Popolazione e famiglie bitontine secondo i dati Istat

Michele Cotugno DePalma
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Popolazione residente sostanzialmente invariata, la famiglia che rimane saldamente il nucleo portante del tutto ma che è molto più restia a mettere al mondo dei figli.

E’ questa la fotografia che emerge dagli ultimi dati Istat 2009 e 2010 e relativi alla città di Bitonto.
Dati che permettono di marcare alcune considerazioni tutt’altro che marginali.

Partiamo dalla popolazione.
Dai dati del maggior istituto di statistica, ricaviamo che al 1 Gennaio 2010 a Bitonto risiedevano 56.297 persone (27.705 maschi e 28.592 donne), addirittura in flessione seppure leggera rispetto alla stessa data dell’anno prima (erano 56.323, con netta predominanza del gentil sesso rispetto a quello maschile), ma che torna a crescere alla data del 28 Febbraio scorso quando i residenti tornano lievemente a salire attestandosi a 56.379, ancora lontana dal "boom" di residenti che si registrarono nell’Agosto 2005, quando all’ombra degli ulivi vivevano 56.404 persone.

Quali sono i motivi di questa altalena?
La diversa andatura tra la scala nati-morti e il saldo migratorio perchè se nel 2009 abbiamo avuto 587 nati al fronte di 365 morti, è il saldo migratorio a deficitare facendo segnare un segno meno di 248 unità e, di conseguenza, a far scendere la popolazione.

Lo dimostra il fatto che da Gennaio scorso e fino a febbraio il saldo migratorio è tornato con il segno positivo (+ 46 unità) e la popolazione è tornata a crescere.

Nonostante questa sostanziale piattezza, la nostra città è la quarta più popolosa dell’intera provincia di Bari, preceduta soltanto dal capoluogo (320.023 abitanti),da Altamura (69.308 abitanti), e Molfetta (59.937). E questo particolare rende ancora più dolorosa, per esempio, una riflessione sulla inesorabile sparizione della struttura ospedaliera cittadina. 

Capitolo famiglia.
I dati confermano che la famiglia a Bitonto resta la forma di unione a nettissima maggioranza.
Al 31 Dicembre 2009, infatti, emerge la presenza di 19.233 nuclei familiari, pari a 56.197 persone residenti in famiglia (quasi il 100% quindi), mentre non c’è molto spazio per le altre alternative forme di unione, come dimostrano le soltanto 8 convivenze.

Tutt’altro che incoraggiante, invece, è il dato relativo al numero di componenti delle singole famiglie.
Sempre al 31 Dicembre 2009, l’Istat certifica che il numero medio di componenti per famiglia è 2,92.

Ciò sta a significare che la maggior parte delle famiglie bitontine mette in media al mondo non più di un figlio.
E che nel giro di qualche decennio, la popolazione bitontina non solo terminerà di crescere, ma inizierà anche lentamente a decrescere e, per di più, gli unici che potrebbero arrestare parzialmente questa tendenza, gli immigrati, non sono tantissimi in città.

In realtà, tale dato non deve sorprenderci perchè sia in linea con i dati nazionali (lo Stivale è il paese che presenta il tasso più basso di natalità, con 1,33 figli per donna), ma anche perchè giustificabile dalla crisi economica che da anni attanaglia la nostra città e stenta a lasciarci.

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Commenti

  • PASSSIONEDEMO (utente non verificato)

    uomini!!!!!!!!!!!!

  • mf1952 (utente non verificato)

    Se gli uomini di governo invece di litigare tra di loro per chi deve rimanere più a lungo al potere si impegnassero ad incentivare le nascite, con politiche a sostegno della famiglia ed il lavoro, la popolazione italiana riprenderebbe a crescere. Invece di leggi “ad personam” ci vorrebbero leggi “ad familam” .

  • mikelito (utente non verificato)

    o dici maschi e femmine…o dici uomini e donne! bye

  • aflema (utente non verificato)

    potete dirci quanti sono le persone oneste ,e quanti sono i malavitosi ?

  • angel71 (utente non verificato)

    il calo demografico nell’ultimo anno, è sicuramente legato alla crisi finanziaria che attanaglia il nostro paese ma altrettanto subordinato allo stile di vita che la società odierna ci propina e che non intendiamo assolutamente rinunciare…..