Il consiglio comunale sull’ospedale: “Molto rumore per nulla?”
Forse, al giorno d’oggi soprattutto, il destino dei poeti è questo. Cogliere piccole verità universali, osare d’enunciarle e non essere creduti.
Durante il consiglio comunale monotematico sulle sorti del nostro già tanto travagliato ospedale, il dottor Michele Muschitiello, a conclusione del suo intervento, come sempre utilmente tramato di storia, così ha sospirato: “E stendiamo un velo pietoso su quanti hanno fatto carriera in cambio di chissà che…”.
Già, tra tante (forse troppe?) parole e, indubbiamente, qualche buona idea, la massima assise cittadina ha accolto addirittura con gli applausi le proposte tutt’altro che conclusive della direttrice dell’Asl, avv. Lea Cosentino. Che, è doveroso qui ricordarlo, ha potuto fare il suo intervento in un’atmosfera di grande, democratica civiltà. A differenza di quanto accadde all’ex governatore Raffaele Fitto, cui fu dato il benvenuto da dimostranti, allora alquanto invasati (eppure, oggi, pare versi in condizioni peggiori il nostro nosocomio), al grido di “fascista, fascista”. È bene non dimenticare mai queste scene, se non altro a futura memoria. E per non prenderci in giro, nelle prossime, analoghe occasioni.
Comunque. Gli spalti erano gremiti, persino le scale ospitavano cittadini speranzosi. Ha aperto i lavori il presidente Nicola Tarantino: “Piena è la sensibilità dell’amministrazione sul tema, dopo che molte notizie, apparse sulla stampa locale, hanno creato allarme e panico tra i cittadini. Un incontro, dunque, quello di stasera, utile per evitare equivoci tra le istituzioni e tra queste e i cittadini”.
Dunque, la parola è passata al primo cittadino: “È un problema che viene da lontano, uno psicodramma che oggi vede un’altra puntata e un altro capitolo della sua storia e genesi.
Il nostro ospedale, per il bacino d’utenza cui risponde, merita ben altro: merita certo di non essere affatto depotenziato e, quindi, necessitiamo stasera di risposte serie e credibili per fugare i dubbi e le paure dei cittadini su quanto appreso nei giorni e nelle settimane scorse. Comprendiamo l’esigenza dei tagli per far quadrare i conti, ma il tutto non dovrebbe comunque mai interrompere l’esercizio delle naturali funzioni, cui è preposto un ente pubblico ed assistenziale come il nosocomio di una città. Soprattutto, mai dovrebbero negarsi le esigenze di un territorio così vasto (non solo la città di Bitonto, ma l’intera area di 80-90000 abitanti). È, certo, una patata bollente che ereditiamo, ma porteremo avanti un’altra linea rispetto al passato, senza polemica dico questo”.
Ed ha spiegato il senso delle sue dichiarazioni: “La nuova linea sarà più intransigente rispetto ad eventuali, indiscriminati tagli. L’assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, in passato, in occasione della inaugurazione della casa dell’Alzheimer, dopo aver messo in risalto la precarietà della struttura ospedaliera bitontina, assicurò la ideazione e futura creazione di una nuova grande struttura per Bitonto e Terlizzi. Ma quali i tempi?”.
Il punto di domanda vien confutato dall’avv. Lea Cosentino: “È ottima l’occasione di chiarimento, per la quale ringrazio molto il sindaco e tutta l’amministrazione, dopo le notizie confuse apparse sulla stampa. Ed invece su questioni importanti e vitali come salute e sanità urge massima chiarezza. Io non ho deciso nulla, sia chiaro. Nulla di deciso c’è, malgrado il piano approvato su questa città e sulle sorti del suo nosocomio. Bitonto, per giunta, merita grande ed oculata attenzione per le notevoli professionalità che esprime, assai degne di nota. Merita attenzione al di là di quanto dica lo stesso Piano regionale. Posso assicurare, senza timore di smentite, che Bitonto mai avrà, allo stesso tempo, un azzeramento della sua attuale struttura. Rispetto alle giuste preoccupazioni di questa comunità, mi sento quindi di tranquillizzare a dovere gli animi di tutti. Anche sul pronto soccorso, vera ed autentica cartina di tornasole della civiltà e della funzionalità di una struttura ospedaliera, primo filtro fondamentale per poter vagliarne sulla propria pelle la credibilità e l’affidabilità di una struttura”.
Dopo il miele, l’amaro. Dalle rassicurazioni si passa alle “minacce”: “Però, posto che nulla sarà cancellato (vedi l’ottima vostra Tac, l’Udt, la dialisi, la Medicina), è necessario, assai necessario attivare al più presto un’efficiente rete e filiera assistenziale che risponda anche alle esigenze del territorio. Una giusta sintesi, dunque, tra ospedalizzazione e territorialità. Una struttura territoriale, quella sì, da potenziare, accanto naturalmente all’ospedale. Magari con una Casa della Salute da allocare, laddove possibile, all’interno dello stesso ospedale o, se non possibile lì, in altra, adeguata locazione. Questo è il mio vero sogno. Questa struttura sarà necessaria per drenare la domanda di salute dei cittadini bitontini e per poter rispondere ai bisogni quotidiani di salute. Fondamentale sarà anche attivare un percorso reale di condivisione e convergenza tra gli enti e le istituzioni. E se di accorpamento si tratterà, questo sarà tra le tre realtà intere di Terlizzi, Molfetta e Bitonto, ma –lo sottolineo- senza l’azzeramento delle attuali potenzialità da parte di nessuno”.
Poi, è stato il momento dei consiglieri.
Primo ad intervenire Franco Illuzzi (IdV), con l’onestà che lo contraddistingue: “Se nulla è deciso, ho paura che, per conseguenza, tutto sia possibile ed invece noi volevamo certezze davvero rassicuranti per rispondere alla pur necessaria politica di distinzione tra desideri e necessità. Distinzione utile perché, davvero, non si può pensare ancora all’ospedale sotto casa, ma sicuramente sì alla necessità di una politica sanitaria che sappia conciliare i conti con i bisogni. Qualcuno aveva assicurato sui palchi elettorali la pronta restituzione del maltolto a questa città, ma mi sento di dire che forse non si è visto molto in questo senso. Ed invece necessitano dati reali e credibili per capire in quale direzione si sta andando”.
Pochi sconti anche da Franco Scauro, Partito socialista: “Nell’ottica della macroarea Terlizzi-Molfetta-Bitonto rimangono i servizi di base e il pronto soccorso? Questo sarebbe utile chiarire oggi.. le enunciazioni di principi le ascoltiamo da anni e, da sole, non portano da nessuna parte; inoltre, il cambiamento della attuale situazione non è ormai più rinviabile”.
Il quarto medico dell’emiciclo, Gaetano Granieri (Lista Valla), ha sottolineato l’importanza del “dover restituire dignità a malato, quali che siano le soluzioni che saranno prese dal nuovo Piano Sanitario”.
Il capogruppo del Pd, Giovanni Rossiello, ha rimarcato il valore rivoluzionario della Legge Bindi, “grazie ala quale si passò dal concetto di Sanità a quello di Salute”, ha enumerato tutto quello che il centrosinistra ha fatto per il nosocomio cittadino ed ha esortato le istituzioni ad incentivare le forze fresche del volontariato.
“Visto che non è possibile riavere l’ospedale d’eccellenza di prima, che almeno si mantenga e si potenzi l’esistente”, la saggia invocazione di Salvatore Tassari (An).
Leo Liaci (Nuovo Psi), infine, ha apprezzato la chiarezza e la linearità del discorso della direttrice, auspicandosi una sempre maggiore collaborazione fra le parti.
Il richiamo ai “precisi impegni presi da parte della giunta Vendola” è venuto da Michele Labianca (Udc).
Al termine di questa carrellata, è giunta la replica della Cosentino. Che ha ribattuto punto su punto le obiezioni avanzate dai componenti del consesso. Senza peraltro mai entrare nello specifico. Salvo insistere sul fatto che “molte decisioni fin qui prese sono state condivise e i giochi non sono fatti. Ergo, c’è un ampio margine ancora per interagire”.
Il sindaco Valla, infine, ha proposto la creazione di una commissione ristretta che possa interfacciarsi con i collaboratori della struttura generale.
Ora, siccome la Vita è più grande di noi, si dà il caso che, proprio ieri l’altro, sia andato in scena, sull’impiantito del Teatro Traetta, la commedia scespiriana “Molto rumore per nulla”.
Ecco, questo ci pare l’ilarotragico titolo di questa seduta consiliare.
Dove “nulla”, purtroppo, potrebbe stare per quel che sopravvivrà del nostro ospedale…
Commenti
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…… quando la politica fa teatro!!!! e siccome va di scena l’imbroglio….. non mi va di credere nè alla consentino (che pastrocchio di dirigente!!!) nè agli onorevoli eletti!!!! E voi cari concittadini???
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semplicemente una farsa…per cosa?a che pro questa messa in scena? facevano prima a dirci che l’ospedale non esisterà più…..tranne i dottori in consiglio, a tutti importa poco di questa situazione, giunta Valla e minoranza compresa…
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ma la sinistra scherza? sapranno benissimo quanti soldi hanno “buttato” per recuperare una struttura ormai compromessa ad incominciare dalla sua collocazione. come analizzava il “Da Bitonto” in un articolo ormai dimenticato se si fosse realizzata una struttura ex nova oggi non avremmo alcun problema e sarebbero state risparmiate ingenti somme di denaro pubblico. prima di parlare è forse meglio pensare …
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Visto come è ridotto l’ospedale,visto soprattutto la scarsa professionalità di alcuni impiegati/personale sanitario(vedi servizio di guardia medica), a cosa serve avere una struttura che non funziona?Sprechiamo ancora denaro?Se poi a qualcuno interessa avere l’ospedale per piazzare qualche suo fedelissimo dirigente/politico si faccia avanti senza tirar fuori gli interessi dei cittadini, non ci crede nessuno. Michele.
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micot ha centrato il bersaglio: l’ospedale (eufemismo) serve come riserva di voti e di sprechi(vedasi la TAC senza personale…)
ma nessuno dice che il D.G. ha detto: nel 1999 e nel 2003 quando azzeravano i reparti dove eravate?
nelel fogne?







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