Teatro Petruzzelli, Procacci scrive a Quagliariello

Mario Sicolo

Accorata epistola del senatore bitontino

0 commenta

Le forbici della manovra rischiano di abbattersi spietate pure sul teatro più importante della regione. Scelta quasi inevitabile, pare.
Eppure, più di ogni altro settore la cultura non dovrebbe avere distinzioni cromatiche politiche. Anzi, la coesione è fondamentale per risolvere anche le questioni più intricate.

È questo quel che vuol far intendere il senatore del Partito Democratico, Giovanni Procacci, che ha scritto ai suoi colleghi pugliesi e, in particolare, a Gaetano Quagliariello del Popolo della Libertà. “Sulla vicenda del Teatro Petruzzelli, per quanto previsto dal Decreto legge sugli enti lirici, abbiamo avuto sin dall’inizio una posizione condivisa, già emersa nell’incontro promosso nel foyer del teatro dal Sindaco Emiliano con tutti i parlamentari baresi”, attacca il parlamentare bitontino.

Insomma, c’è la necessità di fare fronte unico e compatto: “Concordammo un iter condiviso che portasse per la Fondazione barese a una deroga dalle pesanti limitazioni previste dal decreto, considerando la brevissima vita del nostro teatro, dopo 18 anni di chiusura. Abbiamo, inoltre, insieme agli on. Distaso e Fucci, incontrato il Ministro Bondi che ha manifestato la sua disponibilità a considerare la particolare situazione del teatro barese”.

L’epistola accorata prosegue: “Sono stati inoltre presentati emendamenti in tal senso come primi firmatari da me e da te. Il tuo emendamento però non ha incontrato il nulla osta preventivo della Commissione Bilancio, a differenza di quello che mi vede primo firmatario”.
“Se l’intento comune
– sottolinea Procacci – è quello di salvare il Petruzzelli da un decreto la cui rigida applicazione ne imporrebbe la chiusura, chiedo a te e ai tuoi colleghi di votare per l’emendamento da me proposto. Dichiaro apertamente la disponibilità, se necessario, a riformularlo insieme e ad arricchirlo delle firme di tutti i parlamentari di maggioranza che vorranno sottoscriverlo, così che diventi espressione di una iniziativa comune”.

Consequenziale è l’esortazione conclusiva ai suoi coinquilini di Palazzo Madama: “Credo che dinanzi a questioni di così grande interesse per la nostra terra la politica debba dimostrare di saper convergere sul bene comune, superando ogni logica di parte”.

avatar

Commenti

  • valeriano (utente non verificato)

    ma il nostro senatore si puo anche occupare delle questioni della sua citta, visto che non mancano, tanto bari ne ha di senatori che curano i lorl interessi.