Franco Illuzzi: “La 167 è in dirittura d’arrivo?”

La Redazione

Le riflessioni del capogruppo di Italia dei Valori in consiglio comunale

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo le riflessioni di Franco Illuzzi, leader di Italia dei Valori in seno alla massima assise cittadina, sul nuovo regolamento per l’assegnazione delle aree nella zona 167, che approderà in consiglio comunale lunedì 12 gennaio.
Da questo pensiero, come al solito preciso e puntuale, l’intento di cominciare un serio dibattito di vitale importanza per centinaia di famiglie bitontine.

"Il piano di zona o piano delle zone 167 del centro urbano è uno strumento urbanistico di attuazione del programma residenziale pubblico, finalizzato a definire ed inquadrare urbanisticamente comprensori di aree da destinare alla costruzione di case economiche e popolari, nonché alle opere e ai servizi complementari urbani e sociali.
La legge n. 167 del 1962 obbligava soltanto i comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti a formare un piano delle zone del territorio comunale da destinare alla costruzione di alloggi a carattere economico e popolare.
La legge n. 10 del 1977 invece estende tale obbligo a tutti i comuni tenuti a formare i programmi pluriennali di attuazione degli strumenti urbanistici generali.
Il piano ha efficacia per 18 anni, tale termine può essere prorogato dalla Regione in presenza di valide e motivate ragioni.

La scelta delle aree. Quale razionalità?
Nel caso di Bitonto il piano di zona costituisce una variante al piano regolatore generale; a lungo si è discusso sulla localizzazione dello stesso. Su questo specifico aspetto è inutile oggi polemizzare spendendo ulteriore tempo ed energie, ma una considerazione resta valida e continua a pesare sull’onesta intellettuale di chi quella scelta ha operato: perché mai non è stato possibile avvicinarsi anche “urbanisticamente” alle nostre frazioni di Palombaio e Mariotto, preferendo allungarsi verso il Quartiere S. Paolo e quindi verso Bari con buona pace dei propositi (vedi quanto accade oggi con il Piano Strategico Ba2015) di indipendenza e salvaguardia storico-culturale da eventuali tentativi di annessione da parte della città metropolitana?
È pur vero che in tema di localizzazione dei piani di zona è riconosciuta ampia discrezionalità all’ente comunale: la scelta comunque deve sempre ispirarsi a corretti criteri logici e razionali. Non solo. Tali criteri devono essere opportunamente evidenziati dall’amministrazione.
La politica non può decidere di non decidere e tantomeno di non scegliere, però deve attendersi domande a cui deve rispondere.

Il dimensionamento del piano

La programmazione pubblica nel settore dell’edilizia abitativa deve necessariamente coesistere ed armonizzarsi con l’iniziativa privata, tanto è vero che la legge prevede espressamente una stretta correlazione fra l’estensione del piano ed il prevedibile incremento del fabbisogno abitativo complessivo della popolazione rapportato ad un decennio dalla data di adozione del piano. Occorre in pratica determinare la misura dell’intervento pubblico sulla base di dati previsionali concreti ed attuali, tali, cioè, da rendere seriamente attendibili i calcoli riferiti al futuro incremento demografico ed al conseguente tasso di incremento del fabbisogno abitativo.
È del tutto evidente che negli ultimi anni a Bitonto è mancata una risposta concreta al crescente bisogno di case, tant’è che molte famiglie sono state costrette ad acquistare casa nella vicina Palo del Colle o nelle due frazioni, invogliate anche da un livello di costi decisamente inferiore.
Ma oggi lo scenario socio-economico è cambiato, e, pur dichiarandoci decisamente favorevoli all’adozione del piano di zona, non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia ignorando le inevitabili ricadute che ciò determina sulla gestione delle politiche di edilizia popolare.

Quale mercato per la nuova 167?
Le transazioni sul mercato della casa, a detta degli operatori del ramo, sono in calo. Si registrano crescenti difficoltà di accesso al credito, e, secondo quanto sostiene l’assessore al ramo avv. De Santis, sembrerebbe che l’esborso per le singole unità residenziali in 167 potrebbe aggirarsi in media intorno ai 150-160 mila euro. Un prezzo che appare poco “popolare” e forse anche poco competitivo se è vero che, basandoci sui dati forniti sulla stampa pubblicitaria dalle diverse agenzie immobiliari operanti in città, un appartamento di 90 mq a Palombaio o Mariotto si potrebbe comprare a 130mila euro. E questo senza considerare il disvalore attuale e futuro delle unità immobiliari della nuova 167, alla luce della sua localizzazione estremamente periferica e della sua strutturale carenza di servizi.

Manca il coraggio di innovare

Per quel che riguarda il Regolamento di attuazione, approdato in Consiglio comunale dopo un travagliato lavoro di riscrittura, appare logico nonché utile il suo snellimento rispetto alla precedente stesura; però nei criteri di attribuzione dei punteggi (art. 5) che possono essere condivisibili ci saremmo aspettati un colpo d’ala per quel che riguarda la qualità delle abitazioni. Sarebbe stato opportuno prevedere una premialità anche per le cooperative in grado di assumere precisi impegni in ordine a utilizzo delle tecnologie di costruzione, rispetto per l’ambiente e impatto occupazionale: pensiamo all’installazione di impianti fotovoltaici, al recupero delle acque piovane (per usi irrigui e/o civili), all’utilizzo, ove possibile, di materiali locali, all’impiego esclusivo di manodopera e imprese locali! Sarebbe veramente grave se in questo momento di grave crisi occupazionale non trasformassimo il rilancio della nuova 167 in una storica occasione per cercare di dare respiro all’edilizia cittadina e quindi all’economia di tutta la città. Del resto, il diritto urbanistico viene in soccorso alla politica ricordandoci che “l’approvazione del piano comporta la dichiarazione di pubblica utilità (ope legis) di tutte le opere, impianti e edifici in esso previsti ed equivale, altresì, a dichiarazione di indifferibilità ed urgenza”.
Per cui spazio a tutte le riflessioni a tutti i contributi in Consiglio comunale, ma non dimenticando che del piano di zona 167 Bitonto ha necessità, e non da oggi. Bisogna altresì sperare che non sia troppo tardi!
Aldilà della normale dialettica politica, se la 167 risolverà un annoso problema per i nostri concittadini e attenuerà la crisi occupazionale il merito sarà di tutti."

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