S’imbottisce di barbiturici e tenta il suicidio. Salva
Protagonista del gesto, una bitontina di mezza età
C’è che il cuore è un guazzabuglio infinito.
A seconda del cielo dell’anima, può essere uno specchio quieto e terso. Oppure un baratro pauroso e sterminato.
Chissà come si sarà sentita la signora di mezza età che, ieri pomeriggio, subito dopo il tramonto, ha cercato di togliersi la vita.
Lontano lontano, il crepuscolo infuocava la linea dell’orizzonte. Quel lembo d’ancor tenero azzurro aveva il colore delle foglie che muoiono d’autunno.
La donna, sola, si sarà sentita chiusa in una strada senza uscita.
Come se il giorno fosse sempre notte.
Si sarà cercata dentro. Inutilmente. Non avrà trovato nessuno. Nè risposte che dessero un senso al suo stare quaggiù.
C’è pure che il primo tuo nemico diventa il tuo stesso corpo. Identifichi in te stesso la ragione prima del tuo malessere.
Allora, pensi bene che, spegnendo la fiammella, che da qualche parte ci arde dentro, passerà ogni sofferenza.
Sottovalutando per rabbiosa cecità il fatto che, dopo, non si torna più.
Dunque. La signora, smarritasi nel vocio martellante o – a noi non è dato sapere – nel silenzio assordante dell’anima, aveva deciso di farla finita.
Una confezione di barbiturici da ingollare per intero e via, abbandonarsi alle onde del mare di Santo Spirito.
L’acqua salmastra l’avrebbe consegnata alla morte.
Per fortuna, un passante, colpito da quella scena, ha allarmato chiunque passasse da quei paraggi.
Tempestivo l’intervento degli operatori del 118. La donna, fragile relitto, è stata tratta immediatamente in salvo, ha raccontato un nostro affezionato lettore, R.C., che ha assistito alle operazioni di soccorso.
Speriamo, ora, che la vita la riabbracci con la gioia e col dolore che qualsiasi vita ha…
Commenti
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mario,tu non dovevi fare il giornalista ,perche’ sei per me un autentico ed abile poeta!!
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complimenti…le tue parole scaldano il cuore e fanno riflettere.







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