Ieri anche un confronto tra Damascelli e Pice
Clima sereno e risposte concrete agli interrogativi posti dagli organizzatori
Clima disteso, quanto mai costruttivo, dialetticamente valido e pacato, lontanissimo da quella politica urlata e stramazzata che siamo abituati a vedere nei salotti televisivi.
Tutto questo è stato ieri il confronto-dibattito tra Domenico Damascelli e Nicola Pice, i due candidati bitontini alla poltrona di consigliere regionale alle elezioni di domenica e lunedì prossimo.
Confronto in cui i due protagonisti hanno messo in mostra le loro qualità migliori ( spirito da imprenditore, grande passione per il territorio e per le sue peculiarità per Damascelli, grande cultura politica, filosofica e dialettica per Pice) e, involontariamente ma non troppo, hanno evidenziato grande stima e rispetto reciproco.
Il dibattito, moderato ed introdotto da Emanuele Saponieri, responsabile del gruppo scout “Agesci Bitonto 2”, fautore ed organizzatore dell’evento, ha visto i due candidati confrontarsi e rispondere agli interrogativi attuali della politica pugliese e non.
Innanzitutto crisi dei partiti e crisi della politica in generale. Qui le risposte sono state in parte discordanti; l’ex sindaco ha evidenziato come la colpa di tutto è la mancanza del pensare politico “che dovrebbe essere quello che deve portare ad azioni a lungo raggio ed orientate al bene comune e che farebbe bene anche al Partito Democratico, ancora da costruire”, l’attuale vicesindaco (che sarà obbligato per legge a dimettersi dall’attuale carica in caso di ingresso nel consiglio regionale) ha invece puntato il dito contro il modo clientelare, corruttivo e “ricompensato “ di fare politica.
Si è entrati poi nelle dinamiche regionali con il tema della occupazione, che ha trovato concordi i due candidati.
Pice (che ha definito la questione “il problema dei problemi”) ha auspicato un repentino cambiamento di mentalità sul lavoro precario, che conduce soltanto alla mala occupazione e ad un depauperamento del territorio con il suo svuotamento demografico.
Damascelli invece vede “negli incentivi alle piccole e medie imprese, sviluppo economico, una Pubblica Amministrazione più efficiente e meno ostile verso i piccoli imprenditori, sviluppo del turismo” gli strumenti per combattere il problema.
Capitolo ambiente e questione energetica. Se dall’ex professore arriva un “no” secco al nucleare (“bisogna valutarne per bene tutti i rischi e realizzarlo significherebbe andare contro la volontà del referendum del 1987 che lo ha bocciato”, ha spiegato), l’ex coordinatore cittadino di An ha invitato a puntare sulla raccolta differenziata e sulle biomasse, ammettendo che forse dovrebbe essere rivista la legge regionale sull’ambiente e sulle coste.
Sul tema della bitontinità e sugli strumenti per difenderla, entrambi i candidati hanno enfatizzato come gli unici mezzi per sostenerla, in un consiglio di circa 70-80 componenti, sono la parola, la progettualità, la sperimentazione e il combattere quando si percepisce un provvedimento penalizzante per il proprio territorio.
Interpellato sull’ appoggio di Vincenzo Fiore, infine, Pice, seppur ribadendo la presenza di un dissenso abbastanza diffuso tra i due, ha precisato che trattasi comunque di due amici che si sono ritrovati con l’unico obiettivo di puntare al bene comune.
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