Consiglio comunale, gli interventi dei capigruppo

Michele Cotugno Depalma

Unanime presa di posizione contro le decisioni di Vendola e soci. O quasi…

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E’ toccato ai capigruppo dei singoli partiti consiliari affrontare la questione ospedale.
Il primo a prendere la parola è stato il capogruppo di “Sinistra e Libertà” Franco Scauro, secondo cui “è in atto una vera e propria spoliazione del nostro nosocomio, per colpe certamente derivanti dal passato ma acuitesi nel presente perché abbiamo perso una sala operatoria a discapito del San Paolo, abbiamo 1 solo anestesista, non vengono più praticate interruzioni volontarie di gravidanza e c’è un Pronto Soccorso che si regge soltanto sulla professionalità dell’equipe presente al suo interno” ed ha auspicato un progetto duraturo e contiguo per l’ospedale cittadino.

Per il consigliere Franco Illuzzi (gruppo misto), invece, “c’ è differenza e grande distanza tra quello che si vuole proporre e quello che si vuole veramente e tra ciò che si richiede con quello che effettivamente serve. A me quello che effettivamente spaventa è la volontà politica che c’è dietro queste scelte sanitarie che sono orientate soltanto verso la nostra città, a mortificarla e ad ingannarla” e perciò promette “impegno solenne per la salute dei cittadini”.
Il capogruppo del Pdl, Luigi Perrini, si è detto “molto deluso dall’intervento dell’Assessore Fiore perché privo di proposte concrete” ed ha definito vergognoso la declassificazione del nostro Pronto Soccorso.

Certezze per il nostro ospedale e un secco no al P.A.L è arrivato invece da Giulio Cesare Ferrara (Valori Sociali), Liaci (Nuovo Psi) e Christian Farella (La Puglia Prima di Tutto), per il quale invece i cittadini di Bitonto sono trattati come se fossero di Serie B.
Di tutt’altra caratura e spessore invece l’intervento del capogruppo del Pd, Giovanni Rossiello, che dapprima ha puntato il dito contro “il gioco elettorale” che si sta facendo attorno al nostro nosocomio (“l’onestà intellettuale è saltata sia politicamente che moralmente quando vediamo certe personalità, da sempre lontane alla nostra città, fare a gara per elogiare il nostro ospedale e per esserci vicini”) e poi ha difeso l’intervento dell’Assessore Fiore: “ Ancora una volta si è fatto tanto rumore per nulla. L’intervento dell’Assessore è stato rassicuratore perché ci ha garantito che il nostro ospedale non chiuderà ed era quello che volevamo, anche considerando il fatto che quando lo si poteva allargare od ingrandire non è stato fatto”.

“Va rivisto piuttosto il concetto di salute-continua il consigliere piddino- perché accanto ad un ospedale che funzioni deve anche corrispondere un efficiente e funzionale Piano Sociale di Zona”.

Intervento che ha scatenato la polemica del consigliere Michele Labianca (Lista Schitulli) che ha “rimproverato” a Rossiello forse il fatto di vivere distrattamente a Bitonto ma ha anche voluto ricordare la vicinanza della provincia di Bari e del suo presidente, Francesco Schittulli, al sindaco Valla ed alla nostra città per questa triste vicenda.
Anche il consiglio è andato, quindi. E adesso, che succederà? Che fine faremo? Che ne sarà del nostro ospedale? L’unica certezza è che per un po’ di tempo (speriamo il meno possibile) il nosocomio continuerà ad essere paragonabile a quei due personaggi (Vladimir ed Estragone) della commedia di Beckett “Waiting for Godot” che per tutta la vita si ritrovano ad aspettare inutilmente questo famigerato Godot, che in realtà non esiste e quindi non arriverà mai.
Speriamo che invece a noi Godot arrivi veramente…

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Commenti

  • sniper1956 (utente non verificato)

    interventi fatti da persone che sicuramente sono vissute dal 2000 fino ad oggi fuori da bitonto, senza internet, senza notizie sull’ospedale…..
    visto che solo oggi si ricordano della “spoliazione”, del degrado, delle gravi carenze che toccano l’ospedale e chi ci lavora.
    e non chi ci “bazzica” a tempo perso, chi passa e spassa senza gettare il cuore oltre l’ostacolo, senza soffrire.
    chi lo ha “usato” per fare carriera e per cercarsi il suo “posto al sole”.
    che altro volete ancora?