«Antonio era un bambino bellissimo»

Mario Sicolo
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E’ stato come se al cielo di notte avessero portato via tutte le stelle.
Come se al mare avessero rubato il canto delle onde.
O come se al sole del mattino avessero spento l’oro dei suoi raggi.

Chi resta sa che vagherà invano, alla ricerca d’un barlume di speranza dentro un tunnel più buio del buio. Che, famelico, ti ghermirà per sempre.
In una foresta d’interrogativi tremendi s’aggira chi ci vuol capire qualcosa.
Chi vuol farsi una ragione di ciò che ragione non ha.

La morte assurda del piccolo Antonio Buongiorno è lì, scolpita dolorosamente nella coscienza (ammesso e non concesso che ne abbia una) d’una città che s’interroga. E che si dovrebbe interrogare su come possa perdere la vita un bimbo mentre stava semplicemente giocando.

«Iev bedd, bedd assèi». Al solo sentire il nome del bambino, Carla Di Gioia, professoressa della Scuola secondaria di I° grado “Anna de Renzio”, prorompe in una sincera esclamazione vernacolare, che racchiude tutto l’affetto che provava per il ragazzino.
«Il volto incorniciato dalle lentiggini, i capelli rossicci e alla spina, il sorriso sempre splendente: ti trasmetteva simpatia non appena lo vedevi al mattino. Era un ragazzo speciale, vivace, certo, ma tutt’altro che turbolento. Era come dev’essere un bimbo di dodici anni. La sua classe era proprio di fronte alla mia e, quindi, ci incontravamo spesso», la voce incrinata dall’emozione prosegue la descrizione di questo scricciolo irresistibile. 

«E’ una tragedia immane alla quale non ci siamo ancora rassegnati. Siamo sgomenti e attoniti», la docente ridice tutto lo smarrimento di una comunità scolastica ferita.
Un angelo pulcino volato lassù non si sa ancora bene perchè o per colpa di chi e di cosa.
«Ora è solo il momento di non abbandonare la famiglia, che ha bisogno di tanto sostegno per superare un dramma d’incalcolabili dimensioni», la prof s’accora.   

Oggi, si svolgeranno i funerali dell’alunno sempre sorridente.
Intanto, non c’è stato giorno che non siano piovute lacrime dal cielo. Picchiettando sulle chianche lustre, le gocce hanno sollevato sbuffi di polvere triste. Un vento gelido tuttora spazza le strade ammutolite.
E non si vedono più rondini volare nell’azzurro livido di malinconia…

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Commenti

  • ulurd (utente non verificato)

    Io ve lo posso confermare……
    IEV BEDD ASSEJJ!!!!!!!!!!!

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    Oggi è il giorno del DOLORE IMMENSO !! Da domani questo episodio deve avere un seguito oltre che per la ricerca della verità dei fatti, ma soprattutto per la creazione di parchi giochi degni di essere chiamati tali affinchè i bambini e i ragazzi possano trascorrere le loro ore di spensieratezza liberamente e senza l’incubo della MORTE alle spalle ! Amministrazione comunale non rimanere impassibile e inerme difronte a questi episodi !

  • Ulisse76 (utente non verificato)

    caro “ilvendicatore”, sono daccordissimo con te, dei parchi giochi per i nostri bambini, sarebbero la cosa più bella in cui la nostra amministrazione potrebbe investire le proprie “nostre” risorse, ma dimentichi una cosa importante: non durerebbero più di qualche giorno, grazie alle scorribande di qualche testa di c…. che da sempre si crede Attila, qui a Bitonto, e che distrugge tutto per soddisfare il proprio piacere….