Grottaglie battuto (1-0). Il Bitonto è salvo…
Decide una perla di Angelo Logrieco
Alla fine, l’ebbrezza sublime, che solo ti dona lo scampato pericolo, s’è impadronita di tutti gli uomini sul prato.
Calciatori stracchi, ma felicissimi, dirigenti senza più un briciolo di forza per una stagione travagliatissima eppure con un’energia inimmaginabile nell’anima, tifosi finalmente ritrovatisi, scalmanati e gaudiosi il giusto o poco più. Sorridono persino gli amministratori sugli spalti gremiti (ma qualcuno, malignando, potrebbe insinuare che lo fanno di mestiere).
Secondo noi, sarebbe bene partire di qui, da questa rinnovata e felice unità, per l’anno prossimo. E non prendeteci per i soliti grilliparlanti che tediano nel momento della legittima letizia, ma gli è che ci pare doveroso pianificare per tempo il futuro. La vita non può essere solo sofferenza.
Alla sfida cruciale e più importante di tutto il campionato, pure il sole sfolgorante, il cielo terso ed una troppo lieve brezza non volevano mancare.
Ruisi Pietro da Palermo s’inventa una formazione quasi spregiudicata, con una linea di centrocampo a quattro, fornita, però, di due ali fra le più ficcanti de torneo, il furetto imprendibile Vincenzo Modesto e quel genio del pallone che risponde al nome di Angelo Logrieco, alternati ora su una corsia ora su un’altra, per non dare punti di riferimento ai grottagliesi. Davanti, il piccolo Di Bitetto a dar man forte (?) allo svettante e gladiatorio Infantino. Tra i pali, l’imberbe Lima.
Di fronte, Dino Orlando sistema l’eterno Latartara di supporto ai gioielli D’Amblè e Piperissa.
L’incpit dei leoncelli è arrembante e avviluppante insieme. Trame ariose e gioco efficace.
Al 3′ Di Bitetto scarica per Logrieco, stop, dribbling e tiro che s’assopisce nel grembo di Di Leo.
Sessanta secondi ed è il mattocchio Vincenzo a slalomeggiare con classe fra gl’inebetiti salentini e servire abilmente Infantino: conclusione innocua.
All’8′ consueta sassata di De Santis, signore del centrocampo, l’estremo ospite si tuffa e mette in corner.
Cioccolatino del numero dieci all’11’ per Di Bitetto, che s’emoziona e cincischia.
Al 14′ inzuccata di Infantino, la sfera carezza l’incrocio.
E’ il 17′ (sarà stato il numero che porta poco bene?) quando lo zufolator Zivelli di Torre Annunzata ha un sensibile calo di vista e non vede un rigore minuscolo quanto un grattacielo su Infantino.
Parentesi fugace, ma ineludibile. La giacchetta giallo fosforescente – per farsi notare di più? – ha inanellato fischi assurdi in grande quantità fino alla fine della gara. Memorabile l’allontanamento dalla panca di Vincenzo Cariello e mister Ruisi forse per mondarsi la coscienza dell’ennesimo errore sesquipedale.
La partita è appassionante perchè le squadre s’affrontano a fronti scoperti, fino a quando Angelo Logrieco, per battere una punizione, si sceglie la zolla prediletta al limite dell’area salentina. Sistema la sua tavolozza immaginifica e i suoi pennelli variopinti, i colori li avrà nascosti nella sua testa geniale o negli scarpini fatati. La tela è la porta altrui. La pennellata è leonardesca e spedisce il cuoio ad accomodarsi nel sette. Imparabilmente.
E’ apoteosi.
Il resto è un lento, ma neppur tanto ansioso e dolente conto alla rovescia verso il novantesimo. Che grazie al carissimo Zivelli diventerà il Novantasettesimo, con il Bitonto in inferiorità numerica per l’espulsione di Francesco Cantatore, il capitano, reo di lingua lunga ed una veniale gamba tesa costata addirittura un cartellino giallo.
Unico brivido, al 15′: Favret neo enrato trasforma in un puntino invisibile nell’azzurro tenue il pallone calciato maldestramente da ottima posizione. Tutto qui sarà il Grottaglie. Nel nostro reparto arretrato giganteggeranno soprattutto San Matteo Camasta e l’esterno Montefusco, maturato a vista d’occhio e autore d’un finale d’annata in crescendo.
Al triplice fischio è entusiasmo folle, con gli eroi di questa salvezza in comunque pudico – data l’occasione – costume adamitico.
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