Il bosco dei rave party, delle siringhe, dei rifiuti

Michele Cotugno

Ecco le condizioni del Bosco di Bitonto

0 commenta

Ci fu un tempo in cui le famiglie bitontini nei fine settimana si riversavano in quell’oasi incontaminata che era il bosco di Bitonto. Un luogo pieno di masserie, dove poter degustare le prelibatezze nostrane, grandi spazi verdi dove potersi rilassare, lontani dal caos delle città.
Tutto questo, purtroppo, è ormai passato. Bitonto ha perso con gli anni quel grande gioiello verde. I ragazzi di oggi non hanno la fortuna di conoscerlo. Quasi non ci si ricorda più che a Bitonto esiste un bosco.

Al posto delle masserie dove degustare le pietanze locali, adesso sorgono ruderi abbandonati dove organizzare rave party, abbandonare preservativi usati e iniettarsi schifezze varie, lasciando pericolose siringhe a terra.
Già dalla segnaletica possiamo riscontrare lo stati di degrado. Nessun cartello stradale che ne indichi l’ubicazione è presente. Solo uno allo sbocco della stradina che porta all’interno del bosco. Peraltro recante non “Bosco comunale di Bitonto” come ci si potrebbe aspettare, ma “Lamione”, il nome di una vecchia masseria, chiusa tanti anni fa.

Inoltrandosi all’interno notiamo una strada dissestata, che necessiterebbe di essere asfaltata e liberata dai ruderi dei muretti a secco abbattuti dai cinghiali, oltre che da chi ruba pietre e alberi, che ne rendono rischiosa la viabilità. 
Da tempo la guardia forestale ha segnalato la presenza di contenitori della spazzatura ripieni non svuotati.

Vecchie centrali dell’ENEL sono state depredate del rame presente. Resti di falò che dovrebbero essere rimossi, perché con l’arrivo della stagione estiva fomentano il rischio di incendi. A breve arriveranno nel bosco le scolaresche e di certo non vedranno un bello spettacolo.
Se a tutto questo aggiungiamo un controllo assolutamente inesistente, possiamo ben comprendere quale sia la condizione tragica in cui riversa il nostro spazio (non più ormai) verde.

Questo è il quadro del bosco di Bitonto. Alla faccia dei discorsi, e spesso degli sproloqui, che si fanno sull’ambiente come risorsa da tutelare e valorizzare.
“Di chi è la colpa?”, si chiederanno molti lettori. “Delle istituzioni”, accuseranno in tanti. Certo, ma non solo. Se la classe politica rappresenta la cittadinanza, allora anche quest’ultima necessita di una buona dose di senso civico.
Bisogna solo ringraziare qualche  associazioni ambientaliste, se ogni tanto qualcuno pone l’attenzione sul degrado.

avatar

Commenti

  • mf1952 (utente non verificato)

    Che cosa lasceremo alle future generazioni? Quali saranno i segni tangibili della nostra civiltà che, chi verrà dopo di noi, potrà ammirare?
    (plastica, violenza alla natura, sciatteria). Spero che la nostra progenie non ci maledica per aver distrutto quanto di bello ci è stato tramandato dai nostri avi, e che, non solo non abbiamo saputo conservare, ma che abbiamo distrutto. Ma il progresso è compatibile con la civiltà? Una bella domanda a cui mi piacerebbe avere una risposta.

  • antonio97 (utente non verificato)

    questo è il dregrado della nostra citta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! rendetevene conto