L’aria diventa sempre più amara. Sorgenia in funzione?

Mario Sicolo

La denuncia è del Comitato ProAmbiente Modugno

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Se la notizia dovesse essere confermata, non sarebbe una buona nuova per la già tanto travagliata aria bitontina.
Dopo prove d’accensione, nuvole maleodoranti e compensi per ristoro ambientale (un milione di euro per il Comune di Bitonto, ndr), parrebbe che la centrale turbogas Sorgenia sia entrata in funzione.

A notarlo è stato, come sempre, il Comitato ProAmbiente Modugno, che, quasi in solitario, sta portando avanti una battaglia d’ecologica civiltà. Il comunicato stampa diramato ieri dall’associazione modugnese è inequivocabile: “Ore 10.00, la Centrale turbogas di Sorgenia dopo tanti sopralluoghi eseguiti dallo scrivente Comitato nei pressi dell’impianto, sembra proprio essere in esercizio, e senza aver reso alcuna comunicazione ai Comuni interessati, alla Regione Puglia ed all’Arpa”.

“L’accensione dell’impianto – prosegue il documento – confermata peraltro dal Personale operante al suo interno, ancorché in misura ridotta rispetto all’erogazione della potenza dichiarata, ossia 760 Mw, fa sorgere ancora troppi dubbi e troppe perplessità riguardo alle attribuzioni ed alle responsabilità in materia da parte delle Istituzioni competenti per ufficio o per mandato ad esprimere le proprie posizioni assolute ed insindacabili”.

Dunque, la centrale sembra essere partita quasi di soppiatto. Il Comitato non ci sta: “A tutt’oggi, nonostante un esposto inviato a tutte le Istituzioni (Ministero dell’Ambiente, Arpa, Regione, Prefettura, Provincia e Comune) non è stato mai ricevuto alcun riscontro in merito, nonostante il contenuto fosse improntato esclusivamente sull’osservanza delle prescrizioni contenute nel Decreto Autorizzativo rilasciato nel 2004 dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Superfluo sottolineare che le prescrizioni contenute in detto Decreto equivalgono a tutti gli effetti, in caso di inosservanza, a violazione di Leggi”.

Ecco spiegato il perché: “Nello specifico dell’esposto si evidenziava il problema delle centraline per il monitoraggio dell’aria i cui dati, seppur acquisti previa apposita richiesta, non sono stati resi Pubblici come previsto dal Decreto. Tra l’altro gli inquinanti rilevati dalla rete di monitoraggio della Sorgenia, non hanno mai rilevato tutti gli inquinanti menzionati nel Decreto Autorizzativo e la percentuale di validità di alcuni inquinanti quali pm 10, pm 2,5, ozono, in alcuni casi sono superiori alla soglia percentuale prevista per la validazione”.
Dunque, se quanto affermato dal sodalizio modugnese dovesse rispondere a verità, dopo discariche sature o abusive, depuratori maleodoranti e profumi sospetti, per l’atmosfera che aleggia sulla nostra città sarebbe in arrivo un’altra botta di salute.

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Commenti

  • mf1952 (utente non verificato)

    Chi può segua da vicino l’evolversi della situazione ed informi i lettori. Dobbiamo essere vigili ed evitare che gli abusi causino danni alla salute delle future generazioni. Il giornalismo di denuncia a volte è più efficace delle istanze, ancorchè legittime, rivolte agli Organi competenti. Sappiamo bene come funziona la burocrazia in questo Paese e come i più forti approfittino delle sua lentezza per fare i propri comodi.
    Buon lavoro.

  • piratarosso (utente non verificato)

    io ho attualemente attivo un contratto di fornitura di energia elettrica con sorgenia….ed oltre ai vari disservizi provocati da quest’ultima alla mia attività commerciale ed in seguito al costo eccessivo dell’energia elettrica rispetto ad enel, avevo già intenzione di disdire il contratto…ma dopo questa notizia sono ancora piu’ intenzionato a farlo….

  • iz7dve (utente non verificato)

    Ritengo che la Regione e gli altri Enti stiano facendo il loro dovere…
    Tuttavia La commissione IPPC ministeriale deve ancora esprimersi in merito al riesame/rinnovo AIA.
    I 27 membri IPPC DEVONO tener conto di quanto Raccomandato nella VIA di ARPA. Insomma IPPC deve adeguare i livelli di emissione a quelli previsti per la centrale di Imola, molto più bassi.

  • iz7dve (utente non verificato)

    Questo significa dotare l’ impianto di COSTOSISSIMI catalizzatori SCR, che manco a dirlo, la società ritiene inutile l’ adozione.
    Inoltre dovrà provvedere alle opere di compensazione per il CO2 e NOX emesso.
    Al termine della fase istruttoria IPPC dovrebbe essere indetta una conferenza di servizio dove la nostra amministrazione sarà obbligata ad intervenire in quanto comune interessato al provvedimento.
    Dall’ esito di questa conferenza dipenderà la qualità dell’ aria per i prossimi 30 anni.