Lo Spillo di Marino Pagano/Sindaco, il lavoro è la miglior risposta alle maldicenze
Lettera aperta al primo cittadino Raffaele Valla
No, no e no.
No, caro sindaco. Proprio non ci siamo.
Occhio, eh: non usciamo corbellerie dal cilindro (a forma di pipa).
Con tutto il rispetto, ma quel che abbiamo letto dalla sedia sobbalzar ci fa.
Sfogliamo le pagine web di BitontoTv e trasecoliamo.
Si parlava del (ridotto) Giro d’Italia.
“Riducendo il percorso sarà necessario asfaltare solo un chilometro di strade, un’operazione comunque già preventivata a progetto indipendentemente dal Giro. Tutte le altre strade che lo necessitano invece saranno asfaltate ma dopo il Giro, così gli strumentalizzatori non diranno che è stato fatto per l’evento o che l’amministrazione lavora in funzione della campagna elettorale”.
Le sue parole, signor sindaco.
Tutte sue. Non smentite. Elaborate e pensate.
Ma santa miseria, dico io. Adesso ci mettiamo a fare pure i preziosetti?
Bitonto sconta ogni immobilismo.
Quello delle istituzioni e dei tanti “attori” della città (la Guaccero e Mancini non c’entrano).
Insomma, quello di tutti. E lei che fa?
Va dietro a chi non ama la città (se non fittiziamente)?
A chi non vuole il cambiamento dei fatti?
A chi, eventualmente, getterebbe fango per il puro (mica tanto) gusto di gettarlo?
Evitare le altrui strumentalizzazioni? Scusi, ma chissenefrega!
Lasci pure marcire le ciancianti e blateranti vipere.
Vivaddio, lei è il primo di noi. Di tutti noi.
Mi perdoni una sottolineatura quasi materialista.
Lei è pure pagato da tutti noi per un solo ed unico scopo.
Quale? Lo sa: lavorare, lavorare, lavorare.
E le nostre strade hanno bisogno di interventi seri.
Ignori i maligni, allora. Lotti contro le maldicenze. Dia un calcione alla superbia del nulla. Uno scatto d’orgoglio, suvvia.
Gli uomini dell’opposizione l’accuseranno di fuggire dalla comoda nicchia della sua stanza solo perché le urne ci chiamano?
A parte che vorremmo non crederci, ma accada pure.
Dov’è il problema? Alle parole lei risponderà coi fatti. Le pare niente?
“Valla si mette a lavorare perché ci sono le regionali”, diranno?
Diranno, appunto. Perché lei farà.
Bella differenza. Elementare, no?
Da un uomo delle istituzioni come il prefetto Valla, poi, non possiamo aspettarci questa visione così “debole” del potere e dell’amministrare.
Sarà che siamo cresciuti a pane e pensiero “forte”, ma di un sindaco alla Gianni Vattimo non sapremmo che diavolo farcene.
Men che meno della controfigura dell’oscuro Sor Tentenna.
E poi un sindaco non può, non deve seguire il chiacchiericcio delle comari.
Deve pensare alla sua città. Sempre.
Perbacco, la preferiamo cazzuto, deciso e determinato, non in balia dei logorroici da comizio permanente.
Orgoglioso del proprio lavoro, non spinto all’inazione dal parolaio mondo.
Fiero del sudore che gronda dalla sua fronte, non con l’orecchio alla finestra che dà sul corso.
Il corso (perché negarlo?) dei fannulloni, dei profeti del piffero, di quelli sempre con la ricetta pronta in tasca.
Una ricetta che spesso non si rivela che di parole.
Vogliamo i fatti, signor sindaco.
I fatti sono fatti per esser fatti. E quelli li può fare solo lei.
Ne ha facoltà, direbbe Gianfranco Fini, quello del terzo ramo.
Il fumo lo lasci solo alla sua pipa.
Non la vogliamo mica fiacco e fragile.
Bramiamo, esigiamo lo scatto di reni che renda il ben servito ad ogni pavidità.
Desideriamo una politica che affronti rigorosa il pettegolezzo.
Alta, fiera di sé. Che guardi avanti.
Non le chiediamo straordinari: solo l’ordinario dovere suo. Semplice semplice.
Sa, non c’interessa l’attivismo da fuoriserie.
Anche l’auto più normale e consueta, infatti, sa come tutelarsi dal fango.
E non per questo non si mette in moto. Ma parte e cammina.
All’occorrenza, anzi, vola pure…
Commenti
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Concordo con te Marino, è il momento, rimboccandosi le maniche, di costrire un’identità cittadina, fuori dagli schemi abituali, mostrando di aver colto “il grido di dolore” dei veri bitontini che amano la loro città e non vivono di parole ma pretendono i fatti che, spesso, nel passato, sono stati solo immagini sbiadite di reali bisogni.
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Ben detto Marino, fare anche solo l’ ordinario è quanto la gente comune si aspetta, tanto le critiche comunque ci saranno e servono anche da stimolo. Tanto vale fare e bene senza sentirsi prigionieri delle maldicenze.
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Non hanno i soldi. Punto.
Avrebbero dovuto approvare il bilancio a marzo, prima delle regionali, per poter programmare progetto e spesa. Questa volta però ai bitontini avrebbero dovuto far digerire un importante aumento delle tasse (TARSU) che sarebbe stato il vero argomento della campagna elettorale. Altro che stumentalizzazioni del Giro d’Italia, dopo le regionali ci sarà un bel salasso per tutti. -
Se si volesse strumentalizzare qlks parleremmo d’altro… non importa l’occasione, l’importante è ke le strade siano aggiustate… leggendo la dikiarazione del sindaco, penso ad un bunker: io un tratto lo faccio aggiustare e qnd qlks l’ho fatta, il resto nn lo posso fare xke nn ho soldi e dico ke nn lo faccio x colpa d quelli ke strumentalizzo, il Giro d’italia lo facciamo visto ke l’abbiamo promesso, ora prometto ke il resto lo aggiustiamo però dopo le regionali si pensa…







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