Dietro “l’auto-combustione” c’è la malavita?
Gli insigni dottori laureati dell’Accademia della Crusca sono in fermento.
La novità linguistica è grossa, oltre che curiosa. Compulsano ansiosi i loro tomi immensi per capirci di più. Qualcuno è andato difilato a leggere il significato della parola "autocombustione": "incendio spontaneo, specie di boschi, dovuto al calore eccessivo in condizioni di forte siccità".
E fin qui, poteva l’animo restar in pace.
Sennonchè, qualcuno ha fatto sapere agli illustri studiosi in pensosa riunione che c’è una città, nella vecchia Apulia dal nome Bitonto, in cui quel prefisso "auto" sta proprio a significare "automobile", macchina insomma. Senza, però, stravolgere il senso del resto del termine. Ovverosia i veicoli, improvvisamente, nel cuore della notte, pare prendano fuoco.
Ed è la solita solfa: prima l’intervento della polizia municipale, poi, a seconda di chi è più tempestivo, giungono altre forze dell’ordine fino ai vigili del fuoco con tutti i guai prevedibili per chi subisce il danno.
La panda, che vedete in foto, ha preso (miracolosamente?) fuoco la scorsa settimana, su via Ammiraglio Vacca, ed una nostra cara lettrice, più abile e solerte di un fotoreporter, ci ha recapitato la triste testimonianza.
Vero è che non pioveva da tanto, quando successe, epperò vien difficile pensare che l’auto avesse scelto liberamente e volontariamente il rogo di sé.
Dunque: cosa c’è dietro? Forse c’è la malavita?
Oggi che si sfila contro la mafia, si pensi pure a quanto sia serpeggiante e, spesso, invisibile in città la mentalità mafiosa.
E’ necessario cominciare ad indignarci seriamente per questa barbarie orrenda, prima che ci cresca il pelo sullo stomaco…
Commenti
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A volte mi chiedo come mai qualsiasi episodio spiacevole accada a bitonto,dalle auto incendiate alle aggressioni alle forze dell ordine,fino ad arrivare agli omicidi e quant altro ancora caratterizza purtroppo questa città,non se ne parla in nessun telegiornale nazionale o nessuna trasmissione televisiva se ne occupi!!!Qualcuno mi saprebbe dare una risposta?
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La nostra Città è già tristemente “nota” per gli egregi compaesani che spacciano e rubano, e spesso viene ricordata solo per questi episodi e non per la Cattedrale o l’olio. Mi sembra giusto che tali avvenimenti rimangano in casa e che non se ne parli in televisione o sui giornali. E’ meglio prendere provvedimenti e cercare di risolvere questi problemi, partendo noi stessi col denunciare tutto ciò che di losco avviene, vincendo l’omertà che è viva e vegeta, purtroppo, ancora in molti Bitontini.







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