“Fiori d’acciaio”, uno spettacolo tutto al femminile
Il teatro non è un contenitore per tutti.
Gli spettatori lo hanno capito assistendo allo spettacolo “Fiori d’acciaio”. L’intreccio della storia, tratta da un testo di Robert Halring, ha il potere di far ridere e piangere il pubblico, se a questo si associa la mutevole recitazione di Caterina Costantini, il quadro è completo.
“Fiori d’acciaio” è ambientato in un piccolo paese della Louisiana e narra la storia di sei donne, con sei esperienze differenti che, durante i magnifici anni Ottanta, a turno si raccontano.
La vera storia, però, si intreccia intorno al rapporto tra una madre follemente innamorata di una figlia diabetica, la quale dopo il matrimonio, deciderà di avere un figlio, nonostante il parere contrario dei medici.
Di qui una serie di momenti comici, caratterizzati soprattutto dalla buffa interpretazione di una Sandra Milo, dispotica e indomata e del personaggio interpretato da Rossana Casale, ancorato all’immagine del marito scomparso, dal quale, tuttavia, cerca di riscattarsi.
Intervallato da canzoni simpatiche e divertenti (tra le quali un coinvolgente tango!), lo spettacolo, tutto al femminile, in cui il rosa imperversa, denuncia la voglia delle donne di affrancarsi dai piccoli e grandi problemi quotidiani.
È quindi, qui, doveroso nominare anche le altre interpreti: Virginia Barrett, Beatrice Buffadini e Sara Greco, dirette da Claudio Insegno, lo stesso Insegno che con la Casale ha adattato il coinvolgente, comico e al contempo molto triste testo.
In scena una profonda storia al femminile fatta d’amicizia, gelosie e pettegolezzi. Un’altra storia di donne apparentemente fragili e superficiali, ma che dimostrano di essere “fiori d’acciaio”, perché il loro coraggio e la loro forza d’animo sono talmente potenti da riuscire a sorridere alla vita anche di fronte alla morte.
Il finale, infatti, lascia l’amaro in bocca, l’amata figlia muore sotto gli occhi di una madre disperata, la quale grazie all’aiuto e al sorriso acre riesce a lanciare un ultimo messaggio al pubblico commosso: “Ciò che non uccide ci rende più forti!”
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