Tutta la poesia degli ulivi di Enzo Morelli
Non c’è albero al mondo che meglio ci racconti la vita di Alda Merini.
Poetessa (la più grande vivente) dal cuore mille volte ferito, lacrima versi inobliabili come fossero gocciole di sangue. Lei somiglia davvero agli ulivi.
Queste grigioargentee creature, che si torcono dolenti al sole meridiano e dicono tutto il nostro essere, le ha indagate col suo pennello pensoso Enzo Morelli.
Nella fissità d’un cielo che è quasi (ma anche senza quasi) specchio dell’anima, queste piante abitate dalla memoria dei secoli sono l’indelebile memento della nostra umana caducità.
Mentre la nostra civiltà avanza a passi ampi verso la propria autodistruzione, loro sono lì, immobili nel vento, e lasciano che la luna li colori, nottetempo, con la stessa dolcezza dei bambini quando dormono e, cheti nelle culle, s’assopiscono alle ninnananne delle stelle.
La mostra di Morelli, inaugurata, nei giorni scorsi, presso la suadente sede dell’Ordine dei Giornalisti – è nel cuore del centro storico del capoluogo –, s’intitola “Ulivo è poesia” ed è itinerante, nel senso che numerose città saranno toccate dalla lirica levità della sua arte, Bitonto inclusa, ad ottobre prossimo.
Imperdibile è il sogno cromatico morelliano abbracciato ai versi profondi di Giovanni Amodio, Lino Angiuli, Carlo Alberto Autieri, Sergio D’Amaro, Daniele Giancane, Angelo Lippo, Raffaele Nigro, Adriana Notte, Anna Santaliquido (Presidentessa de Sindacato Nazionale Scrittori e presente alla serata con tutta la sua gioia bambina…), Cristanziano Serricchio.
Il catalogo che ne è scaturito è un prezioso opuscolo a cura di quel critico d’arte dal cuore puro che è Lucia Anelli.
Nel corso dell’incontro, Paola Laforgia, presidentessa dell’Ordine pugliese, ha presentato il progetto d’aprire la bella sede al territorio con iniziative di genere culturale.
Il segretario dell’OdG e caporedattore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Valentino Losito, naufragando dolcemente nel mare dei ricordi, ha parlato delle versioni ginnasiali di Lisia (“Per l’ulivo sacro”) e delle pindariche fantasie del poeta salernitano Alfonso Gatto, che, per lo Stivale in giro per il Giro, immaginava di dettare i pezzi dall’anima concava di uno di quegli ulivi annodati.
Vincenzo Camporeale, rappresentante tranese dell’Unesco, ha annunciato che “si può portare lontano questa personale”.
Pieno di soddisfazione, ancora, il saluto di Rossella Ressa, capo delegazione del Fai barese.
Il vicesindaco ed assessore all’agricoltura di Bitonto, Domenico Damascelli, ha fatto la sua schietta dichiarazione d’amore alla vita georgica e promesso che si batterà sempre per questi “monumenti della nostra storia”.
Ha ringraziato tutti, infine, l’artista Enzo Morelli, col cuore colmo di commozione.
E tutti coloro che contempleranno le sue tele, ne siamo certi, serberanno eterna gratitudine per lui, che, dipingendo, svela i piccoli segreti irripetibili del creato.
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