Il Bitonto escluso anche dall’Eccellenza. E ora?

Mario Sicolo
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Quest’estate, il Bitonto Calcio è morto troppe volte perchè sia una cosa seria.
Triste sì, però. 

Massime per tutti quelli che amano d’amore sincero i colori neroverdi e mi riferisco a quei tifosi, che, sotto ogni intemperie, il dì di festa si pappavano centinaia di chilometri pur di seguire i propri beniamini, a costo di litigare con la propria famiglia.
Fatti salvi loro, tutti gli altri, ognuno la sua parte, prego s’accomodino nel tritacarne delle responsabilità non osservate.

Purché non si dica che non l’abbiamo detto.
Appena leggemmo quel nome lì – Tommaso Faccilongo -, immediatamente accendemmo la spia. Ecco il link del corsivo: http://www.bitontolive.it/sport/news.aspx?idnews=4417.

E invece. "La domanda d’iscrizione è risultata incompleta, soprattutto per quanto riguarda il versamento della quota prevista. Pertanto, il Bitonto ha perso il diritto di partecipare al campionato d’Eccellenza. Dovrà ricominciare dalla Terza Categoria". E’ l’agghiacciante dichiarazione di Vito Tisci, presidente del Comitato Regionale Pugliese.

Ora, una società che reca nel nome la data 1921 significa che era prossima a festeggiare i novant’anni. Un patrimonio per la Federazione, oltre che per la città.
Ma pochi – calcolo eufemistico per non scrivere "nessuno" – l’hanno capito.

I dirigenti di oggi che, dopo aver eroicamente tirato la carretta per anni, hanno sottovalutato la situazione, gettandosi fra le braccia di uno che aveva già segnato la storia del pallone bitontino.

Il presidente, Francesco Paolo Noviello
, che è stato il mallevadore della D per anni, ma ha giocato troppo con il minuetto del titolo da dare e non dare a chissà chi e poi non mollare mai, senza fare la giusta chiarezza.

Gli imprenditori bitontini, praticamente assenti, ma – è ovvio – un privato dei suoi danari fa quello che vuole.

Unico a distinguersi, il solito Nicola Vitale, sangue neroverde nelle vene.
Al quale va ribadito un concetto: il sottoscritto, nel lontano 2003, fu il primo a vergare un pezzo nel quale si faceva sapere che, se non fosse stato per quei "quattro amici al bar", capitanati proprio da Nicola e Gianni Santoruvo (cognome garanzia di passione pallonara), la serie D non si sarebbe fatta.

Dunque, certe cose non vanno rimproverate a chi verga questo articolo. Il quale, peraltro, ripeterà sino all’eternità che, se non fosse arrivato da Bari il generoso – aggettivo che sono disposto a circostanziare – Alessandro Saracino, noi non ci saremmo sollevati dalla Promozione fino alla ex quarta serie. Dove, sempre per ossequio di verità, ci trascinarono un mister, Nicola Ragno, ed un gruppo di pedatori dalla caratura morale e tecnica eccelsa (l’emblema: Francesco Cotugno), perchè a novembre la scure della sventura s’abbattè sull’avvocato barese – immediatamente abbandonato da tutti coloro che prima lo affiancavano sorridenti – e la giustizia aveva da far il suo doveroso corso. Punto.

Ancora. Persino l’Amministrazione comunale non è esente da colpe.
Dal momento che non si può rimproverare alla società la mancanza di programmazione (sacrosanta annotazione), eppoi lasciarsi sfuggire clamorosamente date fondamentali per intervenire a sostegno del sodalizio, così da ritrovarsi sempre di fronte ad una serie di umilianti ultime spiagge.

Ora, alibi non ce ne sono più. Per nessuno.
Bene, che si faccia avanti chiunque sarà in grado di condurre trionfalmente il Bitonto dalla Terza categoria di nuovo ai fasti della D. 
Quel dì, saremo noi i primi a cospargerci il capo di cenere…             

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Commenti

  • micot (utente non verificato)

    Novant’anni di storia defraudati e disonorati da mancanza di progetti e da persone poco serie(eufemismo)…Grazie Mario per aver citato i nomi di chi per quella maglia ha dato il sangue per poi essere scaricato l’anno dopo perché i signorotti baresi dovevano fare affari nella nostra città.Cosa dobbiamo dire ancora?Cosa rimane a questa città a livello sportivo e culturale?

  • Bitontino (utente non verificato)

    Per come la vedo io se il comune ha intenzione di rifondare il Bitonto Calcio potrà essere anche un bene questo fallimento. Da come la vedevo io Sto Noviello non ha fatto altro che mandare questa società in un male che adesso la sta uccidendo! come si dice in questi casi, meglio ripartire dal fondo e bene che arrancare in alto e male! Forza Bitonto

  • micot (utente non verificato)

    Se gestisce il bitonto come la città, caro gaef siamo a posto…

  • GAEF (utente non verificato)

    sindaco ci vuole un forte atto d’amore per la bitonto calcio ED E QUESTO CHE LEI DIVENTI PRESIDENTE FONDATORE DELLA NUOVA BITONTO CALCIO E SONO SICURO CHE GLI ALTRI PRENDERANNO IL SUO ESEMPIO RILANCIAMO LA NUOVA BITONTO CALCIO

  • ommadawn (utente non verificato)

    E quindi? Mo che vogliono di nuovo i soldi da noi? Ad ottobre comincia la campagna delle olive, si rimboccassero le maniche e andassero a lavorare!!!

  • DOMY96 (utente non verificato)

    guarda caso immaginavi sarebbe andta kosii

  • GAEF (utente non verificato)

    pero’ non do’ colpa al sindaco al vicesindaco damascelli che si e’ fatto in quattro per salvare il bitonto calcio e nemmeno all’assesore ragno il problema di tutto questo penso che sia stato noviello E PENSO CHE IL SINDACO E TUTTA LA GIUNTA SI RIUNIRANNO PER RILANCIARE LA NUOVA BITONTO CALCIO E INVITO AL SINDACO AD ESSERE PRESIDENTE FONDATORE DELLA NUOVA BITONTO CALCIO FORZA SINDACO FORZA DOTTOR DAMASCELLI FONDIAMO LA NUOVA BITONTO CALCIO , RILANCIAMO IL CALCIO A BITONTOOOOO!!!!!

  • poldo75 (utente non verificato)

    ora il campo usatelo come orto….ma un bell’orto!

  • perbene (utente non verificato)

    prima la mancanza della richiesta di ripescaggio in serie D,poi l’iscrizione all’ultimo momento in eccellenza senza aver versato la quata d’iscrizione ( ridicoli ),ed infine la giusta esclusione e la conseguente terza categoria,il colpevole senza dubbio e’ il ”nostro” detentore del titolo e la sua pseudosocieta’ che dopo aver fatto debiti per tutto lo stivale ha finto tutto questo ambaradan gia’ consapevole della fine che avrebbe fatto il calcio nostrano. solo una solenne parola…VERGOGNA

  • micot (utente non verificato)

    Qualcuno si mette in discussione per questi disastri?di chi é la colpa?Forse la nostra caro Mario, la colpa piu’ grande é la nostra, che ancora crediamo in qualcosa.Grazie mille!

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    Bisogna rifondare la cultura sportiva e civile di questo paese prima di rifondare la società di calcio, questa è la verità ! Ci vuole pulizia morale prima di tutto ! Lippi ha incominciato a farcelo capire, a suo modo !!