Si dimette il segretario del Partito Democratico, Angelo Mancazzo
La decisione arriva alla vigilia del voto sulle mozioni nazionali e regionali
Un incredibile colpo di scena scuote il Partito democratico cittadino. Alla vigilia del voto del circolo cittadino (domani dalle 8 alle 14) sulle mozioni nazionali e regionali e, ad un mese esatto dalle primarie del 27 ottobre prossimo, infatti, il segretario del Partito Democratico bitontino, Angelo Mancazzo, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di segretario cittadino, ad appena 14 mesi dalla sua nomina.
Una decisione arrivata all’improvviso, annunciata dal segretario stesso con una lettera fatta recapitare a tutti gli iscritti del partito.
Una decisione, quella di Mancazzo, che quasi sicuramente avrà ripercussioni interni al Partito e che potrebbe gettare ancora più nel fango una lista che possiamo considerare, senza possibilità di essere smentiti, fin qui liquido e quasi inesistente.
Ed è obiettivamente un Mancazzo provato e deluso quello che si presenta nella lettera.
< Fin da quando mi sono insediato al partito – scrive Mancazzo – ho avuto la sensazione che la mia elezione a segretario era stata intesa da alcuni solo come strumento utile per superare un difficile momento del partito conseguente alla sconfitta elettorale alle ultime elezioni comunali>.
Quindi ben lontano da quel cambiamento che tutti volevano e auspicavano. Cambiamento, infatti, che < fino adesso è stato solo apparente perché la inconfessata speranza era quella di mantenere il controllo del partito nelle mani di pochi soggetti che avrebbero continuato ad operare secondo vecchie logiche gestionali che fanno solamente allontanare i cittadini dalla politica>.
Nonostante questo, comunque, < per quanto mi è stato possibile- continua Mancazzo nella sua lettera- ho cercato di contrastare questi forti personalismi e di creare un clima di serenità per poter superare le divisioni di corrente>.
Ma tutto è stato inutile. Anche il tesseramento, cosi come pensato e strutturato, sarebbe stato inutile e soltanto dannoso.
Per tutto questo allora e < dall’impossibilità di continuare a profondere un impegno che contrasti queste logiche personalistiche che imbavagliano il partito e impediscono una dialettica costruttiva>, Mancazzo decide di concludere qui la sua esperienza politica nel partito democratico cittadino.
Alla luce di ciò, una domanda ci sembra lecito porre: che ne sarà adesso del maggior partito di opposizione che dovrebbe contrastare la maggioranza di centrodestra a Palazzo Gentile?
Commenti
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Bisogna fare pulizia, basta con questi individui che pensano solo ai propri interessi e non a quelli della gente, Bitonto e il PD ha bisogno di uomini che fanno politica per passione e con impegno. Mi piacerebbe vedere nel PD gente come il consigliere Franco Natilla, sempre al fianco del cittadino e contro gli abusi e i sopprusi anche delle vecchie amministrazioni.
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Vorrei elogiare il Dott. Mancazzo per la sua presa di posizione, augurandogli migliori successi in campo politico, magari in altri schieramenti (più seri!). Un abbraccio.
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bradd, Natilla, come gli altri però, devono concludere. Non si possono fare interrogazioni sulla città che il più delle volte rimangono senza risposte.
Insomma deve “scorrere sangue” a seguito l’ interrogazione. Non devono produrre solo visibilità a loro beneficio.
Aspetto ancora il da farsi da parte del consigliere sull’ interrogazione fatta nel 2007 all’ Aqp riguardo al depuratore. Allora pensa un pò era nella maggioranza.
Momentaccio questo, e tutta la class dirigente del PD è colpevole.







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