Storia della vecchina che dà i numeri all’ufficio postale

Valentino Losito

Ce la racconta un collega che è pure un bracconiere di personaggi

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Nei nostri uffici postali, ormai da qualche tempo, le “code” sono regolate dai biglietti numerati erogati dalle apposite macchinette poste all’ingresso, che dovrebbero garantire un ordinato e disciplinato accesso agli sportelli evitando le solite sortite dei furbetti.

Ma visto che, da che mondo è mondo, “fatta la legge, trovato l’inganno” e che i meridionali sono maestri nell’arte di arrangiarsi, accade quello che ho vissuto l’altra mattina all’ufficio postale di Bitonto centro.

Dopo essere entrato ed aver preso il mio biglietto (il n. “300”) mi sono seduto accanto ad una vecchina. Stavano “servendo” il n. 263 e dunque c’era da aspettare un bel po’. Dopo qualche minuto è giunta una signora di mezza età che si è avvicinata alla vecchina che mi sedeva accanto che, spalancate le mani che aveva chiuse a mo’ di preghiera, ha tirato fuori un bel pacchettino di biglietti e ha detto all’amica sopraggiunta: ecco, prendi il numero più basso e vai.

La vecchina, nel suo turno di guardia, non solo aveva fatto incetta di biglietti ma li aveva presi con mirato intervallo, non sapendo quando la sua amica l’avrebbe raggiunta. Ammirato da tanta saggezza popolare, con gli occhi e con un’espressione del viso ho fatto i miei più vivi complimenti alla vecchina che, lusingata, o mossa a compassione ha dato a me un altro biglietto, per l’esattezza il “287”, che mi ha consentito un “salto” di ben tredici caselle.

Inutile dire che, poco dopo, essendo entrato un signore che conosco di vista che aveva “cliccato” il numero “320” ho ritenuto mio dovere sociale passargli il mio “300” consentendo a lui un salto di venti posti, in questa improvvisata catena di solidarietà social-popolare.

I luoghi in cui il nostro popolo si raduna ed esprime in modo sempre sorprendente e pittoresco il suo animo più profondo sono quelli che ho sempre frequentato con più piacere: sono miniere di storie fatte di ironia, saggezza, solidarietà dalla quali attingere sempre a piene mani per la mia voglia di raccontarle e strappare un sorriso a chi ha la bontà di leggerle.

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Commenti

  • attentiatutti (utente non verificato)

    quindi come al solito …… se non conosci nessuno ….. non si và avanti …. ops scusa non si avnza di caselle.

  • micot (utente non verificato)

    eh si caro mf,un po’ d’ironia se sei sulle strisce pedonali e rischi di essere investito,un po’ d’ironia se sei sulla sedia a rotelle e una macchina ti blocca il passaggio proprio sullo scivolo per i disabili,un po’ d’ironia se ti fermi al semaforo con il giallo e ti strombazzano con il clacson..ne vuoi ancora?Tacete per favore, fareste una bella figura.

  • brut_ale (utente non verificato)

    mf1952 non sono d’accordo, qui l’arte di arrangiarsi non c’entra proprio, arrangiarsi di cosa poi ? i bigliettini ci sono, vanno presi secondo le proprie esigenze e si rispetta il proprio turno -tutto quì. Si tratta di avere semplicemente pazienza…e l’arte di arrangiarsi è ben altra cosa secondo me.

  • annasa (utente non verificato)

    C’E’ POCO DA RIDERE O DA ESSERNE FIERI!! NON DEVE ANDARE COSI’ IL MONDO.OGGI E’ IL BIGLIETTINI ALL’UFFICIO POSTALE, DOMANI IL RACCOMANDATO DI TURNO KE TI SOOFFIA IL POSTO DI LAVORO.
    QUALE MERITOCRAZIA!!!!!!

  • mf1952 (utente non verificato)

    L’arte di arrangiarsi ha sempre contraddistinto le popolazioni meridionali; d’altronde se non fosse stato così come saremmo sopravvissuti a tante sventure che ci sono capitate nei secoli. L’episodio suscita simpatia nei confronti delle vecchietta (sembra un racconto di “così parlò Bellavista). Un pò d’ironia ragazzi, sono ben altri quelli che dovrebbero vergognarsi del loro comportamento per i ruoli molto più importanti che rivestono.

  • FRANCOOOOOOOOO (utente non verificato)

    POI CI SONO QUELLI CHE PRENDONO IL BIGLIETTO E VANNO A FARE LA SPESA,RITORNANO ALLA POSTA E IL LORO NUMERO E’ GIA’ PASSATO DA UN BEL PO’ E DICONO CON VISINO PIANGENTE; “MI ERO SOLO ALLONTANATA UN ATTIMO SCUSATE” …PERO’ FRA LE GAMBE HA 4 SACCHETTI DELLA SPESA. A SPRANGATE VI PRENDEREI,FURBETTI DEL QUARTIERINO !!!!!!!

  • bebitontin (utente non verificato)

    e che fa Losito? non solo prende il biglietto, ci ride anche su? neankio ci trovo molto da ridere! per giunta passa il suo biglietto ad un altro. Losito, secondo me hai sbagliato la kiave di lettura.

  • brut_ale (utente non verificato)

    Che bella storia, commovente. Ecco perchè c’è sempre una fila biblica … perchè c’è gente come questa simpatica signora che non avendo nulla da fare, fa la collezione di biglietti col numeretto. E poi ci sono i “fessi” come me che devono aspettare due ore di orologio per pagare in un minuto una semplice bolletta.
    Buona domenica a tutti

  • micot (utente non verificato)

    Pur essendo l’articolo “condito”di buona ironia,io non ci trovo molto da ridere.Questi tipici atteggiamenti furbeschi li troviamo in ogni angolo della città,dai semafori al centro per l’impiego,esprimono il decadimento di qualsiasi rispetto delle regole,una intolleranza verso il senso civico da fare invidia a Kabul o a Pristina..Ma contenti voi…….

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    Ragazzi calma !! A me è capitato alcuni anni fa a Milano, udite bene a Milano, una tipa di circa 60-65 anni che con molta strafottenza passava avanti ad una fila “kilometrica” in un ipermercato ed a detta della cassiera verso la quale feci l’obbiezione mi disse che questa tipa è ben conosciuta per il suo modo di fare e che tra l’altro era anche di origine francese! Quindi la vecchina ha ereditato il sistema dal periodo napoleonico a quanto pare ! Meditate gente, meditate !