Partito Democratico, l’analisi delle primarie sulle mozioni

Michele Cotugno Depalma

La situazione bitontina è particolarmente confusa

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Si è svolta domenica scorsa,in tutti i circoli pugliesi, l’elezione dei delegati nelle assemblee dei circoli del Partito Democratico e la contemporanea e significativa preferenza sul candidato segretario nazionale e regionale, che sarà eletto con le primarie il 27 Ottobre.
Ovviamente anche il nostro circolo cittadino, nella sua storica sede di Corso Vittorio Emanuele, ha espresso le sue preferenze, i suoi voti ed i suoi orientamenti.

Prima però di passare in rassegna i dati e suoi relativi commenti, ci sembra doveroso ricordare ai lettori per onor di cronaca chi sono 3 i candidati nazionali alla segreteria, visto nessuno lo ha ancora fatto: Dario Franceschini, segretario uscente, la cui mozione prevede il definitivo superamento della divisione Ds-Margherita, programma riformatore che deve avere come punta di diamante la legge sul conflitto d’interessi; Pierluigi Bersani, che pensa ad un partito di sinistra con forti connotati laici, si prefigge una legge elettorale alla tedesca ed una alleanza con Casini; Ignazio Marino, che punta dritto sulla laicità e su temi sensibili come testamento biologico, fecondazione assistita.

A livello regionale, invece, sono 4 i candidati: Michele Emiliano, segretario uscente, Guglielmo Minervini, Sergio Blasi ed Enrico Fusco. I primi due appoggiano la mozione Franceschini, Blasi appoggia Bersani e Fusco appoggia Marino.

Passiamo adesso ai dati. Innanzittutto i votanti: su quasi 900 tesserati che conta il partito (sono circa 45 mila, invece nell’intera regione), hanno espresso il loro voto circa 650 iscritti, per una percentuale vicina al 76%, tra le più alte della provincia.
Per ciò che riguarda il segretario nazionale, netta affermazione della mozione Bersani (data per favoritissima alla vigilia), appoggiata da tutto il gruppo dei Ds con 423 voti (63%), seguito a distanza da Franceschini (136 voti, 20%), avallato da Giovanni Procacci, Emanuele Pinto e molti margheritini, Ignazio Marino (108 voti, 15.8%), “simpatizzato” dai consiglieri Francesco Paolo Ricci, Franco Natilla, Vito Masciale e Alessandro Gesmundo.

Stessa storia e stesso copione per quanto riguarda i delegati regionali: la stragrande maggioranza ha votato per Blasi (410 voti, 60.2%), davanti ad Emiliano (154 voti, 22.6%), Fusco (95 preferenze, 14%) e Minervini (19 voti, 2.8%) e perfettamente in linea con i sondaggi pugliesi della vigilia.
Per quanto concerne i delegati nelle assemblee dei circoli, si ricava come 21 delegati faranno parte della mozione Bersani, 7 delegati la mozione Franceschini e 6 delegati la mozione Marino.

Considerando il clima al quale si è arrivati a questo congresso (prima le improvvise dimissioni del segretario cittadino Mancazzo e poi il desolante vuoto di venerdì scorso alla presentazione delle mozioni) si può parlare di risultato moderatamente soddisfacente, e di cui sarebbe meglio riparlare nelle prossime occasioni (magari dal 27 ottobre prossimo). Lo stesso clima che comunque non ha lesinato di enfatizzare le profondissime divisioni presenti all’interno del partito.

Chiuso il congresso, adesso il Pd si prepara ad un’altra assise: sabato 3 ottobre, dalle 16, infatti, si svolgerà (presumibilmente in sede) il primo Congresso dei giovani del Partito Democratico, che eleggerà il nuovo segretario giovanile. Candidati sono Ettore DePalo (segretario uscente) e Leonardo Piglionica. Viste le premesse e il clima preparatorio, se ne prevedono delle belle.

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Commenti

  • ippazio (utente non verificato)

    I due giovani rispettano le separazioni DS e Margherita??