A.D. 1551, Bitonto si libera dal feudatario. Ba2015, Piano strategico: quale sorte per la città?
Anno Domini 1551. Stanca degli storni che le hanno devastato i rami frondosi d’ulivo, Bitonto decide di liberarsi.
Guardate bene il nostro stemma.
L’albero è per noi quello più familiare di tutti, nel fastigio ci sono cinque volatili neri che ne becchetano i salutiferi frutti. Essi rappresentano le altrettante infeudazioni – leggi: padroni foresti – che ha avuto la nostra città. I due leoni dovrebbero essere la versione iconografica delle due grandi classi sociali (popolo e nobiltà), che animano la vita di vicoli e corti. Il motto sottostante non v’è chi non lo conosca: "Ad pacem (anche se qualcuno, dati i tempi odierni, sarebbe tentato di sostituirlo con "bellum") promptum designat oliva Butuntum".
Dunque, sfessati dalle mani altrui sopra i loro, nostri palazzi, i notabili cinquecenteschi della città mettono insieme una somma considerevole (66 mila ducati, non bruscolini. E il corrispettivo in euro è arduo calcolare) e la consegnano al signore Consalvo De Cordoba. Il territorio nostro, tutt’altro che minuscolo, entra a far parte del regio demanio.
La storia, di fierezza piena (finalmente), l’ha raccontata il dottor Michele Muschitiello, fervido appassionato di cultura bitonina, nel consiglio comunale di ieri l’altro, al momento di approvare "il giorno del Gonfalone", che cadrà il dì seguente al miracolo della Vergine.
L’assise non ha avuto la minima esitazione a condividere la proposta. Tutti i componenti la commissione cultura hanno supportato con forza l’idea.
Insomma, il vessillo adottato dal nostro Comune sarà simbolo di unità (mai come in questo periodo, necessaria), libertà e autonomia.
A proposito di autonomia, come si concilia tutto questo, quattro secoli e mezzo dopo, col Piano Strategico Ba2015 (in sostanza, nuova dicitura dell’area metropolitana)?
Sta per arrivare, planando minace, un nuovo storno di tra i rami del nostro – già di suo dolente – ulivo?
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare