“Sfruttiamo” davvero questa Settimana della Cultura
Le tre ragioni del possibile successo di questa manifestazione
Forse le nuove leve bitontine, se non i veri appassionati ed amanti della città, non sono a conoscenza che a Bitonto la cultura e l’arte sono di casa.
Invece, è proprio cosi. E lo sarà ancora di più da ieri, sabato 18 aprile, e fino a domenica 26 Aprile, con l’avvio ufficiale dell’undicesima edizione della “Settimana della Cultura”, iniziativa promossa dal Ministero dei Beni Culturali, che si pone l’ambizioso obiettivo di favorire conoscenza della cultura e dell’arte ad una platea ampia di cittadini, autoctoni e non.
E la nostra città non poteva non cogliere al volo l’occasione. E lo fa sia perché ce lo impone la nostra storia, impreziosita dalla presenza di insediamenti paleolitici, dalla presenza dei Peuceti (simbolica al riguardo la mostra “Gli antichi Peuceti a Bitonto” presso la Fondazione Ungaro- De Palo), per aver coniato una moneta di bronzo negli anni 299- 297 a.c (ai tempi della seconda guerra punica), per il ruolo sempre più crescente che ha avuto nell’età repubblicane, paleocristiane, medioevali e tardo rinascimentali.
E lo fa perché ce lo ricorda la presenza di innumerevoli monumenti, palazzi, opere d’arte, musei e pinacoteche: Palazzo Vulpano, Museo Diocesano, Museo Archeologico “DePalo – Ungaro”, il neo ristrutturato Torrione Angioino con il suo volume cilindrico, la nuova cornice del Teatro Traetta, i dipinti di Carlo Rosa, i palazzi delle famiglie Sylos-Calò, Labini, Regna, Sersale e altri ancora. Per non parlare delle bellissime Chiese di cui possiamo fregiarci.
Eppure, nonostante queste armi a disposizione, negli ultimi anni, il turismo bitontino si è mostrato con il freno a mano tirato ed il Centro Storico è stato sempre lasciato al suo destino, ha sempre scritto una pagina a sé stante, quasi sempre cruda, difficile da digerire e per lo più negativa. E le risorse turistiche con esso.
Ben venga allora questa “Settimana della Cultura”.
A dire la verità, per onor di cronaca, non sono mai mancate in questi anni iniziative di tal genere per rilanciare il Centro Storico; tutte, però, hanno dato risultati sotto le aspettative.
Ma stavolta, questa “Settimana della Cultura” sembra essere diversa dalle altre. Per almeno tre ragioni.
Prima ragione. È stata realizzata con lo sforzo di tutti, pubblico e privato. Nasce da un proficuo lavoro di sinergia portato avanti dall’amministrazione comunale con tutte le associazioni operanti sul territorio, i giovani volontari del Servizio Civile ed i produttori locali, a testimonianza che c’è l’impegno concreto di tutti per rilanciare il borgo antico.
Seconda ragione. La “Settimana della cultura”, oltre alla riapertura settimanale dei siti già elencati sopra, ha aperto ufficialmente i battenti con l’inaugurazione ufficiale della Galleria Nazionale DeVanna, che raccoglie circa 300 dipinti ed oltre 100 disegni e darà certamente una risorsa turistica in più alla nostra città, che cosi dovrebbe essere in grado di attrarre e catturare centinaia di turisti ed amanti dell’arte e della pittura.
Terza ragione. È un’iniziativa che nel concreto va nella direzione della nuova pianificazione strategica turistica chiamata “turismo di nicchia”, quindi quel turismo non più di massa ma certamente culturale, che differenzia il prodotto turistico in maniera ricercata e non standardizzata e basato su iniziative specifiche e adatto a valorizzare le tradizioni, le iniziative culturali, sportive e ricreative che le singole località presentano.
E questa settimana vuole mostrare (tra laboratori artistici, realizzazione di opere pittoriche, visite guidate, concerti) il meglio che c’è nella nostra Bitonto.
I presupposti ci sono tutti allora.
È arrivato davvero il momento del rilancio per la nostra Bitonto ed il suo turismo?
A noi spetta deciderlo e l’ardua sentenza. Perché una cultura ed un turismo senza cittadini e giovani non s’hanno da fare.
Nel frattempo,allora, buona cultura a tutti.
Commenti
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finalmente!







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