Guerra tra clan mafiosi, un’altra sentenza: condannati un uomo e i suoi due figli

La Redazione
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Sono giorni di sentenze, questi, per i clan malavitosi bitontini.

Dopo la conclusione del processo riguardante l’omicidio del boss Bux, arrivano nuovi verdetti.
Sono stati condannati, infatti, dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Bari Onofrio Caputo, di 48 anni (due anni e otto mesi di reclusione), i figli Agostino, di 26, e Vincenzo, di 22 (entrambi a sette anni e sei mesi). Angela Tedesco, di 45 anni, accusata di simulazione di reato, è stata condannata a otto mesi con pena sospesa.
C’è anche un assolto, è Francesco Berardi, di 32 anni.

La sentenza è stata emessa con giudizio immediato.
I fatti contestati sarebbero stati commessi tra settembre e ottobre 2008.
Altri tre imputati, Cosimo Damiano Cantatore di 22 anni, Pasquale Castellano di 29 (gambizzato, tra l’altro, il 17 ottobre del 2008) e Francesco Ruggiero di 32, saranno processati con rito abbreviato.

Lungo è l’elenco dei reati contestati loro: due tentativi di omicidio, sequestro di persona, minacce, ricettazione, porto illecito d’armi da fuoco, incendi e lesioni personali nell’ambito di un regolamento di conti a Bitonto.

Dalle indagini del pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia, Giuseppe Scelsi, è emerso che nel giro di poco più di un mese si sarebbe originato a Bitonto un vero e proprio botta e risposta, a colpi di pistola, tra due fazioni rivali: quella della famiglia Caputo da un lato, quella dei tre imputati che hanno scelto il rito abbreviato dall’altro.
Si sarebbero incendiati auto a vicenda e minacciati di morte in più occasioni.

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