Salento Finibus Terrae, a Mimmo Mancini il premio per la miglior regia

Mario Sicolo
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E’ stato un anno ricco di soddisfazioni, il 2010, per Mimmo Mancini, eclettico attore e regista bitontino.
Le sue creazioni hanno raccolto consensi e riconoscimenti unanimi in ogni angolo d’Italia.

Due sono le caratteristiche peculiari dell’artista in questione.
Una: dinanzi ad argomenti delicati e tutt’altro che semplici, lui non si tira mai indietro.
L’altra: quando deve girare una pellicola, Mimmo non dimentica mai amici e luoghi natii.
Sarà per queste ragioni che è molto amato persino nella sua città, contraddicendo una volta tanto l’adagio che vuole nessuno profeta in patria.

Dunque.
Oggi e nei prossimi due giorni, Mancini sarà il protagonista assoluto del prestigioso FilmFestival Internazionale Cortometraggio Salento Finibus Terrae.
Questa sera, si parte con le prime proiezioni a Savelletri, in Piazza Amati.

Domani, poi, dopo un incontro presso il Movie Village dal titolo "Puglia, la nuova frontiera del cinema" con Paolo Sassanelli (attore, regista e amico di vecchia data del nostro), Mimmo Mancini (attore e regista), Claudia Bonivento (Bonivento Film), Rocco Papaleo (attore), Giorgio Leopardi (produttore) e Pasquale Di Bari (Sindaco Comune di Fasano), presso il chiostro Domenicano (in via San Domenico) a San Vito dei Normanni, si passerà alla visione dei corti in concorso.

Durante la serata, Mancini riceverà il premio "Miglior regia", sezione Panorama Corti Puglia, per il suo film breve "Direzione obbligatoria".
A riprova di quel che si diceva, scottante è l’argomento, specie per quel che concerne la situazione attuale bitontina.
Un uomo, aduso a delinquere, viene tentato dalla mala a rientrare nel giro.
Dopo tante peripezie, riesce a trovare la luce della redenzione, rimettendoci la vita.
“A volte, vorresti cambiare direzione, ma non si può. Come dei grossi camion a rimorchio siamo costretti a seguire una direzione obbligatoria per colpa del peso e del contenuto che ci portiamo dentro, un carico che spesso ci è stato consegnato dai nostri genitori, dalla vita, dal destino”, fa notare l’autore.

Insomma, un altro, piccolo grande capolavoro di Mimmo Mancini.

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