Le Primarie di domenica segneranno davvero il rinnovamento del Pd?

Michele Cotugno DePalma

Si sfidano Dario Franceschini, Pierluigi Bersani ed Ignazio Marino. Alla segreteria regionale Emiliano, Minervini e Blasi

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Domani, domenica 25 ottobre, i bitontini, come molti altri italiani, saranno chiamati a scegliere il nuovo segretario nazionale e regionale del principale (almeno numeri alla mano) partito di opposizione, il Partito Democratico.

Sono tre i candidati alla segreteria nazionale: Dario Franceschini, segretario uscente, Pierluigi Bersani, già ministro dello sviluppo economico nell’ultimo governo Prodi (2006-2008) ed Ignazio Marino, affermato e stimato chirurgo. Alla segreteria regionale, invece, i candidati sono Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario uscente, Guglielmo Minervini e Sergio Blasi, sindaco di Melpignano (il quarto candidato, Fusco è stato escluso per non aver passato la soglia del 4% ai voti dei circoli cittadini,ndr).

Si voterà dalle 7 alle 20 e possono esprimere il voto ogni cittadino che abbia compiuto 16 anni, a patto che sia cittadino italiano, cittadino europeo con residenza in Italia, oppure un cittadino extracomunitario con regolare permesso di soggiorno.
Per votare basterà semplicemente mostrare un documento di identità e la tessera elettorale, mentre per i minorenni serve solo il documento di riconoscimento.
Tutti gli elettori troveranno due schede: una di colore azzurro per eleggere il segretario e l’Assemblea Nazionale, l’altra di colore rosa che servirà ad eleggere il Segretario e l’Assemblea Regionale. Si vota semplicemente tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati ad esso collegati.
Al momento del voto, che presenta il costo di 2 euro, il cittadino riceverà anche la molletta “Ci tengo”, simbolo di queste primarie.

Per quanto riguarda la nostra città, inserita nella circoscrizione 3 (la Puglia è divisa in 9 circoscrizioni, ndr) assieme ai comuni di Modugno, Capurso, Modugno, Noicattaro, Sannicandro di Bari, Triggiano, Valenzano, Corato, Giovinazzo, Molfetta, Ruvo di Puglia e Terlizzi, il seggio sarà allestito nel chiostro di S. Francesco di Paola in Piazza Moro, n°17.

Questo voto, che potrebbe segnare una svolta importante per la nostra (malata?) democrazia, arriva dopo che il 27 settembre scorso gli iscritti al circolo cittadino bitontino avevano votato a larghissima maggioranza per Bersani (63%) e per Blasi (60,2%) ed arriva soprattutto dopo una stranissima “campagna elettorale”, in cui i bitontini non hanno avuto modo di capire effettivamente le tre diverse mozioni, non hanno avuto modo di conoscere a fondo i candidati (sì, c’è stato il comizio di Emiliano, mentre gli altri hanno avuto solo una fugace presenza in Palazzo di città, mentre Minervini non si è visto!) ed hanno assistito alle solite baruffe interne, scaramucce e divisioni intestine, come ormai è consuetudine per il Pd.

Non sappiamo se il voto di domani sovvertirà quanto deciso dai circoli (chi scrive la vede molto difficile), ma almeno si spera che dopo queste primarie, indipendentemente dal loro risultato, il partito cittadino possa veramente iniziare un nuovo cammino, una nuova fase, una nuova progettazione, che sia completamente diversa rispetto a quella attuata fino ad ora.

E per farlo questo il Pd bitontino dovrebbe imboccare due strade: la prima è quella dell’opposizione costruttiva e dialettica in Consiglio Comunale, basata non più su abbandoni di aula, critiche a spada tratta su tutto ciò che viene proposto maggioranza (quando viene proposto…), manifestazioni di protesta o di solidarietà verso chi magari non ha avuto la parola (vedi Masciale nell’ultimo consiglio comunale), ma fatta di proposte concrete, alternative, unitarie ed utili alla città (e non come la mozione sulla libertà di stampa). L’emblema di ciò si è avuto nel giugno scorso: pochi giorni prima delle elezioni europee e provinciali, infatti, il Pd ha fatto recapitare alle case di bitontini una lettera in cui si criticava aspramente la giunta Valla sulla sicurezza cittadina. Sarà anche vero che l’attuale sindaco potrebbe avere fallito in materia – in realtà, la delinquenza c’era prima che a Palazzo Gentile salisse l’ex questore e credo, ahimè, che sempre ci sarà –, ma la lettera non conteneva assolutamente nessuna proposta alternativa o congiunta per affrontare decentemente l’annosa questione.

La seconda strada è quella del rinnovamento interno. Spiace dirlo, però è evidente che nelle ultime elezioni comunali Valla è riuscito ad avere la meglio soprattutto perché avvantaggiato da un avversario (Giovanni Rossiello) se non all’altezza, comunque poco amato dalla cittadinanza, indipendentemente dal valore intrinseco della persona, e visto come la classica ”minestra riscaldata” da parte di un partito incapace di rinnovarsi e modernizzarsi.

Si dirà che sono stati eletti Francesco Fallacara, Alessandro Gesmundo ed Emanuele Pinto, tutti e tre al primo mandato, e Francesco Ricci è al secondo, ma pare che la classe dirigente Pd, nel suo insieme, comunque, sia sempre la stessa.

Alla luce di ciò, diventa improcrastinabile un cambio della guardia o, per lo meno, iniziare a formare nuove personalità cittadine, non per forza esperte di politica, che nel giro di qualche anno vadano a formare la nuova classe dirigente democratica cittadina e dare linfa ad un partito attualmente bloccato su sé stesso.

Nel frattempo, comunque, buon voto a tutti…

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Commenti

  • ippazio (utente non verificato)

    Mi permetto di correggere: fusco non partecipa alle primarie, perchè vi partecipano le prime tre mozioni classificatesi dopo le assemblee dei circoli di settembre e in puglia la classifica è stata: Blasi, Minervini, Emiliano, Fusco.

  • uforobot83 (utente non verificato)

    Un caso strano che solo al PD poteva succedere: si fanno guerra da soli con truffe e sgamuffe…mi sono intrufolato allo stand del pd nel palazzo dell’ex associazione nazionale carabinieri e come centinaia di persone ho votato senza documento solo perchè ero raccomandato…un partito che + va avanti e + mi fa pena