da lì?

  • articolotre (utente non verificato)

    Condivito quello che ha descritto IL VENDICATORE, anzi vorrei aggiungere che ormai bitonto è una realta da terzo mondo per quanto riguarda la civiltà e l’educazione. Proposte se qualcuno le ascolta sono: iniziare dalla scuola primaria ad educare i ragazzi; maggior prevenzione e soppressione di abbusi al codice della strada (segue)

  • articolotre (utente non verificato)

    (macchine fuori posto, autisti senza cintura, gente senza casco, cani che fanno i loro bisogni senza che i padroni puliscano, gente che lascia la immondizia fuori dai bidoni ecc…); educazione al rispetto della gente e dei luoghi bitontini…(ragazzi che rompono le panche in villa, su padre pio devono essere sanzionati e denunciati)…e poi la gente bitontina deve denunciare, osservare ecc.

  • articolotre (utente non verificato)

    NON BISOGNA GUARDARSI SOLO IL PROPRIO GIARDINO MA I GIARDINI DEL VICINATO..SOLO COSI’ SI PUO’ EDUCARE ED DENUNCIARE ABBUSI E FURTI…NON BISOGNA GRIDARE AL LADRO SOLO QUANDO VENGO DERUBATO, MA BISOGNA GRIDARLO SEMPRE IN CASO DI AVVISTAMENTO DI FURTO O TENTATO!!!! SVEGLIATEVI BITONTINI DEL TERZO MONDO.

  • mf1952 (utente non verificato)

    Auguriamoci che si proceda quanto prima al sequestro ed alla confisca di tutti i beni in possesso dei malavitosi che si sono arricchiti in questi anni vendendo droga a Bitonto. Solo così si potrà assestare un duro colpo alle bande di delinquenti locali. l carcere serve ben poco con qiesta gente. Tra indulti, riti abbreviati, amnistie, scarcerazioni facili e cavilli giudiziari questi la faranno sempre franca.

  • MicheleDP (utente non verificato)

    Gentile Dott. Laudati, può verificare il prezzo dichiarato davanti al notaio per un appartamento nuovo di 80 metri quadri, compresi i muri, terrazzi e terrazzini, balconi e balconcini?