Tassari: “Sono il vincitore perchè ho la gente dalla mia parte”
Intanto, nasce un comitato per la sua elezione
Consigliere comunale, lunga militanza dapprima nel Movimento Sociale Italiano e poi in Alleanza Nazionale, grande passione per la politica ereditata dalla famiglia, forte impegno per il territorio.
Sono questi i tratti peculiari di Salvatore Tassari, candidato del Popolo della Libertà al Consiglio provinciale nel collegio 15, Bitonto-Palombaio.
Distintosi in questa campagna elettorale per le sue forti prese di posizione contro alcuni strani movimenti, leggasi la consegna delle buste per la raccolta differenziata con materiale elettorale a Palombaio, Tassari spiega i motivi che l’hanno spinto a candidarsi. “La mia è una candidatura giovanile che ben faceva coppia con il prescelto per l’altro collegio (Damiano Somma, ndr) – sottolinea –. I dirigenti di Alleanza Nazionale, dopo un dibattito lungo e fruttuoso, sono convenuti sul mio nome”.
La gioventù è, quindi, la novità. “Rappresento il volto nuovo non soltanto della politica ma anche del modo di svolgere questa attività, perché pongo sempre i cittadini, le istanze popolari al centro dell’attenzione”, ribadisce Tassari.
Per molti militanti della destra italiana questi mesi sono stati un lento cammino verso la fine di un’epoca. “Il passaggio da Alleanza Nazionale al Popolo della Libertà per me è stato assolutamente indolore e, anzi, lo paragono al passaggio naturale dal Movimento Sociale ad Alleanza Nazionale che ci fu nel 1995”, spiega Tassari. “Il Popolo della Libertà è il grande partito popolare italiano, ormai maturato grazie ai successi elettorali e al primo anno di governo. Queste elezioni amministrative ed europee, poi, consacreranno definitivamente l’idea che fu lanciata da Pinuccio Tatarella”, conclude il candidato del Pdl, ricordando lo storico leader barese di An.
Immancabile l’excursus sul primo anno della giunta Valla. “Questa amministrazione è proiettata verso il futuro. Ha avuto momenti politicamente infelici, che sono del tutto fisiologici, ma ha approvato compatta il bilancio e continua a combattere, con i dati che ci danno ragione, per migliorare la sicurezza nella città”, ribadisce fermamente l’esponente del Pdl, secondo cui “in un anno è difficile che possa cambiare la città, ma la mentalità, quella sì, la stiamo trasformando”.
Le elezioni del 6 e 7 giugno, secondo Tassari, non saranno un banco di prova per la maggioranza di governo della città, che avrà il suo test probante “tra quattro anni, quando ci riproporremo per guidare ancora Bitonto”.
Ecco, finalmente, la campagna elettorale in corso. Subito una pungente riflessione. “Avevo proposto una campagna elettorale basata non sul confronto ma sull’incontro, sulla condivisione degli obiettivi comuni da perseguire”, evidenzia Salvatore Tassari prima di elencare i suoi obiettivi qualora l’elettorato lo premiasse con uno scranno nel prossimo Consiglio provinciale.
Mete concatenate, le sue, che servirebbero a migliorare la qualità della vita. “Vorrei risolvere il problema della strada della morte, che collega Bitonto a Palombaio e Mariotto; troppe vittime, troppe persone sono scomparse prematuramente”, spiega.
Poi c’è lo sviluppo del territorio. “Lavorando in sinergia con l’assessore al Marketing territoriale, il vicesindaco Domenico Damascelli, e ai Grandi eventi, Ennio Vacca, ho intenzione di creare una sinergia tra il territorio, la tradizione rurale e la storia della città per consentire lo sviluppo del turismo”, illustra Tassari.
“Bisogna riportare Bitonto in provincia di Bari, perché per troppi anni è rimasta ai margini”, attacca ancora il consigliere comunale.
Ultime battute sono sui candidati bitontini e sui possibili presidenti. “Si affrontano Schittulli, persona vulcanica e competente che parla al cuore della gente, e Divella, che viene da un’esperienza da cancellare e, quindi, da cambiare”.
“Ai trentasei candidati bitontini rispondo con trentasei candidati del Pdl in tutta la provincia. Il voto al Pdl è un voto utile perché difficilmente i piccoli partiti supereranno lo sbarramento”, ammette Tassari.
La conclusione, invece, è del tutto personale. “Mi sento vincitore perché ho la gente dalla mia parte e, comunque vada, questa campagna elettorale mi è stata utile per crescere”.
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