“Non dobbiamo aver paura della mafia”
“Ribellatevi, ribellatevi tutti, non aspettate che uccidano qualche vostro parente per cominciare a reagire”
Lella sembra una donna di mezza età come tante.
Capelli neri come l’inchiostro, occhiali forse da presbite, un maglioncino rosso.
La diresti una casalinga, se non fosse che è una grande quercia, dopo il passaggio d’una tempesta divenuta addirittura incrollabile. E che, ormai, non teme più niente.
Figuratevi se potrà mai tremare dinanzi a quattro sgherri armati di pistole e mitragliatrici…
La signora Lella ha l’invincibilità di chi è già morta una volta dentro e le lacrime del cuore le ha versate tutte, davvero tutte.
E’ successo la sera del 12 luglio del 2001, quando la folle ed efferata guerra fra clan di Bari Vecchia uccise il suo cucciolo, Michele Fazio, 16 anni.
Stava tornanado dal suo lavoro, il ragazzo, si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato. E fu ammazzato.
Può capitare anche questo nelle nostre città, non dimentichiamolo mai.
"Non dobbiamo avere paura di questi qui. Se abbassi la testa davanti a loro, loro se ne approfittano e ti mettono sotto. Io non ho paura di nessuno (e Pinuccio, suo marito, più esile e lenti che non servono affatto per nascondersi, conferma). Certo che li ho affrontati i Capriati, gli Strisciuglio, i De Felice. So che le loro donne mi volevano pure dar mazzate, da quando m’ero messa ad andare in giro per tv e giornali a parlare della mia storia. Un giorno, mi avvicinarono con una scusa. Io capii immediatamente cosa volevano farmi e andai loro incontro. Sorprese dal mio atteggiamento, non fecero niente".
Nella sala congressi dell’ex Convento dei Cappuccini, le parole della signora Fazio riecheggiano altisonanti.
La lucentezza del suo sguardo è adamantina: "Me le ricordo quelle merde, quel giorno, erano tutti per strada, donne, uomini, ragazzini, stavano fumando spinelli e robe varie. Quando mi uccisero Michele, scesi immediatamente in piazza a urlare il mio dolore, ma erano improvvisamente scomparsi tutti. Che vergogna… Gli uomini della polizia ci sono stati molto vicini. Vi assicuro, è fondamentale avere un sostegno morale in certi momenti".
L’esortazione è duramente perentoria: "Ribellatevi, ribellatevi tutti, non aspettate che vi uccidano qualcuno a voi caro per cominciare a reagire".
Dunque. In concomitanza con la XIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime di mafia i giovani bitontini di Giosef, Agesci, Futurama e la Locomotiva, di concerto con gli Assessorati comunali alle Politiche Giovanili ed alle Politiche Sociali, hanno promosso una doppia iniziativa all’insegna della testimonianza e dell’impegno.
Il primo appuntamento s’è svolto, ieri sera, presso l’Ex Convento dei Cappuccini.
Oltre ai due meravigliosi ed eroici genitori, sono intervenuti Alessandro Cobianchi, esponente regionale di Libera, ed Arturo Rutigliano, responsabile del locale commissariato di PS (non avete idea di quanto lavorino, i nostri poliziotti, nonostante quante se ne dicano e le carenze d’organico), per raccontare la propria esperienza di contrasto all’illegalità, rispettivamente sul fronte culturale e su quello istituzionale.
Il confronto è stato arricchito dalle domande e dalle richieste, scritte dai presenti in sala su fogli preparati ad hoc, e da alcuni contributi video tratti da film sul tema mafioso e da un video documentario realizzato da BitontoTv, in occasione della Giornata della Memoria celebrata l’anno scorso a Bari.
Il dibattito è stato moderato con sagacia da Giuseppe Mitolo, redattore di Primo Piano.
Commenti
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Lella…..! sono con te fino alla fine….! io sono dlla tua parte è la combatto da anni questa storia!!!! provateci solo a toccare Lella brutti mafiosi pezzi di merda…. che vi nascondete dietro le spalle degli altri!
solo perche avete una pistola e degli stupidi ingnoranti che la pensano come voi..!
Brava Lella continua cosi…..camminiamo insieme! ciao. -
MA SE A BITONTO HANNO PAURA DEI LADRUNCOLI…..!!!!!!!!!!!
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Solacquisti, il tuo è il commento di una brava e grande persona…
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grande soloacquisti……..ottimo commento!!!! Forza Lella!!!!!
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iniziative simili sono interessanti e romanticamente belle.
ma quali risultati ottengono?
il ricordo di un martire?
la memoria di anni di soprusi?
la coscienza pulita di qualche organizzatore?
l’autoincensarsi? -
la mafia non la si sconfigge con i convegni, se poi la gente rimane omertosa dinanzi a questa ondata di criminalità, a Bitonto come in tutta Italia, se si gira la testa per non vedere uno scippo o un furto, se si ha paura addirittura di un 13enne perchè chissà a quale gens nobile potrebbe appartenere.
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Ieri, un poliziotto chiedeva i documenti ad un ragazzo, in zona centralissima.
2 motorini sfrecciano veloci, impennando, contromano, con i conducenti rigorosamente senza casco.
l’agente intima loro l’alt e quasi non viene investito. -
Scivola, li rincorre inutilmente, la pattuglia parte, ma sicuramente loro sono già invisibili e si stanno vantando della prodezza.
Tutti guardano, io mi avvicino e chiedo al poliziotto come sta.
L’unico che si avvicina sono io.
Mi allontano. Un paio di ragazzi mi guarda e dice “infame di questura”…………. che bella Bitonto e i bitontini







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