Alla ricerca di un’arte perduta

Rita Dimundo, docente della Scuola Media "V. Rogadeo"
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Ammirare i capolavori esposti a conclusione del corso di Ricamo e Trapunta, organizzato dal CTP presso la scuola “V. Rogadeo” e tenuto dalla signora Rosa Pice, è stato come fare un salto nel passato.

Cuscini, trapunte, tende, tappeti, realizzati con mirabile maestria da corsiste, a cui è stato generosamente insegnata l’arte antica del ricamo al telaio.

Insegnare, appunto, dal latino insignio, lasciare un segno ; ed un segno è stato sicuramente lasciato non solo nella realizzazione di splendidi manufatti, ma anche nella nostra memoria in cui riecheggiava il “mormorio del tempo” che fu.

Tra perline, merletti, delicati ricami di fiori e farfalle, alla vista di telai, non più esposti nei musei, ma operosi ed efficienti, si rivivevano immagini di donne riunite al lavoro.

Efficace, a tale proposito, il pensiero espresso dal dirigente scolastico Nicola Siragusa per il quale “trasmettere quest’arte significa valorizzare una filosofia di vita imperniata non solo sulla creatività, sul gusto, sull’etica del lavoro, ma, soprattutto, sulla famiglia che si ritrova unita nella realizzazione di un’idea che agevola la comunicazione in un’ epoca in cui essa, affidata alla tecnologia, diventa sempre più rara nella forma più antica e naturale come quella del parlare”.

Un grazie particolare, dunque, alla signora Pice la cui professionalità è ormai cosa nota non solo a noi bitontini, avendo lei già esportato alcuni suoi lavori in Francia e in Svizzera, perché ha investito in un lavoro che non è fonte di guadagno solo personale, ma ricchezza per noi tutti.

Un grazie anche perchè ha scelto di intraprendere la sua attività in una sede in pieno centro storico, via Amedeo: scelta non casuale per un’arte così antica .

Ci piace concludere con le parole del poeta Gibran: “E ogni conoscenza è vana, se non v’è azione” che la perpetui.

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