“Perchè non valorizzate a dovere il vostro Centro storico?”
Recupero, valorizzazione, tutela e formazione.
La ricetta per rivitalizzare il nostro centro storico, in fondo, è semplice.
Ad indicare la retta via d’un futuro (anche economico) migliore è il critico d’arte Cinzia Regina – numerose collaborazioni con la Soprintendenza per lei –, profondamente innamorata della culla dell’olio extravergine d’oliva.
Conosce il cuore del nostro borgo natio nelle pieghe più intime, non ha segreti quel dedalo di vicoli e corti suadenti. Per questo si batte perché diventi una vera risorsa.
Il guaio è che numerosi sono gli ostacoli da superare.
Si parte dalla non facile fruizione di alcuni monumenti: “Solo facendo leva sulle mie capacità di far pubbliche relazioni – attacca l’esperta – sono riuscita ad intessere rapporti con alcune associazioni come Agorà, molto disponibili, o con la dirigente comunale Sansipersico, sono riuscita ad entrare, però, tuttora, mi capita di trovare porte sbarrate in alcuni casi. Oppure, incontrare, quando porto i ragazzi in visita al vostro centro storico, gruppi di tedeschi senza una guida adeguata o italiani con l’unica guida del Touring club (che, peraltro, nell’edizione 2009, a proposito del quartiere antico, riporta questo doloroso inciso: “Che versa in condizioni di sensibile degrado”, ndr) fra le mani, che comunque non può illustrare nel dettaglio tutto quello che c’è da ammirare qui da voi”.
L’entusiasmo contagioso della professoressa è pari al rammarico che nasce dallo scontro quotidiano con quantomeno strani monopoli: “Avete un patrimonio artistico-architettonico inestimabile e ciononostante non lo valorizzate a dovere. Non è possibile che per visitare una chiesa o un palazzo devo necessariamente chiedere ad un privato se ha la chiave e non sempre posso avere la fortuna di trovare quella persona. Ci sono ragazzi che non hanno mai volto lo sguardo in alto e non hanno mai visto il loggiato del palazzo Sylos-Calò, dov’è la Galleria Nazionale “Devanna”.
E la disamina prosegue: “Se consideriamo che l’Italia possiede il 70 percento del patrimonio artistico mondiale, riprendendo l’invito del presidente Giorgio Napolitano, anch’io esorto i bitontini a dare maggior valore a quello che avete. Se andiamo in altre zone, per esempio al nord, paghiamo profumatamente anche solo per visitare una cappella. Noi di turismo potremmo vivere e anche bene, basta che lo si ritenga una risorsa imprescindibile della nostra economia”.
L’incitamento pare un grido di dolore mascherato: “Abbiamo il dovere di valorizzare e tutelare le nostre ricchezze. E, soprattutto, educare i più piccoli alla conoscenza della storia. Ci vuole solo un po’ di buona volontà. Se partiamo dai ragazzi si può giungere ad una formazione più compiuta e meno schematica degli operatori turistici. Per esempio, la Settimana della Cultura a Bitonto è stata straordinaria, però, bisogna dare continuità a certe iniziative per creare un coinvolgimento corale di tutta la comunità”.
“Fruire dei beni culturali significa avere anche spazi e tempi non forzati né circoscrivibili, il turista ha bisogno di godere appieno di quel che vuole contemplare. Solo così si potrà dare una grande vitalità al centro antico della città. Perché non recuperare interi caseggiati preesistenti, evitando di cementificare necessariamente le periferie? Ancora. Non è possibile che molte chiese siano chiuse da tempo e altre ad una certa ora siano inaccessibili” e l’osservazione dell’addetta ai lavori è calzante, oltre che condivisibile.
Infine, un suggerimento che può aprire prospettive interessanti e liberare la nostra città dall’abbraccio fatale col capoluogo onnivoro. “D’altronde, Bitonto offre una possibilità di decentramento rispetto alle classiche rotte turistiche e può diventare un punto di riferimento per tanti altri paesi, ponendosi come capofila di percorsi tematici finalizzati a mettere in risalto per secoli o per correnti artistiche le sue bellezze”, suggerisce la dott.ssa Regina. Che, pur essendo molfettese, ama Bitonto quasi più dei bitontini…
Commenti
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Non viene valorizzato perchè gli interessi a bitonto sono stati sempre grossi e quindi far girare l’economia legale non è possibile perchè significa stare sotto i riflettori del mondo economico e quindi tanti ma tanti ricchi e potenti corruttori non possono arricchirsi alle nostre spalle…vedasi le non autorizzazioni a costruire grossi ipermercati a bitonto nel passato!!!!
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Sono daccordo in parte caro Framarshall77 ma la colpa è principalmente nostra che non amiamo abbastanza questa bellissima cittadina con un centro storico F A V O L O S O.
Quindi la prossima volta che andiamo a votare votiamo il programma e non vendiamo il nostro voto per qualche briciola di pane. Meditiamo, gente, meditiamo!!!!! -
“…la Settimana della Cultura a Bitonto è stata straordinaria…:”
Ma siete sicuri di aver intervistato la persona giusta? -
Bisogna riconoscere onestamente che rispetto al passato in questi ultimi anni qualcosa si è fatto per recuparare il patrimonio artistico di questa città. Chi come me è entrato da un bel po’ negli anta non può dimenticare l’abbandono ed il degrado in cui versavano il teatro, la cattedrale, il palazzi storici le chiese, il Torrione angioino ecc.
Certo occorre fare di più e meglio, ma questo spetta ai nostri amministratori eletti da noi anche a tale scopo. -
Le parole della dott.ssa Regina non sono nulla di nuovo sotto il sole. Come bitontini, più o meno del settore, sono anni che si cerca di rendere migliori da un punto di vista della fruibilità il nostro centro antico, ma la modernità da noi è una macchina che si muove lentissima e in larga parte anche per volontà stessa dei cittadini, che sono spesso restii a contribuire nel loro piccolo ad un migliore decoro urbano della zona,
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vedi la spiacevole faccenda rifiuti, barbaramente gettati qua e là nelle viuzze della zona, e l’annosa quanto vergognosamente incompiuta questione di rendere il centro antico zona pedonale. A tutto poi si cementifica l’ ignoranza e/o l’approccio presappochistico ai problemi da risolvere da parte dei nostri amministratori, che sono ancora restii a porre in atto seri programi di sviluppo turistico culturale che possa dare consistenti frutti in futuro, non misere briciole di tanto in tanto!







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