Mimmo Mancini conquista New York con “U Su’”

Mario Sicolo

Ed ora tocca al film corto “Direzione obbligatoria”

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Mimmo Mancini, artista vero, di quelli che si scavano ad unghiate e sudore il loro quotidiano, non si ferma mai.
Figuratevi se poteva mai riposarsi quest’estate.
Salito su un aereo a metà luglio, è volato alla volta della Grande Mela. C’era da onorare il Festival del Cinema Pugliese "Tre terre", ideato e organizzato da Mimmo Mongelli. 

Al Calandra Italian Institute del Cuny a Manhattan e al Westchester Italian Cultural center di Tuckahoe s’è svolta una settimana dedicata a film, cortometraggi e dibattiti con registi e registe pugliesi con al centro i temi della cultura, del dialetto e dell’immigrazione.

Mimmo vi ha presentato quella perla meravigliosa e dolente che è "U Su’" e, in anteprima, il trailer della sua nuova creazione "Direzione Obbligatoria".
Molti nostri conterranei, emigrati da tanto sul suolo yankee, hanno sentito un tuffo al cuore e le ciglia farsi madide.
Già, lo abbiamo scritto tante volte: questa nostra città gaglioffa ha angoli fascinosi ed inimitabili, che, forse, chi da queste pietre è stato sradicato apprezza più di noi. Sicuramente ama più di noi. 

Ora, per il nuovo corto ci sono alcuni problemi. Per chiunque irrisolvibili, non per Mimmo, che mai perde la speranza: "Sì, ho appena terminato di montare e ritoccare il mio ultimo cortometraggio, o "film corto" come amo chiamarlo e non vedo l’ora di poterlo mostrare alla città. Mancano fondi per il passaggio in pellicola, ma sono ottimista nonostante le difficoltà".

Lui non è abituato a frignare, però, siamo noi che qui aggiungiamo questo pensierino: chiunque ne abbia facoltà (illuminato amministratore o privato generoso che sia), almeno s’adoperi perchè venga facilitato il cammino verso la soluzione del problema. 

"Nel mio corto U Su’ come in Direzione Obbligatoria – racconta ancora l’attore-regista – c’è Bitonto, ci sono i bitontini, la nostra storia, le tradizioni e le contraddizioni di questa terra. A New York molti tra il pubblico statunitense mi hanno chiesto informazioni su quale fosse il luogo dove ho girato, erano molto interessati dalla bellezze delle locations.
Sono immagini del nostro territorio che con profonda umiltà circolano in ogni luogo d’Italia e del mondo, lì dove si ha la fortuna di poter essere scelti. Una notizia tra mille, un modo come un altro per tenere informata la cittadinanza su quello che accade ai suoi figli girovaghi, saltimbanchi e istrionici, come io sento di essere. E’ un sincero ringraziamento alla mia città, per il calore e la stima che mi ha dimostrato anche questa volta, durante le riprese dell’ultimo cortometraggio
".

Testimoni noi, ve l’assicuriamo: mentre Mimmo dirigeva le riprese con piglio anche severo, la gente, ammirata, lo contemplava. E’ la magia del feeling tra un artista autentico ed un popolo che lui mai ha rinnegato e mai rinnegherà. 

Didascalia della foto: il Dott. Domenico Coppi referente internazionale per le rassegne di cinema pugliese all’estero, John Mustaro presidente della United Pugliesi Federation, MImmo Macnini, l’attore newyorkese Gay Palumbo, ex responsabile del sindacato attori su New York, e il Dean Antony Tamburri, direttore del Calandra Italian American Institute.

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