Nella disputa tra sindaco ed opposizione, ad “avvallare” è solo la lingua italiana

Mario Sicolo
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Eh no, così non va, cari lettori. Non tutti voi, per carità, ma almeno loro, i fieri paladini dell’italico idioma, i fulgidi rappresentanti dell’Accademia della Crusca.
Sì, quegli occhiuti cittadini che vorrebbero spararci (oh, cappio: e questo "-ci" vorrà dire "noi" o "a noi"? Amletico dubbio…) ogni volta che compiamo qualche strafalcione grammaticale o sintattico, per giunta neppur sesquipedale.

Dunque. Nel manifesto dell’opposizione, con cui si chiede al primo cittadino se condivide alcune dubbie scelte della sua giunta, per un puerile gioco di parole, s’usa il verbo "avvallare".

Ora, immaginiamo che dinanzi ad esso siano passati persino coloro che, qualche giorno fa, ci avevano bacchettato con insolita veemenza, utile per cause più importanti.
Embè? Non vi siete mica accorti che quel "avallare" si scrive proprio così, cioè con una "v" sola e non con due come vi appare?

Già, se intendi dire che qualcuno vuole "confermare, rendere accetabile qualcosa" devi scrivere proprio così, perchè deriva dal francese "à valoir".
Per converso, se si raddoppia la consonante, si vuol significare "abbassarsi per un cedimento del suolo" (in entrambi i casi, la fonte è il sacro "Devoto-Oli").

E, allora, senza entrare nello specifico del testo, che già è stato a lungo sviscerato nel pezzo a latere (però, mettetevi comodi e perdonateci, ché questa parentesi sarà lunga. Ha ragione un mio caro amico e collega, quando denuncia l’assenza di memoria in questa città. La raccomandazione ed il nepotismo sono tumori della società, quale che sia il colore politico di chi li metta in pratica, soprattutto per il male che procurano a chi avrebbe le doti per svolgere più che degnamente un mestiere e vede le proprie ambizioni frustrate da emeriti incapaci con orma di piede stampata sul fondoschiena. Però, ce la ricordiamo l’assunzione fatta in fretta e furia – quasi furtivamente, con tanto di corso di formazione celerissimo di mezza giornata – l’ultimo giorno di qualche anno fa, quando il centrodestra Palazzo Gentile lo sognava appena, ed erano incubi, fra l’altro? Per piacere, facciamo le persone serie. Tutti quanti…), ci sembra che nella disputa fra Valla ed il centrosinistra ad "avvallare", a franare sia soltanto la lingua italiana.

E ce ne dispiace tanto…

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Commenti

  • micot (utente non verificato)

    Mario, mai puntualizzazione fu piu’ opportuna. Grazie mille per quello che fai per questa benedetta città.

  • Materano (utente non verificato)

    E chi vi dice che la domanda rivolta al sindaco non sia esattamente quella: Sindaco Valla (prorpio lei), che fa? … affonda nel mare malmestoso delle cattive abitudini dei suoi collaboratori?

  • ippazio (utente non verificato)

    un elegantissimo modo per fare campagna elettorale di parte di parte……
    il centro sinistra in questo caso deve imparare dal centro destra