Ecco cosa è stato il consiglio comunale di ieri…
Momenti di acceso dibattito sull’acquisizione dei beni del Demanio
Ci si aspettava un consiglio comunale con le scintille, con fuochi e fiamme post elettorali, con una maggioranza alle prese con piccole grane associative e spifferi di una minoranza poco compatta. Invece, quella di ieri sera è stata una seduta soft. Non priva di emozioni, però.
La notizia clou, come spesso è accaduto in questa legislatura, la danno a microfoni spenti i consiglieri de “La Puglia prima di tutto”: l’epurazione di Domenico Sannicandro come coordinatore cittadino e la nomina di Francesco Labianca al suo posto. Su questo, però, c’è lo zoom a parte.
La seduta s’è aperta con il commosso ricordo di Saverio Granieri, ex sindaco di Bitonto recentemente scomparso, da parte della massima assise comunale .
Diversi gli interventi, in primis del sindaco Valla, tutti convergenti sull’aspetto morale e umano di Granieri, da sempre custode delle tradizioni socialiste.
Prima della discussione sulle questioni poste all’attenzione dell’assise, da segnalare la vittoria burocratica di Angela Saracino, che diventa capogruppo del Gruppo Misto (composto solo da lei, ndr) dopo parere favorevole del Ministero.
Passiamo agli emendamenti. Primo punto all’ordine del giorno è stato l’acquisto da parte del Comune di beni appartenenti al Demanio, leggasi zona del vecchio tram, con annessa variazione di bilancio.
Non sono mancate le saette tra l’assessore al Bilancio e relatore della delibera, Nicola Antuofermo, e il suo predecessore, Michele Daucelli, che, a più riprese, ha invocato un pubblico incontro sulla gestione economica della massima macchina amministrativa cittadina. Confronto prontamente rigettato da Antuofermo.
Oggetto del contendere, stando alle parole di Daucelli, i fondi del piano Urban, e le accuse lanciate in passato alla vecchia amministrazione di aver svuotato le casse comunali prima di uscire di scena da Palazzo Gentile.
In merito all’emendamento, però, chi ci ha voluto veder chiaro è stato Vito Palmieri, sempre attento ad ogni singolo dettaglio delle carte comunali.
“Il Demanio chiede un prezzo troppo alto (333mila euro, ndr) per l’acquisizione dell’area – attacca il capogruppo del “Laboratorio” -. Si comporta a volte da privato, mentre quando c’è da togliere le erbacce dalla zona del vecchio tram fa lavorare e pagare il Comune”.
Antuofermo ha ribattuto che il prezzo del terreno è stato fissato dalla legge finanziaria del 2004.
Qui, però, stando alle carte mostrate da Palmieri, nasce l’inghippo.
Infatti, la legge finanziaria all’epoca fissò a quasi 25 euro per metro quadro il costo del terreno urbanizzato per chi avesse voluto comperare un bene dal Demanio.
La zona urbanizzata, quindi, di regola la più prestigiosa, rappresenta solo una minima parte della zona del vecchio tram, in gran parte composta da erbacce. In pratica, è quella dove sorge la fontana dell’acquedotto pugliese.
Logica vorrebbe, di conseguenza, che il prezzo della restante parte di terra rimanga o uguale o addirittura inferiore.
Per questo, Palmieri ha chiesto ai dirigenti dell’Ufficio Tecnico e all’assessore un chiarimento, per comprendere per quale motivo una spesa che, stando al prezzo suddetto, si dovrebbe aggirare sui 120 mila euro, si trasformi in un fardello da 333 mila euro.
Perché questa sproporzione di 200 mila euro? Nessuna risposta dai banchi della giunta.
Si verificherà in un secondo momento, invece, stando alle parole di Antuofermo, la destinazione d’uso della nuova area. Un Park & Ride, un parco giochi o, come proposto da Scauro, un mercato che raccolga le bancarelle di piazza d’Aragona e quelle nelle vicinanze della chiesa di San Leone.
Tutto rinviato ad un confronto dopo l’acquisizione dei terreni.
Intanto, però, la delibera ha passato il vaglio del consiglio con 18 voti favorevoli, 2 astenuti, Rossiello e Gesmundo, e 2 contrari, Ricci e Palmieri.
Duro, durante il dibattito, l’attacco di Francesco Ricci. “Avete perso i fondi del piano casa, quelli delle infrastrutture sociali e quelli degli asili nido. Quando potrà respirare questa città?”, s’è chiesto l’avvocato.
Giovanni Rossiello, invece, ha accusato la maggioranza di “disonestà intellettuale se si attacca la vecchia amministrazione rispetto allo zero dell’attuale”.
Chiusa questa parentesi, s’è filato via liscio per il secondo punto di discussione e per il terzo, rinviato su richiesta dell’assessore De Santis.
Quarto e ultimo argomento di discussione, il cambio di destinazione d’uso, da appartamento a ristorante, di villa Chiddo.
Tarantino, cogliendo di sorpresa anche l’assessore De Santis, ha letto una missiva della famiglia Chiddo, nella quale i proprietari si rendevano disponibili a mettere a disposizione dell’amministrazione comunale anche l’orto botanico nelle vicinanze della villa.
Stizzito, De Santis ha invitato a concentrarsi sulla delibera e non sulle altre questioni.
Delibera che è passata all’unanimità. Tutti convinti e sicuri di incoraggiare nuovi imprenditori a intraprendere la strada che potrebbe portare Bitonto a risorgere da questa crisi.
Anche noi, ovviamente, ce lo auguriamo.
Commenti
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Sarebbe auspicabile che la Redazione chiarisse ai propri utenti
l’ arcano del prezzo dell’ area demaniale.
60 euro come dichiarato da Antuofermo(finanziaria 2004)oppure 24,48 (prezzo di mercato)come espresso dal consigliere Palmieri.
E’ necessario capire, se si fa opposizione per darsi visibilità, oppure l’assessore Antuofermo è in errore di 200.000 euro.
Saluti -
ahahahahahahahahahaha
sanno solo rinfacciarsi le cose, sanno solo darsi la colpa a vicenda, sanno solo dare consigli (ipocriti).
Non sono meglio di noi, sono come noi.
Poverini







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