Letteratura, arte e musica per non dimenticare la Shoah

Liliana Tangorra
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La nostra città in continuità con quelle che sono le manifestazioni che in tutto il mondo si proliferano, ha dedicato, partendo dal 27 gennaio, una settimana interamente dedicata all’Olocausto. Attraverso le letteratura, l’arte, la musica e l’esposizione di documenti storici, Bitonto diventa protagonista attiva di una iniziativa rivolta a smuovere le coscienze di noi giovani, cha abbiamo vissuto la Shoah solo attraverso i libri di storia, a riflettere e a non dimenticare.

È proprio con i giovani che l’Assessorato per la Cultura e la Pubblica Istruzione ha voluto inaugurare la settimana. Sono stati i ragazzi della scuola secondaria di I Grado A. de Renzio di Bitonto a presentare al copioso pubblico del teatro T. Traetta (tanto copioso che il preside della stessa scuola, Filippo Rucci, organizzerà una replica dell’evento) uno spettacolo con brani e musiche rievocanti la tragedia dell’Olocausto.

Presso il Torrione angioino, invece, l’artista Francesco Sannicandro, attraverso un’istallazione multimediale, spiega agli ospiti mediante il linguaggio artistico, una tragedia che ha visto 6 milioni di uomini come vittime. La stessa tragica vicenda è stata vissuta da un illustre personaggio italiano, Primo Levi, che lo stesso Sannicandro ha voluto ricordare nella sua installazione, omaggiandolo con la riproduzione di un suo scritto.

L’opera dell’artista, attraverso i colori bruni, grigi rievoca la tristezza, il dolore e l’amarezza che dovevano attraversare i cosiddetti “campi di concentramento”. I sentimenti di morte, paura e odio, invece, sono stati rappresentati da guizzi, simbolici, di rosso e bianco. L’utilizzo di materiali poveri quali cartone, legno, cenci, caratterizzano quel senso di vuoto e solitudine che vede attraversare i volti dei deportati proiettati sui muri chiari e sconnessi del monumento bitontino.

L’installazione offre allo spettatore perplesso un excursus emozionante che ripercorre i momenti non solo riferiti al genocidio, ma anche alla permanenza in luoghi tristi pregni dell’odorare acre e penetrante che caratterizza la fatica e la sofferenza.

La mostra è aperta al pubblico dal 27 gennaio al 3 febbraio dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e nel pomeriggio dalle ore 17:30 alle ore 20:30.

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