Vito Clemente dirigerà nel rinato Petruzzelli
Siamo sinceri. Fino a qualche anno fa, lo trovavi in tutte le salse.
Tutte le volte che c’era da far suonare archi e fiati, a muovere la bacchetta c’era lui: Vito Clemente. Come se non esistessero altri. Un po’ antipatico, francamente, poteva sembrare (essere no, perchè vi assicuriamo che non lo è).
Poi, d’improvviso, l’eclissi. Inspiegabile.
Già, perchè al di là di tutto, il professonista ha talento e valore e, adesso, non si capisce perchè si sia passati dall’onnipresenza all’onniassenza qui, a Bitonto. Perchè il curriculum chilometrico che ha Clemente pochi in Italia possono vantarlo. Memorabili i suoi concerti al cospetto del pontefice Giovanni Paolo II e del presidente della Repubblica Ocar Luigi Scalfaro.
Dunque, non capiamo perchè non possa tornare ad esebirsi nel suo borgo natio. Non vorremmo che per lui si dovesse riesumare il frusto detto latino "nemo propheta in patria".
Comunque, Vito, senza gran dolore, ha proseguito la sua carriera anche di docente ed è stato inserito nientepopodimeno che nel cartellone della stagione concertistica del rinato Petruzzelli. Toccherà a lui dirigere il dittico Tabarro/Cavalleria rusticana per cinque sere dal 26 al 30 settembre nella suggestiva cornice dello storico teatro barese.
Noi siamo fieri. Punto.
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