Scuola e legalità, l’esempio della Don Milani
Una volta scuola ghetto, adesso polo d’eccellenza che attrae diverse famiglie
I dibattiti sulla legalità a Bitonto quasi si sprecano.
Non esiste mese dell’anno che non abbia la sua tavola rotonda per discutere su come riuscire a cambiare la mentalità dei giovani, spesso deviati dall’ambiente familiare in cui vivono.
In questi “parlatorifici”, pur portando esperienze di vita quotidiana, poche sono le proposte concrete in grado di migliorare effettivamente un trend rivolto inesorabilmente verso il basso.
Insomma, c’è troppo fumo, troppe parole, e pochissimo arrosto, pochi fatti.
C’è stato negli ultimi anni tra le scuole bitontine un certo movimento per studiare e capire il metodo giusto per azzerare i rischi per quei giovani spesso costretti a causa dei problemi domestici a passare più tempo per strada che a casa.
Troppo facili queste prede per la delinquenza, manovalanza a basso costo e rischi zero per i pesci grossi.
Senza dubbio, tra i dirigenti scolastici più attivi nella lotta per la legalità, c’è una donna di ferro, la prof.ssa Anna Teresa Bellezza, responsabile della Scuola Elementare “Cassano” e della “Don Milani”.
“Il vero problema non è intervenire nelle scuole con la prevenzione, ma puntare l’attenzione sulle famiglie, dove i ragazzi passano la maggior parte del tempo”, spiega la prof.ssa Bellezza.
“Importantissima sarebbe una sinergia vera e continua tra scuola e servizi sociali per garantire assistenza a quei bambini con situazioni più critiche alle spalle”, prosegue la dirigente scolastica, secondo cui “occupare il tempo dei ragazzi, evitare che si ritrovino in strada per diverse ore, sarebbe già un bel passo in avanti”.
Proprio dalla “Don Milani”, istituto diretto dalla prof.ssa Bellezza, una volta scuola ghetto del centro storico, adesso polo d’eccellenza che attrae numerose famiglie anche non residenti nella parte antica di Bitonto, arriva quotidianamente un ottimo esempio di integrazione sociale tra bimbi stranieri, altri del centro storico, altri ancora figli di liberi professionisti, che condividono dalla mattina sino al tardo pomeriggio l’esperienza scolastica.
Dunque la strada per un corretto sviluppo della legalità, che passa inesorabilmente attraverso le scuole, sembra essere già stata tracciata in alcuni istituti della città.
Non resta che seguirla.
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