Bitonto-Gelbison 2-1. Stavolta, la vittoria è l’unica cosa positiva

Mario Sicolo
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Questo pomeriggio, manco il garbo infinito di Ranko Lazic sarebbe riuscito a trovare qualcosa di buono, al di là del risultato finale.

Sotto un cielo più luttuoso e incerto del principe danese Amleto, gli uomini che si sfidavano sul prato avevano più ubbie nel cuore della volta stessa.
I rossoblu salernitani vanno saltabeccando da un’ultima spiaggia all’altra, non è uno spasso. I neroverdi, invece, stanno provando a divincolarsi dalle secche perigliose della zona play out, ma paiono impietriti dai legacci della paura. Eccezion fatta per pochi, che hanno sangue di leoncelli, gli altri ostentano gambe tremule e animo pure.

Ciononostante, era fondamentale, oggi, artigliare con forza i tre punti per garantirsi almeno una briciola di serenità. Meglio Niccolò Machiavelli che Giambattista Marino, chiaro.
Ruisi Pietro da Palermo ripresenta i Dioscuri del gol Persia e Infantino davanti, il fantasista Logrieco emarginato a sinistra. Parentesi rapida sul nostro talento. Malconcio l’alluce, la luce non c’è. O, meglio, a barbagli qualcosa luccica, ma si vede che il passo è dolente. Però, dietro Merafina tituba più di Romeo, sulla corsia destra il nostro Vincenzo non è lucido nelle sue consuete scorribande, in mezzo Caccavale gira spesso a vuoto e Vito Dentamaro randella gladiatorio, ma non riesce a far l’architetto. Ineccepibile solo la diga arretrata formata da Matteo Camasta e Francesco Modesto, tempestivi e pirateschi.

Il guaio è che, in alcuni momenti della gara, persino la penultima del lotto è ruscita a metterci sotto.
A proposito, tra gli ospiti, il piede leonardesco di D’Angelo è parso notevole, Pecora vanta senso geometrico e Granozi ha dribbling inebriante, ma nulla più.

Dunque, la giacchetta giallo fosforescente Pieralisi di Jesi fischia per la prima volta (nelle altre, non sarà sicurissimo) e i nostri si fanno minaci con una combinazione corale sortita da Modesto, sponda di Persia e collo d’Infantino sull’esterno della rete.
E’ il preludio ad una goleada? Macchè. Gli sbadigli regneranno indiscussi.
Sette minuti dopo, e mail di Saveriano per il portiere campano. Al 18′, l’arbitro, magnanimo, vede un’amicale pacca di Leccese sulla spalla di Vincenzo Modesto: rigore. Dal dischetto l’ex barlettano Alessio trafigge Visconti. Il vantaggio non carica più di tanto i neroverdi, che perseverano nel ruminare torpide manovre.
Al 25′ acciaccapesta omerico nell’area bitontina, un’uscita di Vitucci in cerca di lepidotteri fa schizzare la sfera verso la rete bitontina, rinvia in scivolata Merafina. A sette minuti dall’intervallo, una rasioata all’ungherese di Pecora titilla il palo sinistro di Vito. E’ il 42′ quando Angelo stoppa con eleganza il cuoio e taglia un invito a nozze per Panzer Persia che fa a sportellate col marcatore e uccella spietato Visconti.
La ripresa è di un grigiore fondissimo. Molto più del cielo, che persino lacrima (forse nostalgico del calcio che fu?). Otto minuti e gli ospiti accorciano le distanze. Pecora beffa la maginot dei padroni di casa e libera Calendo solo dinanzi a Lima, palombella esiziale ed è 1 a 2. Lo smarrimento dei leoncelli si fa palpabile. I campani quasi quasi ci credono. Di fatto, tuttavia, solo al 34′ si faranno pericolosi con un piazzato infido del solito Pecora.
Il resto è affannosa attesa del triplice segnale di chiusura.

Ora, sguardo immediatamente rivolto alla trasferta di Bacoli. Se ci si dovesse esibir così, il rischio della figura barbina sarebbe grosso…

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