Operazione “Work Market”. Cinque bitontini arrestati

La Redazione

Si chiama “Work Market” la vasta operazione condotta alle prime luci dell’alba di oggi dalla Guardia di Finanza di Barletta con l’ausilio di oltre 40 militari del Comando Provinciale di Bari per un totale di oltre 120 militari

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Si chiama “Work Market” la vasta operazione condotta alle prime luci dell’alba di oggi dalla Guardia di Finanza di Barletta con l’ausilio di oltre 40 militari del Comando Provinciale di Bari per un totale di oltre 120 militari.rn

Si tratta di una complessa attività di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, guidata dal Procuratore Capo della Repubblica, dott. Carlo Maria Capristo, per il contrasto di numerosi reati contro la Pubblica Amministrazione e finalizzata a recidere un vero e proprio comportamenti illeciti concussivi e corruttivi messi in piedi da alcuni funzionari della Direzione Provinciale del Lavoro di Bari (addetti al servizio ispezione sul lavoro) nel capoluogo e nel nordbarese con la complicità e l’ausilio di liberi professionisti (consulenti del lavoro), imprenditori ed alcuni appartenenti alle Forze dell’Ordine.rn

I finanzieri barlettani hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare, di cui 5 in carcere e 11 agli arresti domiciliari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Trani dopo mesi e mesi di articolate indagini.rn

In carcere il 50enne coratino Giovanni Maldera, Antonio Angelo Volponi di 52 anni e un uomo di 47 anni entrambi di Bari, il bitontino Giuseppe Gesualdo di 48 anni ed il biscegliese Aldo Tangorra di 55 anni.rn

Agli arresti domiciliari invece la coratina Enza Petrizzelli di 39 anni, quattro bitontini (Francesco Vitucci di 42 anni, Domenico Mundo di 48 anni, Carlo Stragapede di 44 anni ed un uomo di 58 anni), i barlettani Salvatore Tupputi di 57 anni e Luigi Riefolo di 45 anni, i ruvesi Angela Lamparelli di 43 anni e Nicola Summo di 41 anni, il tranese Ruggero Amorotti di 48 anni ed infine Diego Guarnaccia 37 anni di Turi.rn

Gli arresti hanno interessato, a vario titolo, soggetti residenti nei Comuni di Bari, Barletta, Trani, Bitonto, Corato (due gli arrestati), Bisceglie e Ruvo di Puglia, per gravi fatti di concussione e corruzione, nonché rivelazione dei segreti d’ufficio ed altri reati minori contro la Pubblica Amministrazione, aventi come specifica finalità quella di “ammorbidire” e “azzerare” gli effetti di controlli ed ispezioni sul “lavoro nero” condotti dalla D.P.L. di Bari.rn

Tra i metodi di indagine utilizzati anche l’apposizione di una telecamera nascosta presso l’Ufficio provinciale del lavoro di Bari, con cui sono stati ripresi alcuni imprenditori che consegnavano mazzette a dei funzionari.rn

Sono tuttora in corso circa 40 perquisizioni, tra abitazioni, uffici pubblici, studi professionali (consulenti del lavoro e dottori commercialisti) e CC.AA.FF. (di Barletta e Corato) società e imprese individuali, riferibili agli indagati ed agli imprenditori convolti.rn

I diversi casi “investigati” dalla fiamme gialle di Barletta hanno posto in luce la “gestione” dei pubblici poteri conferiti ai singoli ispettori dalla Legge, sempre oggetto di “mercificazione”, anche grazie al coinvolgimento di talune figure del mondo professionale (consulenti del lavoro, commercialisti e addetti alle associazioni di categoria) che si frappongono tra gli imprenditori che subiscono le ispezioni e gli stessi pubblici ufficiali.rn

L’indagine condotta dai militari della Compagnia di Barletta trae origine da un’ispezione eseguita da alcuni ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro di Bari, durante il mese di agosto 2008 in Canosa di Puglia, nei confronti di un titolare di un’impresa che a fronte delle sanzioni applicabili in violazione alla vigente normativa sul lavoro, patì la richiesta concussiva da parte dei citati funzionari della DPL di Bari e che con estremo coraggio e senso civico ebbe a denunciare i fatti.rn

Fanno parte dell’inchiesta anche 24 indagati per gravi fatti di corruzione e concussione compiuti nel corso di ispezioni e accertamenti sul lavoro, da cui potranno nascere ulteriori sviluppi grazie anche alla collaborazione che altre vittime ed imprenditori concussi vorranno fornire agli inquirenti.rn

rnrn

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Commenti

  • enza66 (utente non verificato)

    Vogliamo affrontare l’aspetto diverso della faccenda “lavoro nero”? I NOSTRI “imprenditori” (e ne sono orgogliosa!) AIUTANO alcune persone in termini economici ed umani le quali “pregano” di lavorare(e quindi di guadagnare) non potendo essere in regola perchè titolari di altri contratti. quindi si fa presto……
    solo chi non conosce le realtà in cui operiamo può permettersi di sparare contro…… e anche la sx……

  • ultimo78 (utente non verificato)

    E’ giusto che chi sbagli….. paghi!!! Molto spesso i funzionari di questo settore vanno alla ricerca dei peli nell’uovo proprio per accaparrarsi mazzette da intascare quindi ben gli sta a coloro che si fanno i soldi sulle spalle degli altri.

  • augusto48 (utente non verificato)

    Noi viviamo in una nazione di pura impunità, quindi a pagare sono i soliti sprovveduti o onesti che cadono nella rete di gente poco bene. Ma se a partire dalle istituzioni che la maggior parte sono tutti indagati, ma noi cosa ci aspettiamo, poi ognuno si regola come gli pare.

  • px4storm (utente non verificato)

    brava enza66, difensore dei bottegai del nostro paese, tu si che la conosci la realtà!

  • papagino (utente non verificato)

    mi auguro che questi funzionari (meglio dire delinquenti)vengano cacciati dall’amministrazione da cui percepivano lo stipendio.