Il Bitonto supera il Matera all’ultimo respiro (2-1)
Sinceramente, abbiamo sul cuore più nuvole fameliche di quante non ne abbia il cielo, questo pomeriggio.
Erano anni che non si vedevano al “Città degli Ulivi” certe scene. Che non hanno niente, ma proprio niente a che vedere con lo sport. Ed è fondamentale che lo si dica con fermezza, adesso. L’accenno di maxi rissa che ha incendiato gli ultimi, fatali minuti della sfida tra Bitonto e Matera, fuori e dentro il prato, devono indignare chiunque ami il calcio. Punto. Non ci sono chiacchiere che tengano.
Certo, l’implume Giglio poteva pure risparmiarsela la sceneggiata della gioia esagerata alla rete del pareggio dei suoi compagni, tuttavia quel che dipoi s’è scatenato è quantomeno inverecondo. Non parliamo dell’eventuale errore arbitrale, forse compensativo oppure di autoconservazione, che ha chiuso la partita. Nella fallibilità umana, ci può stare. È la barbarie che dobbiamo ripugnare. Tutti.
Comunque. Proviamo a rivivere dal principio questa tenzone.
Le squadre che scendono sul prato di Via Megra sono praticamente speculari. Solo che, logicamente, i padroni di casa cercano di più la rete avversaria, gli ospiti sono più accorti. Il mister campano si affida alla regia coriacea di Malagnino e Acampora, oltre che alla personalità tetragona di Martinelli. L’ex – uno dei tanti, ce ne sono ben cinque tra i bitontini – Pietro Ruisi, richiamato sulla panchina neroverde dopo una sola giornata, rischia le due punte.
I primi minuti di studio lasciano deserti i taccuini dei cronisti. Da registrare solo al 3’ una conclusione di Infantino, che si perde mestamente fra le nuvole. È il 16’ quando il trequartista Logrieco – ispirato – inebria mezza difesa biancazzurra e imbecca Vincenzo Modesto: il suo piattone al volo è inguardabile. Ancora Logrieco, due minuti dopo, ipnotizza Di Santo e scocca un tiro radente, cui si oppone abilmente Cilumbriello. Al 19’ innocua e mail di Persia al portiere ospite. Alla mezzora, il Matera tira fuori il capo dalla sua metà campo e si fa vedere con una punizione di Porzio, che solletica appena Vitucci. A due minuti dal termine, ancora l’estremo bitontino blocca con sicurezza una botta da trenta metri di Montingelli.
Le formazioni tornano negli spogliatoi a reti intonse e ne escono praticamente immutate.
Quattro minuti appena e per l’ennesima volta Logrieco slalomeggia fra i difensori materani e di destro cerca l’angolino, il guantone di Cilumbriello è provvidenziale. Al 17’ Persia s’incunea nell’area ospite e salta Di Santo, che, forse, lo stende. Per l’arbitro è rigore. Lo stesso attaccante sigla il vantaggio dei leoncelli. Feriti nell’orgoglio, i biancazzurri si protendono in avanti, con foga e confusione, alla ricerca del pareggio. Che giunge al 39’, quando Francesco Modesto abbatte Marsico fiondatosi in area irresistibilmente. Altro penalty: il neo entrato realizza con chirurgica precisione. A questo punto, la gioia eccessiva del giovane Giglio, che dalla panchina attraversa tutto il rettangolo di gioco per festeggiare con i compagni, scatena per ben cinque, lunghissimi minuti un maxi parapiglia, con tanto di tifosi bitontini che inveiscono contro i materani. Riccardi di Novara con difficoltà riesce a sedare il tutto.
Ora, tocca ai leoncelli ruggire per la disperazione. Palla lunga e pedalare, l’antico adagio calcistico diviene il loro motto.
Il minuto cruciale è il quarantanovesimo, il penultimo. I biancazzurri hanno da poco impattato e difendono il punto strenuamente. Merafina sfugge a Conte e spara un siluro che fa tremare la traversa, Di Giovinazzo in mezza girata svirgola la sfera, la zampata seguente di Infantino mette in imbarazzo Cilumbriello, fino a quell’istante impeccabile.
Il cuoio prima sfugge, poi viene acciuffato dal portiere, prima che varchi la riga bianca. Pare. La giacchetta nera fischia ed indica il centrocampo. I giocatori del Matera assediano Riccardi, quelli del Bitonto fanno festa per una vittoria davvero insperata.
Insomma, è finita così, in maniera amletica e all’ultimo respiro, una sfida, che ha emozionato a fiammate il numeroso pubblico presente.
Il Matera torna fra i Sassi a mani vuote e deve ridimensionare le proprie ambizioni. Il Bitonto tira un sospiro di sollievo, ma deve ancora penare per venir fuori dalla zona play out.
Commenti
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Importante vittoria e bella iniezione di fiducia per i nostri beniamini. La nostra salvezza è l’orgoglio della squadra.
VEKKIO STRAKAOS.







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