Progetto “Bike sharing”, solo a Bitonto è morto

Michele Cotugno DePalma
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Dal 30 Luglio scorso a Bitonto non è più possibile godersi e passeggiare in città in bicicletta.

Dalla suddetta data, infatti, è terminata l’esperienza del “Bike Sharing”, il progetto di educazione ambientale nato più di due anni fa per la promozione di forme di mobilità sostenibile e per sensibilizzare I bitontini all’uso del velocipede a due ruote, ovviamente a costo quasi zero.

Il progetto “Bike Sharing” nasce da lontano: circa 10 anni fa, infatti, l’ingegnere ravennate Fulvio Tora decide di realizzare il progetto “C’entro in bici” trovando la mano favorevole e la condivisione di 92 città in tutto lo stivale.

Bitonto aderisce all’iniziativa “soltanto” nel marzo 2008 (giunta Nicola Pice), impegnando 2.160 euro per l’avvio del progetto di biciclette in condivisione ed affidando il servizio al centro di Educazione Ambientale “Elaia” (allora diretto da Marco Tribuzio), già attivo sulla città in materia di mobilità sostenibile.

Inizialmente l’accordo sarebbe dovuto durare 3 mesi, poi diventati 12 ed infine 24, al termine dei quali il Comune avrebbe dovuto comunicare l’effettivo acquisto o meno delle biciclette che, assieme alle rastrelliere ed all’interno sistema aveva un costo stimato di 15 mila euro.

Ebbene, a Marzo 2008 furono installate 20 biciclette in città, in 5 punti nevralgici: Stazione “Ferrovia Bari-Nord”, Porta Baresana, Via Berlinguer, via Togliatti all’angolo con via Piepoli e Piazza XXVI Maggio e la condivisione prevedeva la sottoscrizione di un abbonamento (ne erano disponibili 100) da parte del singolo cittadino a cui veniva consegnata una chiavetta, dietro cauzione di 10 euro; ogni cittadino, poi, poteva usufruire della bicicletta in qualsiasi momento della giornata a patto che la riportassero poi allo stesso parcheggio da dove l’avevano prelevata.

Nei primi due mesi, la risposta dei bitontini fu massiccia e veramente positiva: sottoscritti tutti e 100 gli abbonamenti, prelievo delle biciclette per ben 1408 volte per un totale di utilizzo per oltre 2130 ore, target abbracciati veramente molteplici: dal giovane che voleva raggiungere la stazione, dal medico che effettuava le visite a domicilio, dall’operaio che la mattina presto si recava al posto di lavoro.

Ma, passata l’euforia iniziale, ecco spuntare I primi problemi: atti di vandalismo e piccoli guasti alle biciclette, purtroppo ripetuti, che hanno costretto addirittura il Cea Elaia a spostare le bici da Piazza XXVI Maggio e da Via Berlinguer e posizionarli presso il Comando della Polizia Municipale, di via Dossetti.

E’ l’inizio della parabola discendente, che si è conclusa il 30 Luglio scorso con la cessazione del progetto con il Comune che rinuncia all’acquisto delle biciclette, nonostante numerose e spesso serrate trattative tra la Polizia Municipale, l’assessorato di competenza e l’ingegner Tora.

Lo stesso ingegnere, ha provveduto, il 30 Luglio stesso, a venire in città per ritirare tutte le bici in cauzione al Comune.
La nostra città, è bene sottolinearlo, non è stata però l’unica, tra le 92 città alle quali si è rivolto il progetto, a non formalizzare l’acquisto e di conseguenza a non adottare il sistema.

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Commenti

  • micot (utente non verificato)

    Una fine in linea con il degrado della città: dopo la fine del bitonto calcio, ospedale chiuso,omicidi, rapine, scippi ecco un altro insuccesso di questa giunta..Bravi, continutate, cosi’, vi prego non fermatevi!

  • ommadawn (utente non verificato)

    Aahahahahah quante risate mi sto facendo! SE le biciclette vengono abbandonate a loro stesse è normale che la gente non le usa. Avete mai provato a calvalcare una bici senza sellino? O a pedalare senza pedali? Si, perchè le biciclette sono in condizioni penose opera dei ladruncoli di Bitonto che sono dei morti di fame, rubano di tutto, manco le mutande ti lasciano addosso perché sono dei luridi morti di fame!

  • mf1952 (utente non verificato)

    Bitonto non è Ravenna o Ferrara (purtroppo) La fine ingloriosa di questo magnifico progetto era prevedibile. La cosa più sconfortante è che, non solo siamo lontani 100 anni dal senso civico di certe città, ma ci stiamo allontanando ancora di più aumentanto il gap tra noi e loro. In alternativa si potrebbero utilizzare le rastrellie già installate per parcheggiare le bici private.

  • rimba (utente non verificato)

    E che vi aspettavate, che il progetto andasse avanti???? Poveri illusi!!
    Tutti gli esperimenti precedenti sono finiti così! Parchi giochi villa e porta robustina; realizzazione in giardini pubblici di progetti di piantagione da parte delle scolaresche elementari ecc.. I bitontini questi siamo: sporchi incivili piccoli grandi criminali!!!!!

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    Ma se a Bitonto mancano le ciclabili e la cultura del paese non rispetta i ciclisti, mi sapete dire chi è quel pazzo che affitta una bici per spostarsi in Bitonto con il rischio di essere asfaltato e magari fermarsi ad un negozio uscire e non ritrovarla più (vedi episodio olandesi perchè denunciato perchè se vai alla polizia per denunciare il furto di una bici ti ridono in faccia) ! L’unica ciclabile realizzata l’hanno fatta a senso unico per quanto è stretta e per giunta in salita !….

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    …e l’esempio di questa mancanza di civiltà non arriva solo dalla mala, ma anche e soprattutto dalla “gente per bene” ! Ho visto genitori cercare d’insegnare ai figli come muoversi nel traffico con la bici che venivano ignorati dai motociclisti e dagli automobilisti o addirittura scherniti ! Non sono 100 anni solari, ma luce ! Ma la classe dirigente addetta all’educazione cosa fa per migliorare e sensibilizzare? Niente o quasi niente!…

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    …purtroppo la distanza famiglia-scuola è notevole ! E’ tutto a compartimenti stagni ! La scuola si difende dicendo che non ha i soldi per poterlo fare sebbene ci siano le strutture ! Insegnanti che vengono sballottati da un circolo all’altro per surplus di organico e non consentono la continuità di un lavoro di crescita ! Insomma prima di fare il bike sharing bisogna insegnare alla gente molte altre cose perchè a quanto pare è notevolemente ignorante, nel senso che ignora !

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    …il male peggiore a Bitonto è la “gente per bene” che si batte il petto in chiesa e poi se ne frega della collettività ! Manca in assoluto il senso civico e chiarmente questa situazione fa da humus per personaggi come quelli morti o arrestati in questi giorni !

  • coki (utente non verificato)

    non ho mai visto una manutenzione delle bici.