L’incredibile storia d’un ciclista belga: compie il Giro d’Europa e l’ultima tappa è Bitonto
La redazione di Bitontolive, Gino Ancona, il vicesindaco Damascelli insieme per accoglierlo e sostenerlo
Il suo volto è un intrico misterioso di rughe.
Il sole ha scavato solchi profondi tra quegli occhi pieni di tutto e quel naso un poco bitorzoluto.
Christian Emmanuel Van Limbergen è un signore alto e lungo come un giunco invincibile, che viene da lontano.
La barba innevata e folta ("non la taglio dal giorno in cui mi diedero la notizia che era morta mia madre, due anni fa") lo fa somigliare a Babbo Natale, anche se quand’è stato in Grecia lo prendevano per il fratello (buono) di Osama Bin Laden.
"Christiò" serba nel cuore un sogno che è una pazza idea: sorbirsi duemila chilometri in bici e attraversare nazioni su nazioni.
L’impresa d’altri tempi già gli appartiene, dacchè l’ha affrontata vent’anni fa a piedi, al punto da entrare nel Guinness dei Primati.
Di acciacchi eccome se ha fatto il pieno: le caviglie, il ginocchio, la schiena.
Insomma, ce ne sarebbe per mettere kappaò persino un atleta.
Ma il sognatore belga, come il Cannibale Eddy Merckx, non si fa schienare da niente e da nessuno.
Vuole entrare ancora nel libro dei record con una bicicletta.
E’ partito otto anni fa dall’Europa dell’Est ed ha visitato ben trenta paesi: "Amo conoscere paesi i più vari ed entrare in contatto con culture diverse".
Dopo essere approdato in Salento, provenendo dalla Grecia, ha visto stagliarsi dinanzi agli occhi la città dell’olio extravergine d’oliva.
Questo Ulisse della pedivella ha fissato proprio Bitonto quale meta ultima del suo girovagare.
Alla fine di quest’avventura, prenderà la nave – gratis, perchè è nel Guinness – e si fermerà per sempre (?) a Creta, dove accompagnerà con una lira un amico cantante (si nomerà Omero?).
Dunque, subito dopo il tramonto, le sue ruote sono entrate nella nostra città, che tra una settimana ospiterà proprio il Giro d’Italia.
Christiò ha poggiato la bici – un attrezzo stracolmo di tutto, stretto da una corda disperata – sopra il muretto accanto al tabaccaio, al principio di Corso Vittorio Emanuele, e lì ha incontrato Gino Ancona (il Gino d’Italia), che d’un subito s’è trovato in sintonia col viaggiatore fantasioso e s’è dato da fare per trovargli una sistemazione.
E, soprattutto, qualcosa da mettere sotto i denti, che da tre giorni non conoscevano cibo.
Infatti. Il signor Labianca, direttore dell’Hotel Nuovo, generosamente non ha esitato un attimo ad offrirgli ospitalità.
Dal Palazzo di Città si fionda il vicesindaco Domenico Damascelli per stringergli, ammirato, la mano.
Laura s’affanna ad immortalare tutto con la sua macchina fotografica e Carmela segue, allegra, col bimbo nel passeggino, maledicendo la sua di macchina.
"Oggi ho pianto perchè mi sono sentito solo, non son bastati gli articoli di giornale per poter mangiare", racconta secco in inglese a Pasquale, che s’inventa imprevedibile interprete eccelso.
Mentre resti incantato ad ascoltarlo, hai la sensazione che abbia una percezione diversa del tempo che scorre e, spesso, ci travolge: "Dopo cinquantadue anni ho incontrato il mio maestro elementare. Eppoi, dopo quattro anni ho incontrato nella stessa località marina la stessa donna ed è stata una gioia incredibile".
Ora, il molto rispettabile signor Van Limbergen ha bisogno solo d’un timbro recante l’effigie del nostro comune sul personale registro che porta con sè.
Poi, si ritirerà nella sua isola greca, quasi fosse davvero il famoso eroe omerico.
E noi non finiremo mai di ringraziarlo per averci fatto respirare un attimo di mondo…
Commenti
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Davvero una storia ed una vita incredibile… Mi sn un pochino emozionato! Niky da Bari
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che stooriaaaaa………bravi tutti per l’accoglienza a quell’ uomo venuto forse da un’altra epoca
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Siamo sicuri che non ha potuto proseguire perchè gli hanno fregato la bicicletta? Non sarebbe una novità.







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